Prima Domenica di Quaresima

8 / 21 Marzo 2021
Prima Domenica della Grande Quaresima – Domenica dell’Ortodossia

Una omelia per questa domenica
San Teofilatto il Confessore
Tono plagale quarto (ottavo)
Evangelo Mattutino VIII (Giovanni 20, 11-18)

Prochimeno
Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri, e lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli,
poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie.(Dan 3, 26-27) Continua a leggere

Domenica di Carnevale

22 Febbraio /7 Marzo  2020
Domenica di Carnevale (o “del Giudizio Universale”)
(qui un’omelia per questa domenica)

Invenzione delle reliquie dei Santi Martiri nel quartire di Eugenio, a Costantinopoli (395-423)
Ieromartire Telesforo, papa di Roma

Tono plagale secondo (sesto)

Evangelo Mattutino VI (Luca 24, 36-53)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (8, 8 – 9, 2)
Fratelli, non ci fa stare davanti a Dio un cibo: se non mangiamo, non ne abbiamo mancanza; se mangiamo, non ne abbiamo vantaggio. Badate però che questa vostra capacità non divenga, in qualche modo, motivo di caduta per i deboli. Se uno infatti vedesse te, che hai conoscenza, seduto a tavola in una adunanza idolatra, la coscienza di questo debole non sarà formata a mangiare le carni immolate agli idoli? Così per la tua conoscenza va in rovina il debole, il fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e schiaffeggiando la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò più carne, per sempre, affinché non si scandalizzi il mio fratello! Non sono libero? Non sono apostolo? Non ho veduto Gesù, il nostro Signore? Non siete voi opera mia nel Signore? Se per altri non sono apostolo, almeno per voi lo sono; voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. (Ps 19, 2. 27, 9)

 

Evangelo
secondo Matteo (25, 31-46)
Disse il Signore: «Quando poi verrà il Figlio dell’uomo nella sua maestà, e con lui tutti gli Angeli, allora siederà sopra il trono della sua maestà: E si raduneranno dinanzi a lui tutte le nazioni, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri: E metterà le pecore alla sua destra, e i capri alla sinistra. Allora il Re dirà a quelli, che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti dal Padre mio, prendete possesso del regno preparato per voi sin dalla fondazione del mondo. 35 Poiché ebbi fame, e mi deste da mangiare; ebbi sete, e mi deste da bere; fui pellegrino, e mi ricettaste; nudo, e mi rivestiste; ammalato e mi visitaste; carcerato, e veniste da me.” Allora gli risponderanno i giusti: “Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato, e ti abbiamo dato da mangiare; assetato, e ti demmo da bere? Quando ti abbiamo veduto pellegrino, e ti abbiamo ricettato; nudo, e ti abbiamo rivestito? Ovvero, quando ti abbiamo veduto ammalato, o carcerato, e venimmo a visitarti?” E il re risponderà, e dirà loro: “In verità vi dico: Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatta a me”. Allora dirà anche a coloro, che saranno alla sinistra: “Via da me, maledetti, al fuoco eterno, che fu preparato per il Diavolo, e suoi Angeli. Poiché ebbi fame, e non mi deste da mangiare; ebbi sete, e non mi deste da bere; ero pellegrino, e non mi ricettaste, nudo, e non mi rivestiste; ammalato, e carcerato, e non mi visitaste”. Allora gli risponderanno anche questi: “Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato, o assetato, o pellegrino, o nudo, o ammalato, o carcerato, e non ti abbiamo assistito?”Allora risponderà ad essi dicendo: “In verità vi dico: Ogni volta che non avete fatto questo per uno di questi piccoli, non lo avete fatto nemmeno a me. E andranno questi all’eterno supplizio, i giusti invece alla vita eterna.»

La parabola del fariseo e del pubblicano

di p. Victor Potapov

Continuando nella sua critica alla religiosità farisaica, Cristo racconta un’altra parabola, quella del pubblicano e del fariseo, nel capitolo 18 del Vangelo secondo Luca.

«Due uomini salirono al tempio a fare orazione: uno fariseo, e l’altro pubblicano. Il fariseo stava in piedi, e dentro di sé cosi pregava: Dio, io ti ringrazio, poiché non sono come gli altri uomini: rapaci, ingiusti, adulteri; e neanche come questo pubblicano: Digiuno due volte la settimana, e pago la decima di tutto quel che posseggo.
Ma il pubblicano, stando da lungi, non voleva nemmeno alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: Dio, abbi pietà di me peccatore.
Vi dico, che questi se ne tornò giustificato a casa sua, a differenza dell’altro: poiché chiunque si esalta, sarà umiliato, ma chi si umilia sarà esaltato.» (Luca 18, 10-14) Continua a leggere

Santa Partenomartire Agata

(Memoria il 5 Febbraio)

Di nobili origini, Sant’Agata nacque a Catania intorno all’anno 230. Giovanissima, decise di consacrare la propria verginità a Dio, e ricevette dal vescovo di Catania il velo delle vergini.

Il proconsole di Catania, Quinziano, ebbe l’occasione di vederla e se ne invaghì, e in forza dell’editto di persecuzione dell’imperatore Decio, la accusò di vilipendio della religione di Stato e quindi ordinò che fosse catturata e condotta al Palazzo Pretorio. Agata si rifugiò per qualche tempo nei pressi della città, a Galermo. Venne comunque viene catturata e condotta da Quinziano. Il proconsole, quando la vide davanti a sé, venne conquistato ancor più dalla sua bellezza e una passione ardente s’impadronì di lui. Uomo vizioso, egli voleva inoltre impadronirsi dei beni della giovane. Continua a leggere

Aspasia la cieca

La sorprendente storia di una Santa sconosciuta dei nostri tempi

Del p. Stephanos K. Anagnostopoulos

Ejnar Nielsen: Ragazza cieca che legge. 1906

In una piccola città della Grecia settentrionale viveva una ragazza cieca di nome Aspasia.
Era orfana, indigente, abbandonata da tutti, e per questo crebbe senza l’opportunità di imparare a leggere.
Quando aveva circa 18-20 anni, un predicatore itinerante della Metropolia locale la notò, la prese con sé e la pose in una scuola per ciechi a Tessalonica, dove le fu insegnato il braille. Quando ebbe imparato a leggere bene, il predicatore le diede una copia del Nuovo Testamento scritta in braille.
La ragazza iniziò così a leggerlo con le dita, e più leggeva, più apprendeva su chi era Cristo e cosa aveva fatto per lei personalmente e per il mondo intero. E più apprendeva, più il suo cuore inquieto diveniva calmo e pacifico. Continua a leggere