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«Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati»
Omelia di San Giovanni di Kronstadt per la sesta Domenica di Matteo

Oggi è stato letto il Vangelo di Matteo sulla guarigione, da parte del Signore, di un paralitico portato su un letto. Dice quanto segue: In quel tempo Gesù salì sulla barca, passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, i tuoi peccati sono rimessi». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia!» Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate malvagità nel vostro cuore? Infatti, cos’è più facile, dire: “Sono rimessi i tuoi peccati”, o dire: “Alzati e cammina”? Allora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati, alzati – disse allora al paralitico – prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che un tale potere aveva dato agli uomini. (Matteo 9,1-8). Qui termina il Vangelo. E nell’odierna lettura del Vangelo si parla della misericordia del nostro comune Salvatore verso un uomo sfortunato, e anche nel Vangelo di domenica scorsa si parlava della Sua misericordia. Allora si parlava della guarigione degli indemoniati, che soffrivano terribilmente a causa degli spiriti maligni, e ora si parla della guarigione del paralitico. Lì, la causa della miseria e della sventura erano i peccati, come si può vedere dall’insegnamento morale di Gesù Cristo al malato guarito alla piscina delle pecore: «Ecco, sei guarito. Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio» (Giovanni 5:14). E qui la causa dell’indebolimento delle membra del corpo e dell’anima stessa erano i peccati; poiché il Medico delle anime e dei corpi dice al malato: «Figliolo, i tuoi peccati sono rimessi ». (altro…)
Il cieco nato
Omelia di San Giovanni di Kronstadt

Oggi, amati fratelli, è stato letto il Vangelo di Giovanni sulla guarigione di un uomo cieco dalla nascita da parte di Gesù Cristo: avete ascoltato questa storia divina. Il Signore, la Luce del mondo, compì tale grande miracolo in questo modo: sputando per terra, fece dell’argilla con lo sputo, cioè una soluzione di terra e umidità, e unse gli occhi del cieco con l’argilla, dicendo: «Va’, lavati nella piscina di Sìloe (che si traduce ‘Inviato’). Egli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.»(Gv 9, 6-7) Ma, cosa ancora più importante, questo cieco riacquistò la vista con i suoi occhi spirituali, non solo con quelli fisici. Credeva in Gesù Cristo come Figlio di Dio e Salvatore del mondo, a vergogna di tutti i sapienti e i prudenti tra gli ebrei, che non credevano nel Signore nonostante la moltitudine dei Suoi miracoli, che testimoniavano chiaramente la Sua divina onnipotenza. Questa circostanza, ovvero l’incredulità dei dotti e nobili ebrei in Gesù Cristo come Dio-uomo, mi dà motivo di parlarvi brevemente della cecità spirituale, che è molto più pericolosa e più degna di pietà, e talvolta di lacrime, della cecità fisica. (altro…)
Sulla nostra coscienza
Omelia di San Giovanni di Kronstadt per la Domenica del Giudizio Universale

Amati nel Signore, fratelli e sorelle miei! Oggi abbiamo letto nel Vangelo di Matteo le parole di nostro Signore Gesù Cristo riguardo alla Sua seconda, gloriosa e terribile venuta sulla terra; leggiamo di come Egli siederà sul trono della Sua gloria per giudicare il mondo, e di come tutte le nazioni saranno riunite davanti a Lui, tutti, quelli la cui vita è trascorsa, quelli che ora vivono e quelli che devono ancora nascere. Ed Egli li separerà gli uni dagli altri, come il pastore divide le sue pecore dai capri. E metterà le pecore alla sua destra, ma i capri alla sinistra. (altro…)
Il Verbo si fece carne
Omelia di San Giovanni di Kronstadt sulla Natività di Cristo
Il Verbo si fece carne: ovvero, il Figlio di Dio, coeterno a Dio Padre e al Santo Spirito, si fece uomo, incarnandosi dallo Spirito Santo e della Vergine Maria. O mistero mirabile, tremendo e salvifico! Colui che era senza inizio assunse un inizio secondo l’umanità; colui che è senza carne si è incarnato. Dio si è fatto uomo, senza smettere di essere Dio. L’Inaccessibile divenne accessibile a tutti, sotto l’aspetto di un umile servo. Perché e per quale ragione c’è stata una tale condiscendenza da parte del Creatore verso le Sue creature colpevoli, verso l’umanità che, con un atto di propria volontà, si era allontanata da Dio, suo Creatore? (altro…)
Avvicinandoci alla Natività di Cristo
Omelia di San Giovanni di Kronstadt

Ci avviciniamo, diletti fratelli, alla festa salvifica della nascita nella carne del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo. Per alcuni giorni prima della festa, la santa Chiesa celebrerà questo meraviglioso mistero negli inni spirituali dei suoi Offici quotidiani. Questi inni ci ricordano del nostro diritto di nascita divino e lo sperpero della nostra filiazione a causa del peccato, così come anche ci ricordano della sua restaurazione attraverso il pentimento, della nostra comune parentela spirituale e dello spirito di amore e di cura gli uni per gli altri.
Per celebrare questa festa dell’infinito amore di Dio e della sua estrema condiscendenza, non in modo mondano, ma spirituale, consideriamo brevemente quanto segue: Perché Dio si è fatto uomo pur rimanendo Dio? E cosa richiede da noi l’incarnazione di Dio?
Poste queste due domande, risponderò alla prima con le parole dell’Arcangelo a Giuseppe, il promesso sposo della Santa Vergine: Dio si è fatto uomo per salvare il suo popolo dal peccato. (Mt 1, 21). Per questo viene chiamato Gesù, che significa Salvatore. E così è stato per la nostra salvezza che il Signore è venuto sulla terra e si è fatto uomo, per rigenerare in noi l’immagine di Dio caduta. Il Figlio di Dio si è fatto Figlio dell’Uomo per rendere figli di Dio noi che eravamo figli dell’ira e della dannazione eterna. Nelle parole del Santo Apostolo Giovanni il Teologo: “ ci ha fatti chiamare figli di Dio” (1 Gv 3,1); Ora Dio si è fatto uomo per fare di Adamo un dio. (Stichira per gli enkomia dell’Annunciazione). (altro…)
Omelia per la Festa dell’Annunciazione
Il mistero che contempliamo in questo giorno non stupisce solo la mente umana; allo stesso modo stupisce tutte le menti angeliche. Anche loro sono stupite di come Dio, che è senza inizio, che è incircoscrivibile, inavvicinabile – si sia potuto abbassare allo stato di servo e diventare un uomo, senza cessare di essere Dio – e senza in alcun modo diminuire la sua gloria divina. (altro…)
Omelia sulla parabola del seminatore

Oggi, miei cari, è stata letta la parabola del Vangelo sul seminatore e la semente, sulla ineguale qualità del terreno su cui la semente è caduta e sui vari destini del seme. Il Signore stesso, al termine della lettura evangelica, su richiesta dei suoi stessi discepoli, spiegò la parabola (Luca 8, 5-15). (altro…)
Sulla Divina Liturgia

Cari miei, ora vi racconto della Divina Liturgia. Se raccogliessimo i tesori di tutto il mondo e li posassimo sul piatto di una bilancia e sull’altro piatto posassimo la Divina Liturgia, allora il piatto con la Divina Liturgia peserebbe di più. L’uomo, però, non si rende conto di quale tesoro egli abbia, fino a quando questa felicità non gli viene tolta. Purtroppo l’uomo non dà valore al sole, né all’aria né alla luce: (altro…)
«Ecco, vedrete il cielo aperto»
Omelia per la prima domenica di quaresima, Domenica dell’Ortodossia
di San Giovanni di Kronstadt

Mi rallegro con me stesso e con molti di voi, amati fratelli e sorelle, per l’indicibile grazia di Dio, per il rinnovamento spirituale ottenuto attraverso gli sforzi ascetici della preparazione, la preghiera, il digiuno e il pentimento, e, soprattutto, attraverso la comunione dei purissimi e vivificanti Misteri del corpo e del sangue del Signore. (altro…)
Omelia sul radioso giorno di Pasqua

Io sono il primo e l’ultimo; Io sono il vivente, ed ero morto, ed ecco, sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’inferno. (Ap 1, 17-18)
Queste cose dice il Santo, il Veridico, Colui che detiene la chiave di Davide, che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre. (Ap 3, 7)
Io mi rallegro insieme a voi tutti per la luminosa Resurrezione di Cristo e nell’occorrenza di un tale grande e santo giorno vorrei parlare a voi, cari fratelli e sorelle, di queste parole della Sacra Scrittura; e se vi chiamo cari è perché davvero siete cari al nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha redenti ad un prezzo infinitamente prezioso, quello del suo purissimo sangue, sparso sulla croce per la nostra salvezza. Ricordate questo e non dimenticate; non dimenticate da cosa siete stati redenti a un tal caro prezzo: dal peccato, dalla maledizione e dalla morte, sia temporale che eterna. Guardatevi con tutte le forze dal peccato, che ha causato tali sventure nel mondo e che anche ora provoca ogni genere di sventura. E così, io ripeto: Cristo è risorto! È veramente risorto! (altro…)