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Category Archives: Teologia

Una nota sul problema della data comune per la Pasqua

del protopresbitero Gheorghios Metallinos

Qui di seguito pubblichiamo un breve scritto del protopresbitero Gheorghios Metallinos, in cui viene trattata la vexata quaestio di una ipotetica data comune per la Pasqua tra ortodossi e cattolici. Si tratta, come si può ben capire anche da queste poche righe, di un problema del tutto inconsistente: il problema della differenza di calendario non è che la punta di un iceberg, sotto la quale si stagliano mille anni di differenze assai più significative. Non si tratta di un testo recente, ma a ben vedere in trent’anni non è cambiato molto, e quindi queste parole mantengono la loro attualità. È degno di nota il fatto che p. Gheorghios parla qui dal punto di vista di un presbitero della Chiesa “neocalendarista” di Grecia, il che è un interessante segno dei tempi

p. Gheorghios Metallinos (†2019) è stato un presbitero e teologo ortodosso greco, professore di storia ecclesiastica presso l’Università di Atene, noto per la sua difesa rigorosa della tradizione patristica e liturgica dell’Ortodossia. Le sue opere si concentrano in particolare sui rapporti tra Ortodossia e Occidente, sulla critica dell’ecumenismo inteso in senso ideologico e sulla distinzione tra teologia patristica ed elaborazioni scolastiche. Pastore e accademico insieme, Metallinos ha sempre insistito sul fatto che l’Ortodossia non è anzitutto un sistema dottrinale, ma un’esperienza terapeutica e liturgica della Chiesa, radicata nella continuità dei Padri. (altro…)

Sull’inesistente eresia del “ciprianismo”

del metropolita Agatangelo (Pashkovskij) di Odessa e Tauride, primo gerarca della Chiesa Ortodossa Russa all’Estero (Sinodo di Agatangelo)
Nota del webmaster:  Alcuni continuano ad attaccare la nostra chiesa, soprattutto con l’accusa di “ciprianismo”, ed è chiaro che certe accuse, per quanto a volte originate da buona volontà, non fanno che minare l’unità dei veri ortodossi. In questo breve scritto, il Metropolita Agatangelo spiega il reale significato di alcune espressioni usate dal Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì, di santa memoria. Il Sinodo dei veri cristiani ortodossi di Grecia, attualmente, cerca di evitare queste espressioni, poiché possono indurre a fraintendimenti; ciononostante, ci sembra giusto condividere questo scritto, proprio perché esso mostra chiaramente come le parole del Metropolita Cipriano siano in realtà perfettamente ortodosse
“Un segno interiore generale che distingue questa Chiesa Celeste da quella terrena è che, mentre nella Chiesa terrena il bene convive con il male e la zizzania cresce insieme al grano, nella Chiesa Celeste si raccoglierà da tutti i popoli della terra solo ciò che è buono, puro e santo. Tutto ciò che è malvagio, corrotto e impuro, accumulatosi durante l’intera storia del mondo, verrà separato e come riversato in un unico fetido stagno, la cui impurità in alcun modo toccherà questa meravigliosa dimora di sole creature beate”.
Arcivescovo Avercio (Taushev). Commento a un gruppo di versetti: Apocalisse 21.
Il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì (+2013)
Nelle sue Tesi, il Metropolita Cipriano si rammarica, anzitutto, dell’adozione da parte della Chiesa greca ufficiale del nuovo calendario nel 1924. Egli scrive che, poiché il nuovo calendario non è stato condannato da un Sinodo generale della Chiesa di Grecia, si deve adoperarsi per la convocazione di tale Sinodo; e finché esso non si è riunito, consideriamo i seguaci del nuovo stile come “membra malate della Chiesa”, attendiamo il loro pentimento e ritorno, senza però avere con loro comunione di preghiera ed eucaristica. L’intero opuscolo è praticamente dedicato alla Chiesa greca, ai suoi problemi e alla speranza della sua unità. Analoghi sentimenti erano presenti anche tra noi nella Chiesa all’Estero, quando tutti speravano che il Patriarcato di Mosca, liberandosi dal potere del comunismo, si sarebbe pentito e sarebbe tornato all’ortodossia dei Santi Padri.

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Il valore dell’ordine nella vita spirituale

Dell’archimandrita Akakios Aghiogrigoriatis

Quella che segue è la trascrizione di una conferenza tenuta da p. Akakios, del Monastero di San Gregorio Palamas a Etna, tenuta al Seminario teologico “San Fozio”.

P. Akakios, nato e cresciuto a San Bernardino, California, ha conseguito una laurea in Scienze Politiche presso la California State University di San Bernardino. Ha inoltre una licenza in teologia presso il Center for Traditionalist Orthodox Studies e un Dottorato in Ministero e Studi Pastorali Avanzati presso il San Francisco Theological Seminary, uno degli istituti membri del Graduate Theological Union di Berkeley. Oltre a questi risultati, P. Akakios ha seguito studi post-laurea in Scienze Politiche all’Università della California di Riverside e in Psicologia, Sociologia e Educazione presso la California State University di San Bernardino. Come insegnante qualificato nello Stato della California nell’ambito dell’educazione della prima infanzia, Padre Akakios ha insegnato in diverse scuole per alcuni anni fino a entrare in contatto con la Chiesa Ortodossa. Dopo il battesimo, entrò nella Fraternità del Monastero di San Gregorio Palamas nella sua prima sede a Highland, California, ricevendo la tonsura monastica nel 1978. Ordinato diacono presso la Chiesa dell’Annunciazione a Montreal, fu successivamente ordinato sacerdote nella seconda sede del Monastero di San Gregorio Palamas a Hazeville, Ohio, dal Metropolita Cipriano di Oropos e Filì, di beata memoria, nel 1982. Nel 1983, il Monastero di San Gregorio Palamas si trasferì nella sua terza e ultima sede a Etna, California. Padre Akakios servì con grande diligenza all’altare e in altre obbedienze monastiche per diversi anni fino al 1986, quando, appena un mese dopo la consacrazione dell’allora Archimandrita Chrysostomos all’episcopato, succedette a quest’ultimo come Abate del Monastero di San Gregorio Palamas ed fu elevato alla dignità di Archimandrita.

Qui è visibile il video originale della conferenza (altro…)

Sulla “super-correttezza”

Una parola di avvertimento per i cristiani ortodossi d’Occidente

di Sua Eminenza, il Metropolita Cipriano di Oropos e Filì
(1935-2013)

Il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì (+2013)

Per oltre cinquant’anni [così nel 1980] i vecchiocalendaristi ortodossi di Grecia hanno combattuto una coraggiosa battaglia, di fronte a una persecuzione a volte feroce, per la conservazione della vera ortodossia contro il modernismo e l’ecumenismo. Purtroppo la loro testimonianza è stata in qualche misura minata dalla presenza tra loro di visioni estremiste che hanno provocato scismi inutili. Alla fin fine, questo estremismo ha solo aiutato la causa del modernismo, che si rallegra di ogni divisione tra coloro che conservano una visione tradizionale. Questa “tentazione da destra” si sta ora facendo sentire in America e nel mondo occidentale sotto forma di nuovi scismi, per frettolose accuse di “eresia” e “tradimento”, ed il diffondersi di uno spirito di sospetto verso chiunque sia esterno al proprio “partito”. È dunque assai opportuno il presente avvertimento, sotto forma di una lettera alla Confraternita di San Germano da parte di una delle più rispettate guide del movimento vecchiocalendarista in Grecia. Il Vescovo Cipriano è anche Abate del Monastero dei SS. Cipriano e Giustina a Fili, presso Atene.
[p. Seraphim Rose] (altro…)

I gradi della conoscenza di Dio

di San Cirillo di Gerusalemme

Se qualcuno pretende di parlare delle cose che riguardano Dio, provi anzitutto, se vi riesce, a spiegare i confini della terra. Vivi sulla terra, ma non conosci bene neppure il confine del tuo domicilio, cioè della terra stessa. Come potrai allora conoscere adeguatamente il suo architetto? (altro…)

La spiritualità ortodossa. Una tradizione vivente

del Vescovo Fozio di Triaditza

Oggi è di moda parlare di spiritualità: una nozione vaga, se è tolta dal suo intrinseco contesto neotestamentario e composta da un conglomerato amorfo di qualsiasi cosa possa associarsi alla cosiddetta “cultura spirituale” o a dei “valori spirituali”. In questo conglomerato è inclusa la “spiritualità religiosa”, nozione non meno vaga delle altre, e una semplice variante di esse. In realtà, non è senza motivo che i religiosi liberali di oggi si attengono esattamente al concetto di “spiritualità” come a una sorta di denominatore comune di tutte le religioni, un concetto che offre opportunità illimitate per ogni tipo di fumosa ricerca teologica. Il termine tradizione è stato incrostato , per lo stesso motivo, di così tanti strati di connotazioni, da rischiare di perdere quasi completamente il suo significato patristico originale, non solo a causa della sua profanazione e implicazioni colloquiali, ma anche perché ha perso chiarezza nel lessico teologico. Basta ricordare il suo uso nel senso di trasmettere ciò che è convenzionale.
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Perché l’ecumenismo è una eresia?

di p. Daniele Marletta

Spesso mi si chiede come mai molti ortodossi siano tanto contrari al movimento ecumenico e guardino ad esso con tanta ostilità, vedendovi addirittura una eresia. I motivi sono in realtà molti e gravi, e meritano una trattazione approfondita. Mi limiterò qui a poche note fondamentali, partendo dall’esempio di una eventuale unificazione tra cattolici ed ortodossi. Non ho assolutamente la pretesa di riferire qui, in poche righe, tutte le possibili interpretazioni di un problema che è di per sé assai complesso. Mi limiterò ad enunciare quella che credo possa considerarsi la critica più ovvia, e per certi aspetti quasi banale, dell’ecumenismo, e questo perché tale critica proprio per la sua ovvietà viene spesso ignorata. (altro…)

Leggere i Padri

LEGGERE I PADRI

Estratti da una omelia dell’Arcivescovo Chrysostomos di Etna

I tre Santi Ierarchi
I tre Santi Ierarchi

La voce dei Padri risuona ovunque nella nostra fede. È alla voce dei Padri che ci rivolgiamo per confermare in forma vivente la fede che conserviamo nelle nostre confessioni, nelle nostre dichiarazioni di fede e nelle nostre tradizioni teologiche. Il nucleo di una comprensione interiore della fede ortodossa si trova sempre nel nostro legame con la consensuale teologia – quasi una catena aurea del pensiero e esperienza spirituale comuni – che lega i padri insieme, di modo che essi parlino con una sola bocca e con un solo cuore. (altro…)

La Via Regale

p. Seraphim (Rose) di Platina

La Via Regale
La vera Ortodossia nell’era dell’apostasia

NOTA DEL TRADUTTORE
L’articolo che pubblichiamo è stato scritto quarant’anni fa, ma, pure in un quadro storico pesantemente cambiato, sia riguardo alla Russia che riguardo alle vicissitudini della Chiesa Russa all’Estero, esso mantiene una sostanziale attualità. Il problema fondamentale denunciato da questo scritto (la partecipazione delle Chiese ortodosse “ufficiali” al movimento ecumenico) non è rimasto immutato, ma è addirittura peggiorato. L’articolo mette a confronto due diversi estremismi nella Chiesa: da una parte quello del riformismo delle Chiese ortodosse ufficiali, dall’altra quello di uno “zelo senza conoscenza” da parte di gruppi ortodossi tradizionalisti (come ad esempio i Matteiti). Ci auguriamo che la pubblicazione di questo scritto, e di altri in via di traduzione ad opera dello stesso p. Seraphim, possa essere di sprone in Italia alla discussione su questo argomento.

p. Seraphim di Platina

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La visione ortodossa del mondo

P. Seraphim (Rose) di Platina

La visione ortodossa del mondo

NOTA DEL WEBMASTER:
Proponiamo qui in traduzione una famosa conferenza tenuta dal monaco ortodosso americano p Seraphim (Rose) di Platina. Non concordiamo in tutto con alcune sue conclusioni un po’ semplicistiche, dovute in gran parte al tempo in cui la conferenza fu effettivamente pronunciata, ma nondimeno questo scritto contiene molte considerazioni di enorme importanza per comprendere il punto di vista ortodosso sulla vita spirituale in genere, e più in particolare sul rapporto tra il cristiano e il mondo.

p. Seraphim Rose
P. Seraphim di Platina (1934 – 1982)

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