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Tag Archives: Beato Teofilatto

La donna con uno spirito di infermità

Commento alla pericope evangelica della decima Domenica di Luca (Luca 13, 10-17)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

10-17. Egli stava insegnando in una sinagoga, ed era sabato. Ed ecco una donna che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità. Era curva e non poteva raddrizzarsi del tutto. Quando Gesù la vide, la chiamò e le disse: «Donna, sei slegata dalla tua infermità». Impose le mani su di lei e subito si raddrizzò e glorificava Dio. Intervenne allora il capo della sinagoga, adirato perché Gesù aveva curato di sabato, e disse alla folla: «Sono sei i giorni in cui si deve lavorare: venite dunque a farvi curare in quelli e non di sabato!» Il Signore gli rispose e disse: «Ipocriti! Ognuno di voi non scioglie forse di sabato il suo bue o l’asino dalla mangiatoia per portarli ad abbeverarsi? E costei, figlia di Abramo, che Satana teneva legata da diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?» Quando diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre tutta la folla si rallegrava per tutte le cose gloriose da lui compiute. (altro…)

«Vendi quello che hai»

Commento alla pericope evangelica della tredicesima Domenica di Luca. (Luca 18, 18-27)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

18-23. E un notabile gli chiese: «Maestro buono, che debbo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre.» Egli allora disse: «Tutto ciò l’ho osservato fin dalla giovinezza.» Gesù ascoltò, e gli disse: «Ancora ti manca una cosa sola: vendi tutti quel che hai, distribuisci ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi.» Ma quello, udito ciò, diventò molto triste perché era molto ricco.
Alcuni pensano che quest’uomo fosse astuto e cercasse di mettere alla prova il Signore con le parole. Ma non è così che appare; piuttosto, era un amante del denaro, e Cristo stesso lo rimproverò come tale. Marco dice che quell’uomo corse, si inginocchiò davanti a Gesù e gli fece la sua domanda, e che Gesù, guardandolo, lo amò. [Mc 10, 17-22] L’uomo è un amante del denaro e si avvicina a Gesù desideroso di sapere come lui, insieme alle sue ricchezze, avrebbe potuto ereditare la vita eterna. Poiché non c’è nessuno che ami la vita prolungata tanto quanto un uomo che ama il denaro. Perciò quest’uomo pensò che Gesù avrebbe potuto mostrargli un modo in cui avrebbe potuto vivere per sempre godendo del possesso delle sue ricchezze. Ma quando il Signore gli disse che proprio il non possesso è ciò che conferisce la vita eterna, se ne andò come se si pentisse sia della sua domanda che della risposta di Gesù. Nella sua mente aveva bisogno della vita eterna proprio perché aveva grandi ricchezze. Se avesse rinunciato ai suoi beni, perché avrebbe voluto la vita eterna, pensava, dal momento che quella vita sarebbe stata la vita di un povero? Si era avvicinato al Signore come se il Signore fosse semplicemente un uomo e un insegnante. Perciò il Signore gli mostra che non bisogna avvicinarsi a lui in questo modo, dicendo: “Nessuno è buono, se non Uno, cioè Dio”. Con questo vuol dire: “Tu mi chiami buono; perché allora mi chiami anche maestro? Sembra che tu pensi che io sia uno tra tanti uomini. Ma se così fosse, non sarei buono, perché nessun uomo è buono in sé e per sé. Solo Dio lo è. Se vuoi chiamarmi buono, devi chiamarmi buono perché sono Dio; allora non avvicinarti a me come se fossi semplicemente un uomo. Ma se pensi che io sia solo un uomo , non chiamatemi buono. Perché in verità soltanto Dio è buono, e fonte della bontà, e causa prima della bontà stessa.” Se un uomo è buono, non è buono in sé e per sé, ma solo perché riceve una parte della bontà di Dio. Inoltre, la bontà di un uomo è mutevole. (altro…)

Il ricco stolto

Commento alla pericope evangelica della nona Domenica di Luca. (Luca 12, 16-21)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

16-21. Ed egli raccontò loro una parabola, dicendo: «Fu produttiva assai la campagna di un uomo ricco. Discorreva tra sé, dicendo: Non ho dove raccogliere i miei raccolti, come farò? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi, vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: Anima, hai molti beni messi da parte per molti anni. Riposati, mangia, bevi e sta’ allegra. Ma Dio gli disse: Stolto! questa stessa notte ti verrà richiesta l’anima, e a chi andranno le cose che hai preparato? Così accade a chi accumula tesori per sé stesso e non si arricchisce davanti a Dio.» (altro…)

Il paralitico di Betzetà

Commento alla pericope evangelica della quarta domenica di Pasqua. (Giovanni 5, 1-15)
Dal Commento al Vangelo secondo Giovanni del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

1-4. Dopo queste cose era la festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. C’è a Gerusalemme, presso la Porta delle pecore, una piscina chiamata in ebraico Betzetà, che ha cinque portici, sotto i quali giaceva una moltitudine di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, che aspettavano il movimento delle acque. Infatti un angelo del Signore in certi momenti scendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo a entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua, guariva da qualsiasi malattia fosse affetto. (altro…)

L’incredulo Tommaso

Commento alla pericope evangelica della seconda domenica di Pasqua. (Giovanni 20, 19-31)
Dal Commento al Vangelo secondo Giovanni del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

19–23. La sera di quello stesso giorno, il primo giorno della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per paura dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!» Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli si rallegrarono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha inviato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi abbiate rimesso i peccati, sono stati rimessi; e a chi li riteniate, sono stati ritenuti.»
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La parabola dei talenti

Commento alla pericope evangelica della sedicesima Domenica di Matteo. (Matteo 25, 14-30)
Dal Commento al Vangelo secondo Matteo del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

14-19 «Un uomo in procinto di partire, chiamò i propri servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti; a un altro due; a un altro uno: a ciascuno secondo la propria capacità, e partì. Senza perdere tempo, quello che aveva ricevuto cinque talenti trafficò con essi e ne guadagnò altri cinque. Allo stesso modo quello dei due talenti ne guadagnò altri due. Ma quello che ne aveva ricevuto uno solo andò a scavare in terra e nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo venne il padrone di quei servi e regola i conti con loro.» (altro…)

«Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati»

Commento alla pericope evangelica della seconda Domenica di Quaresima. (Mc 2, 1-12))
Dal Commento al Vangelo secondo Marco del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

1-5. Dopo alcuni giorni Gesù entrò a Cafarnao e dopo giorni si udì che era in casa. E si radunarono così tanti che non c’era spazio neppure davanti alla porta, ed egli diceva loro la parola. Vengono a portargli un paralitico, sorretto da quattro. E non potendo portarglielo innanzi a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatto un buco, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, dice al paralitico: «Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati». (altro…)

Il cieco di Gerico

Commento alla pericope evangelica della quattordicesima Domenica di Luca. (Lc 18, 35-43)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

35-43. E avvenne che, mentre Gesù si avvicinava a Gerico, c’era un cieco seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la folla, chiedeva cosa fosse. Gli dissero: «Passa Gesù il Nazareno!» Egli gridò e disse: «Gesù, figlio di David, abbi pietà di me!» Quelli che andavano avanti, lo sgridavano per farlo tacere ma egli molto più gridava: «Figlio di David, abbi pietà di me!» Gesù si fermò e comandò che gli fosse portato. Quando quello fu vicino, gli chiese: «Cosa vuoi che ti faccia?» Egli allora disse: «Signore, che torni a vedere!» Gesù gli disse: «Torna a vedere! La tua fede ti ha salvato». E subito tornò a vedere e lo seguiva glorificando Dio. E tutta la folla che aveva visto, diede lode a Dio.

Il Signore compì questo miracolo lungo la strada del cieco, affinché anche il suo passaggio su una strada fruttasse un insegnamento proficuo per i suoi discepoli e per noi: che cioè dobbiamo fare in ogni cosa, in ogni tempo e in ogni luogo ciò che è utile e utile. non restare mai inattivi. Il cieco credeva che Gesù fosse il Messia atteso; essendo cresciuto tra i Giudei, è certo che sapeesse che il Cristo sarebbe stato della stirpe di Davide. Per questo grida a gran voce: Figlio di David, abbi pietà di me. Le sue parole “Abbi pietà di me” dimostrano che comprendeva che Gesù era divino e non semplicemente un uomo. Meraviglia la sua strenua confessione: pur rimproverato da molti, non tacque, ma gridò più forte, spinto dallo zelo ardente che era in lui. Perciò Gesù lo chiamò come uno veramente degno di avvicinarsi a Lui e gli chiese: Che cosa vuoi che ti faccia? Egli pose la domanda non perché ignorasse ciò che voleva il cieco, ma per non far apparire agli altri presenti che il Signore avesse dato qualcosa di diverso da ciò che l’uomo voleva. Altrimenti, alcuni avrebbero potuto dire che il Signore, in una vanagloriosa dimostrazione di potere, guarì la cecità dell’uomo mentre l’uomo stava solo chiedendo l’elemosina.(1) L’invidia avrebbe potuto benissimo ispirare alcuni a calunniare il Signore con una stoltezza come questa. Allora il Signore chiese al cieco che cosa volesse e, quando sentì che voleva la vista, gliela diede. Guarda l’assenza di vanagloria: il Signore dice: “La tua fede ti ha salvato. Poiché hai creduto con fede che io sono il Figlio di David, il Cristo, che ora è rivelato, e hai mostrato un tale zelo da non non tacere nemmeno se rimproverato.” Da questo possiamo imparare che quando chiediamo con fede, Dio non ci dà qualcosa di diverso da quello che chiediamo, ma proprio la stessa cosa. Quando però chiediamo una cosa e ne riceviamo un’altra, è chiaro che o non abbiamo fatto una buona richiesta oppure non l’abbiamo chiesto con fede. Vedi anche la potenza del Signore: “Torna a vedere”. Quale dei profeti ha mai guarito in questo modo, con tale potenza? La sua voce, procedendo da Colui che è la vera Luce, si fece luce per il cieco. Vedi anche la gratitudine dell’uomo guarito: seguì Gesù, glorificando Dio e facendo fare lo stesso agli altri.

1. La parola greca eleos, “misericordia”, è comunemente usata anche per significare “elemosina”, cioè misericordia mostrata ai poveri.

La guarigione dei dieci lebbrosi

Commento alla pericope evangelica della dodicesima Domenica di Luca.(Lc 17, 12-19)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

11-19. E avvenne che, mentre andava a Gerusalemme, passò in mezzo alla Samaria e alla Galilea. Entrato in un villaggio, gli vennero incontro dieci uomini, lebbrosi, che si fermarono a distanza e ad alta voce dissero: «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!» Appena li vide, disse loro: «Andate a mostratevi ai sacerdoti». E mentre quelli andavano, furono purificati. Uno di loro, appena si vide guarito, tornò indietro glorificando Dio a gran voce e si gettò faccia a terra ai suoi piedi per ringraziarlo. Era un Samaritano. Gesù allora disse: «Non furono purificati in dieci? Gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse a dar gloria a Dio se non questo straniero?» E gli disse: «Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato». (altro…)

Il buon samaritano

Commento alla pericope evangelica dell’ottava Domenica di Luca. (Luca 10, 25-37)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

25-28. Ed ecco, un dottore della Legge, volendo metterlo alla prova, si alzò e disse a Gesù: «Maestro, cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù allora gli disse: «Che c’è scritto nella Legge? Come leggi?» Egli rispose e disse: «Ama il Signore, Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso». Gesù gli disse: «Hai risposto esatto; fa’ questo e vivrai».

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