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Category Archives: Spiritualità

«Sia di me secondo la tua parola»

Riflessioni sull’Annunciazione di p. Georgij Florovskij

«Oggi è il principio della nostra salvezza e la manifestazione dell’eterno mistero: Il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine e Gabriele annunzia la grazia. Con lui gridiamo alla Deipara: Rallegrati o piena di grazia, il Signore è con te.»

Ancora una volta, l’Annunciazione è “il principio la nostra salvezza e la manifestazione dell’eterno mistero: Il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine e Gabriele annunzia la grazia. Con lui gridiamo alla Deipara: Rallegrati o piena di grazia” (Tropario della Festa dell’Annunciazione) . La volontà divina è stata dichiarata e proclamata dall’arcangelo. Ma la Vergine non rimase in silenzio. Lei ha risposto alla chiamata divina, ha risposto con umiltà e fede. «Ecco la serva del Signore; avvenga di me secondo la tua parola». La volontà divina viene accettata e riceve risposta. E questa risposta umana è molto rilevante a questo punto. L’obbedienza di Maria controbilancia la disobbedienza di Eva. In questo senso la Vergine Maria è la Seconda Eva, come suo Figlio è il Secondo Adamo. (altro…)

Omelia per la domenica del perdono

di San Tikhon di Mosca

Quella di oggi si chiama “Domenica del perdono”. Ha ricevuto questo nome dalla pia consuetudine cristiana ortodossa di chiedersi vicendevolmente perdono durante i Vespri per ogni scortesia e torto. Lo facciamo perché nel prossimo digiuno ci avvicineremo al sacramento della Penitenza e chiederemo al Signore il perdono dei nostri peccati, perdono che ci sarà concesso solo se noi stessi ci perdoniamo a vicenda. “Se voi perdonate agli uomini i loro debiti, anche il Padre vostro celeste perdonerà a voi. Ma se non perdonate agli uomini i loro peccati, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri debiti.” (Matteo 6, 14-15) (altro…)

Sulla nostra coscienza

Omelia di San Giovanni di Kronstadt per la Domenica del Giudizio Universale

Amati nel Signore, fratelli e sorelle miei! Oggi abbiamo letto nel Vangelo di Matteo le parole di nostro Signore Gesù Cristo riguardo alla Sua seconda, gloriosa e terribile venuta sulla terra; leggiamo di come Egli siederà sul trono della Sua gloria per giudicare il mondo, e di come tutte le nazioni saranno riunite davanti a Lui, tutti, quelli la cui vita è trascorsa, quelli che ora vivono e quelli che devono ancora nascere. Ed Egli li separerà gli uni dagli altri, come il pastore divide le sue pecore dai capri. E metterà le pecore alla sua destra, ma i capri alla sinistra. (altro…)

Il Verbo si fece carne

Omelia di San Giovanni di Kronstadt sulla Natività di Cristo

Il Verbo si fece carne: ovvero, il Figlio di Dio, coeterno a Dio Padre e al Santo Spirito, si fece uomo, incarnandosi dallo Spirito Santo e della Vergine Maria. O mistero mirabile, tremendo e salvifico! Colui che era senza inizio assunse un inizio secondo l’umanità; colui che è senza carne si è incarnato. Dio si è fatto uomo, senza smettere di essere Dio. L’Inaccessibile divenne accessibile a tutti, sotto l’aspetto di un umile servo. Perché e per quale ragione c’è stata una tale condiscendenza da parte del Creatore verso le Sue creature colpevoli, verso l’umanità che, con un atto di propria volontà, si era allontanata da Dio, suo Creatore? (altro…)

MESSAGGIO PER LA NATIVITÀ 2023

N° di Prot. 3299

“ Dio si è fatto partecipe della natura umana,
affinché l’umanità sia innalzata all’altezza di Dio”
(San Gregorio di Nissa)

Cari Padri e Fratelli nel Signore nato,
Αccogliendo con timore e in preghiera piena di devozione il nostro Signore e Dio come Dio-uomo sulla nostra terra, nei nostri cuori e nella nostra Chiesa, gridiamo con gioia spirituale: “Il Signore è Dio e si è manifestato a noi; benedetto Colui che viene nel Nome del Signore”! (altro…)

Avvicinandoci alla Natività di Cristo

Omelia di San Giovanni di Kronstadt

San Giovanni di Kronstadt

Ci avviciniamo, diletti fratelli, alla festa salvifica della nascita nella carne del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo. Per alcuni giorni prima della festa, la santa Chiesa celebrerà questo meraviglioso mistero negli inni spirituali dei suoi Offici quotidiani. Questi inni ci ricordano del nostro diritto di nascita divino e lo sperpero della nostra filiazione a causa del peccato, così come anche ci ricordano della sua restaurazione attraverso il pentimento, della nostra comune parentela spirituale e dello spirito di amore e di cura gli uni per gli altri.
Per celebrare questa festa dell’infinito amore di Dio e della sua estrema condiscendenza, non in modo mondano, ma spirituale, consideriamo brevemente quanto segue: Perché Dio si è fatto uomo pur rimanendo Dio? E cosa richiede da noi l’incarnazione di Dio?
Poste queste due domande, risponderò alla prima con le parole dell’Arcangelo a Giuseppe, il promesso sposo della Santa Vergine: Dio si è fatto uomo per salvare il suo popolo dal peccato. (Mt 1, 21). Per questo viene chiamato Gesù, che significa Salvatore. E così è stato per la nostra salvezza che il Signore è venuto sulla terra e si è fatto uomo, per rigenerare in noi l’immagine di Dio caduta. Il Figlio di Dio si è fatto Figlio dell’Uomo per rendere figli di Dio noi che eravamo figli dell’ira e della dannazione eterna. Nelle parole del Santo Apostolo Giovanni il Teologo: “ ci ha fatti chiamare figli di Dio” (1 Gv 3,1); Ora Dio si è fatto uomo per fare di Adamo un dio. (Stichira per gli enkomia dell’Annunciazione). (altro…)

Promemoria per il cristiano ortodosso

di San Filarete di New York 

1. Ricorda; sei un figlio (o una figlia) della Chiesa ortodossa. Queste non sono parole vuote. Ricorda a cosa ti obbligano. (altro…)

«Signore, non sono degno»

Commento alla pericope evangelica della quarta Domenica di Matteo. (Matteo 8, 5-13)
Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

5-6. E quando Gesù entrò in Cafarnao e gli venne incontro un centurione che lo supplicava dicendo. Anche quest’uomo non si avvicinò a Gesù mentre era sul monte, per non interromperne l’insegnamento. Questi è lo stesso uomo menzionato da Luca (Lc. 7 1-10). Anche se Luca dice che il centurione mandò a Gesù altri che erano anziani, questo non contraddice Matteo che dice che il centurione stesso andò da Gesù. È del tutto probabile che prima ne mandò altri, e poi, quando la morte era imminente, venne lui stesso e disse: (altro…)

«Se il tuo occhio è semplice»

Commento alla pericope evangelica della terza Domenica di Matteo (Mt 6, 22-33).
Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

22-23. Lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanta tenebra! Ciò significa che se riempi la tua mente di preoccupazioni per il denaro, hai spento la lampada e oscurato la tua anima. Proprio come l’occhio che è sano, o “semplice”, porta luce al corpo, e l’occhio che è cattivo, o “malato”, porta oscurità, così anche lo stato della mente influenza l’anima. Se la mente è accecata da queste preoccupazioni, viene gettata nell’oscurità; poi l’anima si oscura, e quanto più anche il corpo? (altro…)

«Chi confesserà in me davanti agli uomini»

Commento alla pericope evangelica della prima Domenica di Matteo.
Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

Mt 10,32-33. Chi confesserà in me davanti agli uomini, anch’io lo confesserò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Li esorta a testimoniare fino al martirio. Perché credere solo all’interno della propria anima non è sufficiente; Desidera anche la fede confessata con la lingua. Non ha detto: “Chi confesserà me”, ma “in me”, cioè nella mia forza. Perché chi gli rende la confessione è così aiutato dalla grazia che viene dall’alto. Ma in quanto a colui che nega, Cristo non ha detto “in me”, ma “chi mi rinnegherà”, mostrando che nega perché non ha l’aiuto dall’alto. Perciò chiunque confessa che Cristo è Dio, troverà Cristo che confessa di sé al Padre, che è un vero servo. Ma quelli che negano sentiranno le parole: “Non vi conosco”. (altro…)

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