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Category Archives: Spiritualità
Messaggio Sinodale per la Pasqua 2026
«Sei disceso nelle profondità della terra e hai spezzato le catene eterne,
che trattenevano i prigionieri, o Cristo, e il terzo giorno, come Giona dalla balena, sei risorto dalla tomba» (Irmos, Ode 6 del Canone della Santa Pasqua)

Cari Padri e Fratelli nel Signore Risorto,
Il nostro Signore Gesù Cristo, quando i farisei e i sadducei ipocriti gli chiesero «un segno dal Cielo» (Mt 16, 1) per metterlo alla prova, rispose a loro e agli empi loro simili di tutte le epoche, che nessun segno gli sarà dato, se non «il segno di Giona profeta» (Mt 16, 4). (altro…)
Dio in mezzo ai malfattori
Da un’omelia di Vescovo Nicolaj (Velimirovic) di Zica e Ochrid
«Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Luca 23, 42)

Cristo sul Golgota! Il Salvatore sulla Croce! Il Giusto nel tormento! L’Amante dell’Umanità ucciso dagli uomini! Chi ha coscienza si vergogni! Chi ha cuore pianga! Chi ha mente comprenda!
A cosa possiamo paragonare questo evento – misterioso come l’infinito, duro come la terra e terribile come l’inferno? Tra i milioni di avvenimenti che ogni giorno accadono nell’universo, che i nostri occhi possono vedere e le nostre orecchie udire, a quale evento possiamo paragonare questo indicibile atto di malvagità sul Golgota? A un agnello tra i lupi affamati? O a un bambino innocente nelle fauci di un re simile a un serpente? O a una madre circondata da figli e figlie folli? O come l’uomo di ingegno che cade in una macchina che aveva c lui stesso ostruito, venendo fatto a pezzi dalle sue ruote? Come Abele, ucciso dal fratello? Ma allora il peccatore più grande uccise quello più piccolo, mentre qui uomini malvagi si accaniscono contro l’innocente. Come Giuseppe, venduto dai suoi fratelli in Egitto? Ma quello fu un peccato contro il loro fratello, non contro un benefattore, mentre qui il peccato è contro il Benefattore. Come il giusto Giobbe, la cui carne Satana trasformò in corruzione e fetore, cibo per i vermi? Ma a quel tempo Satana si levò contro la creatura di Dio, mentre qui la creatura si ribella al Creatore. Come il meraviglioso Davide, contro il quale suo figlio Assalonne si ribellò? Ma quella fu una piccola punizione per il grande peccato di Davide, mentre qui l’Innocente, il Giusto per eccellenza, soffre così terribilmente! (altro…)
Sulle palme
Di Sant’Andrea di Creta

Venite, e saliamo insieme sul monte degli Ulivi, e andiamo incontro a Cristo che oggi ritorna da Betània e si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione, per compiere il mistero della nostra salvezza. (altro…)
Messaggio per l’inizio del Grande Digiuno
Messaggio del Metropolita Moses di Toronto, in Canada, per l’inizio del grande digiuno di Pasqua.

Prima del digiuno
Di San Giovanni di Shanghai e San Francisco

Le porte del pentimento si stanno aprendo, la Grande Quaresima sta per avere inizio. Ogni anno si ripete, e ogni volta ci porta grandi benefici se la trascorriamo nel modo corretto. La Grande Quaresima è preparazione per la vita futura, mentre nel breve termine è preparazione per la Luminosa Resurrezione.
Proprio come in un alto edificio la scala è costruita in modo da rendere più facile la salita verso i piani più alti, così lo sono i gradini che si percorrono in vari giorni dell’anno per la nostra elevazione e ascesa spirituale. (altro…)
Messaggio per la Natività del 2025
Numero di Prot. 3469
MESSAGGIO PER LA NATIVITÀ 2025
“Dio della pace, Padre delle misericordie, Tu ci hai inviato
l’Angelo del tuo gran Consiglio, per donarci pace”
(Katavasia della Natività, Ode 5)

Amati Padri e Fratelli nel Signore Incarnato,
Eravamo caduti nell’apostasia con la nostra disobbedienza a Dio e ci siamo ritrovati in uno stato di decadenza e inimicizia. (altro…)
«Vendi quello che hai»
Commento alla pericope evangelica della tredicesima Domenica di Luca. (Luca 18, 18-27)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

18-23. E un notabile gli chiese: «Maestro buono, che debbo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre.» Egli allora disse: «Tutto ciò l’ho osservato fin dalla giovinezza.» Gesù ascoltò, e gli disse: «Ancora ti manca una cosa sola: vendi tutti quel che hai, distribuisci ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi.» Ma quello, udito ciò, diventò molto triste perché era molto ricco.
Alcuni pensano che quest’uomo fosse astuto e cercasse di mettere alla prova il Signore con le parole. Ma non è così che appare; piuttosto, era un amante del denaro, e Cristo stesso lo rimproverò come tale. Marco dice che quell’uomo corse, si inginocchiò davanti a Gesù e gli fece la sua domanda, e che Gesù, guardandolo, lo amò. [Mc 10, 17-22] L’uomo è un amante del denaro e si avvicina a Gesù desideroso di sapere come lui, insieme alle sue ricchezze, avrebbe potuto ereditare la vita eterna. Poiché non c’è nessuno che ami la vita prolungata tanto quanto un uomo che ama il denaro. Perciò quest’uomo pensò che Gesù avrebbe potuto mostrargli un modo in cui avrebbe potuto vivere per sempre godendo del possesso delle sue ricchezze. Ma quando il Signore gli disse che proprio il non possesso è ciò che conferisce la vita eterna, se ne andò come se si pentisse sia della sua domanda che della risposta di Gesù. Nella sua mente aveva bisogno della vita eterna proprio perché aveva grandi ricchezze. Se avesse rinunciato ai suoi beni, perché avrebbe voluto la vita eterna, pensava, dal momento che quella vita sarebbe stata la vita di un povero? Si era avvicinato al Signore come se il Signore fosse semplicemente un uomo e un insegnante. Perciò il Signore gli mostra che non bisogna avvicinarsi a lui in questo modo, dicendo: “Nessuno è buono, se non Uno, cioè Dio”. Con questo vuol dire: “Tu mi chiami buono; perché allora mi chiami anche maestro? Sembra che tu pensi che io sia uno tra tanti uomini. Ma se così fosse, non sarei buono, perché nessun uomo è buono in sé e per sé. Solo Dio lo è. Se vuoi chiamarmi buono, devi chiamarmi buono perché sono Dio; allora non avvicinarti a me come se fossi semplicemente un uomo. Ma se pensi che io sia solo un uomo , non chiamatemi buono. Perché in verità soltanto Dio è buono, e fonte della bontà, e causa prima della bontà stessa.” Se un uomo è buono, non è buono in sé e per sé, ma solo perché riceve una parte della bontà di Dio. Inoltre, la bontà di un uomo è mutevole. (altro…)
Il ricco stolto
Commento alla pericope evangelica della nona Domenica di Luca. (Luca 12, 16-21)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

16-21. Ed egli raccontò loro una parabola, dicendo: «Fu produttiva assai la campagna di un uomo ricco. Discorreva tra sé, dicendo: Non ho dove raccogliere i miei raccolti, come farò? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi, vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: Anima, hai molti beni messi da parte per molti anni. Riposati, mangia, bevi e sta’ allegra. Ma Dio gli disse: Stolto! questa stessa notte ti verrà richiesta l’anima, e a chi andranno le cose che hai preparato? Così accade a chi accumula tesori per sé stesso e non si arricchisce davanti a Dio.» (altro…)
Il valore dell’ordine nella vita spirituale
Dell’archimandrita Akakios Aghiogrigoriatis

Quella che segue è la trascrizione di una conferenza tenuta da p. Akakios, del Monastero di San Gregorio Palamas a Etna, tenuta al Seminario teologico “San Fozio”.
P. Akakios, nato e cresciuto a San Bernardino, California, ha conseguito una laurea in Scienze Politiche presso la California State University di San Bernardino. Ha inoltre una licenza in teologia presso il Center for Traditionalist Orthodox Studies e un Dottorato in Ministero e Studi Pastorali Avanzati presso il San Francisco Theological Seminary, uno degli istituti membri del Graduate Theological Union di Berkeley. Oltre a questi risultati, P. Akakios ha seguito studi post-laurea in Scienze Politiche all’Università della California di Riverside e in Psicologia, Sociologia e Educazione presso la California State University di San Bernardino. Come insegnante qualificato nello Stato della California nell’ambito dell’educazione della prima infanzia, Padre Akakios ha insegnato in diverse scuole per alcuni anni fino a entrare in contatto con la Chiesa Ortodossa. Dopo il battesimo, entrò nella Fraternità del Monastero di San Gregorio Palamas nella sua prima sede a Highland, California, ricevendo la tonsura monastica nel 1978. Ordinato diacono presso la Chiesa dell’Annunciazione a Montreal, fu successivamente ordinato sacerdote nella seconda sede del Monastero di San Gregorio Palamas a Hazeville, Ohio, dal Metropolita Cipriano di Oropos e Filì, di beata memoria, nel 1982. Nel 1983, il Monastero di San Gregorio Palamas si trasferì nella sua terza e ultima sede a Etna, California. Padre Akakios servì con grande diligenza all’altare e in altre obbedienze monastiche per diversi anni fino al 1986, quando, appena un mese dopo la consacrazione dell’allora Archimandrita Chrysostomos all’episcopato, succedette a quest’ultimo come Abate del Monastero di San Gregorio Palamas ed fu elevato alla dignità di Archimandrita.
Cosa è necessario per la salvezza?
Dagli appunti dello ieromonaco atonita Arsenji
Fonte: Appendice di Лествица до врат небесных : Как читать «Лествицу» мирянину [La scala verso le porte del cielo: come un laico dovrebbe leggere la “scala”], dell’Igumeno Herman (Osetskji) (+1895), Mosca, 2003.

1. Essere saldi nella fede ortodossa, come insegna la nostra madre la Santa Chiesa: non seguire scismi o eresie, perché conducono alla perdizione. (altro…)