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Messaggio per la Natività del 2025

Numero di Prot. 3469
MESSAGGIO PER LA NATIVITÀ 2025

“Dio della pace, Padre delle misericordie, Tu ci hai inviato
l’Angelo del tuo gran Consiglio, per donarci pace”
(Katavasia della Natività, Ode 5)

Amati Padri e Fratelli nel Signore Incarnato,
Eravamo caduti nell’apostasia con la nostra disobbedienza a Dio e ci siamo ritrovati in uno stato di decadenza e inimicizia. (altro…)

«Vendi quello che hai»

Commento alla pericope evangelica della tredicesima Domenica di Luca. (Luca 18, 18-27)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

18-23. E un notabile gli chiese: «Maestro buono, che debbo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre.» Egli allora disse: «Tutto ciò l’ho osservato fin dalla giovinezza.» Gesù ascoltò, e gli disse: «Ancora ti manca una cosa sola: vendi tutti quel che hai, distribuisci ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi.» Ma quello, udito ciò, diventò molto triste perché era molto ricco.
Alcuni pensano che quest’uomo fosse astuto e cercasse di mettere alla prova il Signore con le parole. Ma non è così che appare; piuttosto, era un amante del denaro, e Cristo stesso lo rimproverò come tale. Marco dice che quell’uomo corse, si inginocchiò davanti a Gesù e gli fece la sua domanda, e che Gesù, guardandolo, lo amò. [Mc 10, 17-22] L’uomo è un amante del denaro e si avvicina a Gesù desideroso di sapere come lui, insieme alle sue ricchezze, avrebbe potuto ereditare la vita eterna. Poiché non c’è nessuno che ami la vita prolungata tanto quanto un uomo che ama il denaro. Perciò quest’uomo pensò che Gesù avrebbe potuto mostrargli un modo in cui avrebbe potuto vivere per sempre godendo del possesso delle sue ricchezze. Ma quando il Signore gli disse che proprio il non possesso è ciò che conferisce la vita eterna, se ne andò come se si pentisse sia della sua domanda che della risposta di Gesù. Nella sua mente aveva bisogno della vita eterna proprio perché aveva grandi ricchezze. Se avesse rinunciato ai suoi beni, perché avrebbe voluto la vita eterna, pensava, dal momento che quella vita sarebbe stata la vita di un povero? Si era avvicinato al Signore come se il Signore fosse semplicemente un uomo e un insegnante. Perciò il Signore gli mostra che non bisogna avvicinarsi a lui in questo modo, dicendo: “Nessuno è buono, se non Uno, cioè Dio”. Con questo vuol dire: “Tu mi chiami buono; perché allora mi chiami anche maestro? Sembra che tu pensi che io sia uno tra tanti uomini. Ma se così fosse, non sarei buono, perché nessun uomo è buono in sé e per sé. Solo Dio lo è. Se vuoi chiamarmi buono, devi chiamarmi buono perché sono Dio; allora non avvicinarti a me come se fossi semplicemente un uomo. Ma se pensi che io sia solo un uomo , non chiamatemi buono. Perché in verità soltanto Dio è buono, e fonte della bontà, e causa prima della bontà stessa.” Se un uomo è buono, non è buono in sé e per sé, ma solo perché riceve una parte della bontà di Dio. Inoltre, la bontà di un uomo è mutevole. (altro…)

Il ricco stolto

Commento alla pericope evangelica della nona Domenica di Luca. (Luca 12, 16-21)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

16-21. Ed egli raccontò loro una parabola, dicendo: «Fu produttiva assai la campagna di un uomo ricco. Discorreva tra sé, dicendo: Non ho dove raccogliere i miei raccolti, come farò? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi, vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: Anima, hai molti beni messi da parte per molti anni. Riposati, mangia, bevi e sta’ allegra. Ma Dio gli disse: Stolto! questa stessa notte ti verrà richiesta l’anima, e a chi andranno le cose che hai preparato? Così accade a chi accumula tesori per sé stesso e non si arricchisce davanti a Dio.» (altro…)

Il valore dell’ordine nella vita spirituale

Dell’archimandrita Akakios Aghiogrigoriatis

Quella che segue è la trascrizione di una conferenza tenuta da p. Akakios, del Monastero di San Gregorio Palamas a Etna, tenuta al Seminario teologico “San Fozio”.

P. Akakios, nato e cresciuto a San Bernardino, California, ha conseguito una laurea in Scienze Politiche presso la California State University di San Bernardino. Ha inoltre una licenza in teologia presso il Center for Traditionalist Orthodox Studies e un Dottorato in Ministero e Studi Pastorali Avanzati presso il San Francisco Theological Seminary, uno degli istituti membri del Graduate Theological Union di Berkeley. Oltre a questi risultati, P. Akakios ha seguito studi post-laurea in Scienze Politiche all’Università della California di Riverside e in Psicologia, Sociologia e Educazione presso la California State University di San Bernardino. Come insegnante qualificato nello Stato della California nell’ambito dell’educazione della prima infanzia, Padre Akakios ha insegnato in diverse scuole per alcuni anni fino a entrare in contatto con la Chiesa Ortodossa. Dopo il battesimo, entrò nella Fraternità del Monastero di San Gregorio Palamas nella sua prima sede a Highland, California, ricevendo la tonsura monastica nel 1978. Ordinato diacono presso la Chiesa dell’Annunciazione a Montreal, fu successivamente ordinato sacerdote nella seconda sede del Monastero di San Gregorio Palamas a Hazeville, Ohio, dal Metropolita Cipriano di Oropos e Filì, di beata memoria, nel 1982. Nel 1983, il Monastero di San Gregorio Palamas si trasferì nella sua terza e ultima sede a Etna, California. Padre Akakios servì con grande diligenza all’altare e in altre obbedienze monastiche per diversi anni fino al 1986, quando, appena un mese dopo la consacrazione dell’allora Archimandrita Chrysostomos all’episcopato, succedette a quest’ultimo come Abate del Monastero di San Gregorio Palamas ed fu elevato alla dignità di Archimandrita.

Qui è visibile il video originale della conferenza (altro…)

Cosa è necessario per la salvezza?

Dagli appunti dello ieromonaco atonita Arsenji

Fonte: Appendice di Лествица до врат небесных : Как читать «Лествицу» мирянину [La scala verso le porte del cielo: come un laico dovrebbe leggere la “scala”], dell’Igumeno Herman (Osetskji) (+1895), Mosca, 2003.

1. Essere saldi nella fede ortodossa, come insegna la nostra madre la Santa Chiesa: non seguire scismi o eresie, perché conducono alla perdizione. (altro…)

«Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati»

Omelia di San Giovanni di Kronstadt per la sesta Domenica di Matteo

Oggi è stato letto il Vangelo di Matteo sulla guarigione, da parte del Signore, di un paralitico portato su un letto. Dice quanto segue: In quel tempo Gesù salì sulla barca, passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, i tuoi peccati sono rimessi». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia!» Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate malvagità nel vostro cuore? Infatti, cos’è più facile, dire: “Sono rimessi i tuoi peccati”, o dire: “Alzati e cammina”? Allora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati, alzati – disse allora al paralitico – prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che un tale potere aveva dato agli uomini. (Matteo 9,1-8). Qui termina il Vangelo. E nell’odierna lettura del Vangelo si parla della misericordia del nostro comune Salvatore verso un uomo sfortunato, e anche nel Vangelo di domenica scorsa si parlava della Sua misericordia. Allora si parlava della guarigione degli indemoniati, che soffrivano terribilmente a causa degli spiriti maligni, e ora si parla della guarigione del paralitico. Lì, la causa della miseria e della sventura erano i peccati, come si può vedere dall’insegnamento morale di Gesù Cristo al malato guarito alla piscina delle pecore: «Ecco, sei guarito. Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio» (Giovanni 5:14). E qui la causa dell’indebolimento delle membra del corpo e dell’anima stessa erano i peccati; poiché il Medico delle anime e dei corpi dice al malato: «Figliolo, i tuoi peccati sono rimessi ». (altro…)

Il cieco nato

Omelia di San Giovanni di Kronstadt 

Oggi, amati fratelli, è stato letto il Vangelo di Giovanni sulla guarigione di un uomo cieco dalla nascita da parte di Gesù Cristo: avete ascoltato questa storia divina. Il Signore, la Luce del mondo, compì tale grande miracolo in questo modo: sputando per terra, fece dell’argilla con lo sputo, cioè una soluzione di terra e umidità, e unse gli occhi del cieco con l’argilla, dicendo: «Va’, lavati nella piscina di Sìloe (che si traduce ‘Inviato’). Egli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.»(Gv 9, 6-7) Ma, cosa ancora più importante, questo cieco riacquistò la vista con i suoi occhi spirituali, non solo con quelli fisici. Credeva in Gesù Cristo come Figlio di Dio e Salvatore del mondo, a vergogna di tutti i sapienti e i prudenti tra gli ebrei, che non credevano nel Signore nonostante la moltitudine dei Suoi miracoli, che testimoniavano chiaramente la Sua divina onnipotenza. Questa circostanza, ovvero l’incredulità dei dotti e nobili ebrei in Gesù Cristo come Dio-uomo, mi dà motivo di parlarvi brevemente della cecità spirituale, che è molto più pericolosa e più degna di pietà, e talvolta di lacrime, della cecità fisica. (altro…)

Omelia sulle donne Mirofore

Di San Giovanni di Shangai e San Francisco

(Pronunciata a Shanghai nel 1936)

Quando Cristo fu condannato a morte da Pilato e portò la Sua croce al Golgota, molti Lo seguirono.

Tra Lui camminavano sia i nemici che i discepoli di Cristo . Tuttavia, la maggior parte di questi ultimi nascose la propria vicinanza a Cristo, e solo le donne piangevano e facevano lamenti apertamente per il loro Maestro. Pertanto, Cristo si rivolse solo a loro durante il Suo cammino verso il Golgota. (altro…)

L’incredulo Tommaso

Commento alla pericope evangelica della seconda domenica di Pasqua. (Giovanni 20, 19-31)
Dal Commento al Vangelo secondo Giovanni del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

19–23. La sera di quello stesso giorno, il primo giorno della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per paura dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!» Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli si rallegrarono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha inviato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi abbiate rimesso i peccati, sono stati rimessi; e a chi li riteniate, sono stati ritenuti.»
(altro…)

Messaggio per la Pasqua del 2025

“La tua Croce, o Signore,
è vita e risurrezione per il tuo popolo…”.
(Stikhira delle Lodi del Mattutino domenicale, tono pl. 2)

Cari Padri e Fratelli, figli nel Signore risorto,
Siamo giunti ancora una volta alla Pasqua ortodossa, alla gioia indescrivibile della Vita, della Luce e dell’Eternità. La certezza della Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo riempì di gioia immensa il cuore dei Suoi Discepoli e Apostoli. Questa grazia e questa gioia sono custodite nella nostra santa Chiesa e noi vi partecipiamo attraverso i santi Misteri e le virtù.
Ogni Domenica dell’anno ecclesiastico, sentiamo nel Vangelo del Mattutino lo stesso gioioso annuncio della Risurrezione, che le benedette donne Mirofore ricevettero dal santo Angelo. E come loro, ci affrettiamo “con timore e gioia grande” (Mt 38, 8) a trasformare la notizia della risurrezione in esperienza, cioè in un atteggiamento di vita nella pratica dentro di noi e con coloro che ci circondano. (altro…)

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