«Troverete il bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia»

Omelia per la Natività del Metropolita Filarete di Mosca

Il significato del bambino Gesù avvolto in fasce ci viene spiegato da uno degli antichi dottori cristiani. Nelle sue fasce, Gesù predice la propria sepoltura. In realtà le fasce di un neonato e il sudario dei morti erano originariamente tessute da un artigiano; la culla e la bara hanno lo stesso artefice. Se il peccato non avesse dato origine alla bara e al lenzuolo avvolgente, non ci sarebbero state neppure le fasce e la culla. Proprio come i dolori del parto sono l’inizio della morte, così la culla è il precursore della bara, e le fasce sono il primo lembo del sudario che gradualmente si forma. Continua a leggere

MESSAGGIO PER LA NATIVITÀ 2020

“Tutto il creato si rallegri, poiché ecco che il Creatore che esiste prima di tutti i secoli nasce a Betlemme e appare bambino neonato”
(Canone proeortion, 23 Dic., ode 4)

Cari Padri e Fratelli, figli nel Signore che è nato,
Il nostro Signore Gesù Cristo è nato e la gioia irradia il mondo intero! Il Dio Verbo è sceso dal Cielo e si è fatto Uomo sulla terra, affinché si realizzasse l’unione e la comunione di «Dio con gli uomini»! Perché finché Egli fosse rimasto nell’altezza della Sua magnificenza «nei cieli» e noi nell’umiliazione della nostra caduta, «ci era impossibile partecipare alla Sua bontà e comunicare del Suo amore per gli uomini, e un abisso impraticabile ci separava da Lui», secondo le parole di San Gregorio il Teologo (Omelia 41,§12). Ma la Sua Bontà si rivelò e il Suo Amore per gli uomini prevalse. Continua a leggere

Insegnamenti sui pensieri impuri e sulla preghiera

di Sant’ Ambrogio di Optina

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Qualcuno chiese allo Staretz Ambrogio di Optina:

«Padre, quando, contro la mia volontà, pensieri impuri passano per la mia mente, sto peccando?»

«Ascolta, figlia mia», rispose lo Staretz. «Una certa asceta, Ekaterina Seneiskaya, fu a lungo tormentata da pensieri impuri. Alla fine, Cristo la visitò e subito i pensieri si allontanarono. “Dov’eri tutto questo tempo, mio dolce Gesù?” gli chiese. “Ero nel tuo cuore”, rispose Lui. Continua a leggere

Omelia sulla parabola del seminatore

di San Giovanni di Kronstadt

Oggi, miei cari, è stata letta la parabola del Vangelo sul seminatore e la semente, sulla ineguale qualità del terreno su cui la semente è caduta e sui vari destini del seme. Il Signore stesso, al termine della lettura evangelica, su richiesta dei suoi stessi discepoli, spiegò la parabola (Luca 8, 5-15). Continua a leggere

I gradi della conoscenza di Dio

di San Cirillo di Gerusalemme

Se qualcuno pretende di parlare delle cose che riguardano Dio, provi anzitutto, se vi riesce, a spiegare i confini della terra. Vivi sulla terra, ma non conosci bene neppure il confine del tuo domicilio, cioè della terra stessa. Come potrai allora conoscere adeguatamente il suo architetto? Continua a leggere

L’esaltazione della Croce, esaltazione di Cristo

di Sant’Andrea di Creta

La Santa Croce

La Santa Croce

Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. E’ tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro. E la chiamo giustamente così, perché di nome e di fatto è il più prezioso di tutti i beni. E’ in essa che risiede tutta la nostra salvezza. Essa è il mezzo e la via per il ritorno allo stato originale. Continua a leggere

La Parabola della Grande Cena

di San Cromazio di Aquileia

1. Con molte e varie parabole il Signore e Salvatore nostro confuse i Farisei e i capi dei Giudei. Dopo la parabola del padre di famiglia che aveva affittato la sua vigna a dei coloni [Mt. 21, 33] ecco proposta nella presente lettura quella del re che fece una festa di nozze al suo figliolo, come avete appena udito, o miei cari. E mandò, dice il Vangelo, i suoi servitori a chiamare gli invitati alle nozze. Ma quelli, non volendoci venire, se ne andarono chi al proprio campo e chi al suo negozio; gli altri poi, presi i suoi servitori, li oltraggiarono ed uccisero. [Mt. 22, 3. 5-6] Continua a leggere

Per la Festa del Martire Lorenzo

di Sant’Agostino di Ippona

Il Santo Martire Lorenzo

Il diacono è ministro del sangue di Cristo. Il mistero della cena del Signore.
1. 1. La Chiesa di Roma affida al nostro ricordo questo giorno, giorno trionfale per il beato Lorenzo; in esso egli tenne sotto i piedi il mondo rumoreggiante minacce e lo disprezzò quando voleva sedurre e, nell’uno e nell’altro caso, riportò vittoria sul diavolo che provocava la persecuzione. Roma intera è infatti testimone di come sia gloriosa, quanto ricca di virtù simili a fiori, i più diversi, la corona del martire Lorenzo intessuta di tanti pregi. In quella Chiesa, poi, come di solito sentite dire, esercitava l’ufficio di Diacono. Ivi fu ministro del sacro sangue di Cristo: ivi, per il nome di Cristo, versò il proprio. Si era accostato con discernimento alla mensa del Potente. A quella mensa di cui ora ci parlavano i Proverbi di Salomone, che riportano: Quando siedi a mangiare alla mensa di un potente, considera bene che ti viene servito, stendi quindi la tua mano, consapevole che tu pure devi preparare vivande simili (Prv 23, 1-2). Il beato apostolo Giovanni espose chiaramente il mistero di questa cena dicendo: Come Cristo ha dato la vita per noi, così, anche noi, dobbiamo dare la vita per i fratelli (1 Gv 3, 16). Fratelli, san Lorenzo lo comprese, lo comprese e mise in pratica; e proprio quanto prese a quella mensa, quello stesso preparò. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte. Continua a leggere

La spiritualità ortodossa. Una tradizione vivente

del Vescovo Fozio di Triaditza

Oggi è di moda parlare di spiritualità: una nozione vaga, se è tolta dal suo intrinseco contesto neotestamentario e composta da un conglomerato amorfo di qualsiasi cosa possa associarsi alla cosiddetta “cultura spirituale” o a dei “valori spirituali”. In questo conglomerato è inclusa la “spiritualità religiosa”, nozione non meno vaga delle altre, e una semplice variante di esse. In realtà, non è senza motivo che i religiosi liberali di oggi si attengono esattamente al concetto di “spiritualità” come a una sorta di denominatore comune di tutte le religioni, un concetto che offre opportunità illimitate per ogni tipo di fumosa ricerca teologica. Il termine tradizione è stato incrostato , per lo stesso motivo, di così tanti strati di connotazioni, da rischiare di perdere quasi completamente il suo significato patristico originale, non solo a causa della sua profanazione e implicazioni colloquiali, ma anche perché ha perso chiarezza nel lessico teologico. Basta ricordare il suo uso nel senso di trasmettere ciò che è convenzionale.
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