San Giovanni di Shangai e San Francisco: Cosa intendiamo per “ortodosso”?

San Giovanni di Shangai e San Francisco: Cosa intendiamo per “ortodosso”?

San Giovanni di Shanghai e San Francisco

Cosa intendiamo per “ortodosso”?

Poco dopo che la dottrina di Cristo ebbe cominciato a diffondersi tra i Gentili, i seguaci di Cristo presero ad essere detti cristiani” (Atti 11, 26). La parola “cristiani” indicava che coloro che portavano questo nome appartenevano a Cristo, gli appartenevano nel senso della devozione a Cristo e alla sua dottrina. Da Antiochia, il nome di cristiani si diffuse per ogni dove. Continua a leggere

Messaggio Pasquale 2018

Chiesa dei veri Cristiani Ortodossi di Grecia
Il Santo Sinodo

N° di Prot. 2698

Messaggio Pasquale 2018

“Non spaventarti; Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente.
Ero morto, e ora sono vivo per i secoli dei secoli”
(Apoc. I, 17-18)

 

Cari Padri e Fratelli, figli nel Signore risorto, Il nostro Signore cominciò la Sua predica chiamando alla Conversione, perché era arrivato il Suo “Regno” (Matt. IV, 23). Secondo il Suo comando, il Suo regno, ugualmente, predicavano i Suoi Santi Apostoli, e a noi raccomandò di chiederlo nella nostra preghiera: “che venga il Tuo Regno”. Continua a leggere

Santa neomartire Caterina

Santa neomartire Caterina

 

Memoria il 15 di Novembre.

Per quanto la forma di martirio più diffusa nel XX secolo, in Europa – ad esclusione di quanto avvenne nei paesi dell’Est sino alla caduta del regime comunista – , non sia quella del sacrificio cruento offerto con il proprio sangue che ebbero a patire i santi del cristianesimo delle origini, tuttavia, la Chiesa Ortodossa greca del Vecchio Calendario e le altre Chiese Ortodosse tradizionali annoverano, tra i loro fedeli, molti testimoni che, per la difesa della vera fede, furono disposti a consegnare la propria vita ai carnefici, come vittime sacrificali. Continua a leggere

Nel deserto del Giura

Nel deserto del Giura (La vita degli abati Romano, Lupicino, Eugendo),
a cura dei Monaci Benedettini di Praglia,
Edizioni Scritti Monastici Abbazia di Praglia, 2016.

Recensione a cura della presbitera Chiara Ruth Rantini

Salutiamo con grande interesse la pubblicazione di questo testo, scritto alla metà del VI secolo, in cui sono narrate le vicende biografiche dei santi Romano, Lupicino ed Eugendo, vissuti nel periodo della dissoluzione dell’Impero Romano d’Occidente. Si tratta di tre figure monastiche molto importanti per la storia del cristianesimo occidentale in quanto precedettero di poco la grande riforma monastica benedettina, in un certo qual senso anticipandola. Continua a leggere

Omelia sul radioso giorno di Pasqua

di San Giovanni di Kronstadt

San Giovanni di Kronstadt

Io sono il primo e l’ultimo; Io sono il vivente, ed ero morto, ed ecco, sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’inferno. (Ap 1, 17-18)
Queste cose dice il Santo, il Veridico, Colui che detiene la chiave di Davide, che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre. (Ap 3, 7)
Io mi rallegro insieme a voi tutti per la luminosa Resurrezione di Cristo e nell’occorrenza di un tale grande e santo giorno vorrei parlare a voi, cari fratelli e sorelle, di queste parole della Sacra Scrittura; e se vi chiamo cari è perché davvero siete cari al nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha redenti ad un prezzo infinitamente prezioso, quello del suo purissimo sangue, sparso sulla croce per la nostra salvezza. Ricordate questo e non dimenticate; non dimenticate da cosa siete stati redenti a un tal caro prezzo: dal peccato, dalla maledizione e dalla morte, sia temporale che eterna. Guardatevi con tutte le forze dal peccato, che ha causato tali sventure nel mondo e che anche ora provoca ogni genere di sventura. E così, io ripeto: Cristo è risorto! È veramente risorto! Continua a leggere

Il Paradiso mistico e l’Albero della Vita

† Sua Eminenza, il Metropolita Cipriano di Oropos e Filì

Il Paradiso mistico e l’Albero della Vita

La Santa Croce

La Santa Croce

Nel mese di Settembre, il popolo degli ortodossi festeggia e celebra con gioia le due inamovibili colonne della Chiesa: la Deipara e la Croce.

Venerando la preziosa Croce di Nostro Signore, allo stesso tempo magnifichiamo nostra Madre, la Tuttasanta; poiché la Deipara è il mistico Paradiso, che “senza essere arato ha fatto germogliare Cristo, per mezzo del quale l’albero vivificante della Croce fu piantato sulla terra”. Continua a leggere

La visione ortodossa del mondo

P. Seraphim (Rose) di Platina

La visione ortodossa del mondo

NOTA DEL WEBMASTER:
Proponiamo qui in traduzione una famosa conferenza tenuta dal monaco ortodosso americano p Seraphim (Rose) di Platina. Non concordiamo in tutto con alcune sue conclusioni un po’ semplicistiche, dovute in gran parte al tempo in cui la conferenza fu effettivamente pronunciata, ma nondimeno questo scritto contiene molte considerazioni di enorme importanza per comprendere il punto di vista ortodosso sulla vita spirituale in genere, e più in particolare sul rapporto tra il cristiano e il mondo.

p. Seraphim Rose

P. Seraphim di Platina (1934 – 1982)

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Santa Grande Martire Eufemia

Sant'Eufemia

Sant’Eufemia

Santa Grande Martire Eufemia

memoria il 16 Settembre / 11 Luglio

La Santa e Grande Martire Eufemia, la Tuttavenerata, nacque a Calcedonia, nel Bosforo, da genitori pii, il senatore Filofrono e sua moglie Teodosia

 

Nel corso di una delle ultime cruente persecuzioni contro i cristiani, Prisco, governatore di Calcedonia diede ordine a tutti gli abitanti della città e dei dintorni di presenziare ad una festività pagana e di sacrificare all’idolo de dio Ares, minacciando gravi tormenti a chi avesse disobbedito. Durante questa empia festa, quarantanove cristiani rimasero chiusi in casa a pregare segretamente il Vero Dio. Tra loro era anche la giovane vergine Eufemia.

Scoperto il luogo segreto, Prisco fece arrestare e sottoporre a tortura i cristiani per diciannove giorni. Non riuscendo a convincerli ad abbandonare la fede, decise di mandarli tutti davanti all’Imperatore Diocleziano, trattenendo soltanto Eufemia, nella speranza che, trovatasi da sola, smettesse di opporre resistenza.

Sant’Eufemia, pur essendo stata separata dai fratelli nella fede, si mostrò comunque forte. Prisco cercò prima di allettarla con promesse, e infine ordinò di sottoporla a tortura. La martire fu legata a una ruota irta di coltelli affilati per ferirle le membra, ma alla sua preghiera la ruota si fermò e non poté più essere mossa neppure dalla forza di molti uomini. Si narra che un angelo sia sceso dal cielo per liberare dal tormento la giovane, che rese così grazie a Dio.

Senza curarsi del miracolo, Prisco ordinò ai due soldati Vittore e Sostene di condurre la santa a un forno rovente. I soldati, però, veduti due angeli terribili nel mezzo delle fiamme, rifiutarono di eseguire l’empio ordine e si proclamarono anche loro cristiani. Furono condotti ad essere divorati dalla belve e morirono anche loro testimoniando la fede.

Sant’Eufemia condotta comunque tra le fiamme da altri soldati, rimase illesa. Con l’aiuto di Dio superò anche molte altre torture. Prisco ritenne che tutto ciò fosse dovuto a stregoneria. Fece dunque scavare un pozzo che riempì di coltelli affilati, e lo fece poi coprire per nasconderlo alla vista di Eufemia. Anche qui però la santa rimase illesa. Finalmente fu sentenziato che Eufemia morisse anche lei tra le bestie feroci. Prima dell’esecuzione la santa pregò di essere degna di morire versando il suo sangue. All’inizio nessuna delle bestie si avvicinò a lei, poi un’orsa la colpì leggermente sulla gamba ferendola. Dalla ferita sgorgò subito del sangue e la santa rese l’anima a Dio. In quel momento Calcedonia fu scossa da un terremoto che terrorizzò e mise in fuga la folla al circo, permettendo così ai genitori di raccogliere il corpo della santa per dargli degna sepoltura non lontano da Calcedonia.

Una grande Chiesa fu eretta nel luogo di sepoltura della Grande Martire Eufemia. A questo tempio vennero i Padri del Quarto Concilio Ecumenico, riunito a Calcedonia nell’anno 451 per condannare l’eresia monofisita. In quell’occasione la Grande Martire confermò la fede ortodossa operando un miracolo. Non essendo giunte le due parti (quella ortodossa e quella monofisita) ad un accordo dottrinale, furono messe per iscritto due confessioni di fede e gli scritti furono poi messi nel sepolcro contenente i resti della santa martire. Dopo tre giorni, riaperto il sepolcro, si vide che la santa teneva la confessione di fede ortodossa nella mano destra e quella monofisita ai piedi.

La Chiesa fa memoria della Santa Martire Eufemia il 16 di Settembre e del suo miracolo a Calcedonia l’11 di Luglio.

Il mio Signore è la Resurrezione

La Discesa agli Inferi

La Discesa agli Inferi

Il mio Signore è la Resurrezione. Risuscita i morti dal mattino alla sera e dalla sera all’aurora.

Ciò che il mattino seppellisce, il Signore lo fa risorgere di sera, e ciò che la sera mette nel sepolcro, il Signore lo risuscita al mattino.

Quale opera è più degna per il Dio vivente se non quella di risuscitare i morti e condurli alla vita? Continua a leggere

Breve introduzione alla Spiritualità Ortodossa

Breve introduzione alla Spiritualità Ortodossa

Non è facile parlare di una “Spiritualità Ortodossa” almeno nel senso che gli occidentali sono ormai abituati a dare alla parola “Spiritualità” in quanto la Chiesa degli Apostoli e dei Padri Teofori (portatori di Dio), in una prospettiva un tempo comune all’ Oriente come all’Occidente, non distinguevano la cosiddetta “spiritualità” dagli altri aspetti della vita del Cristiano, individualmente preso, e della Chiesa nella sua Cattolicità. Continua a leggere