Messaggio per la Natività del 2025

Numero di Prot. 3469
MESSAGGIO PER LA NATIVITÀ 2025

“Dio della pace, Padre delle misericordie, Tu ci hai inviato
l’Angelo del tuo gran Consiglio, per donarci pace”
(Katavasia della Natività, Ode 5)

Amati Padri e Fratelli nel Signore Incarnato,
Eravamo caduti nell’apostasia con la nostra disobbedienza a Dio e ci siamo ritrovati in uno stato di decadenza e inimicizia. (altro…)

Una nota sul problema della data comune per la Pasqua

del protopresbitero Gheorghios Metallinos

Qui di seguito pubblichiamo un breve scritto del protopresbitero Gheorghios Metallinos, in cui viene trattata la vexata quaestio di una ipotetica data comune per la Pasqua tra ortodossi e cattolici. Si tratta, come si può ben capire anche da queste poche righe, di un problema del tutto inconsistente: il problema della differenza di calendario non è che la punta di un iceberg, sotto la quale si stagliano mille anni di differenze assai più significative. Non si tratta di un testo recente, ma a ben vedere in trent’anni non è cambiato molto, e quindi queste parole mantengono la loro attualità. È degno di nota il fatto che p. Gheorghios parla qui dal punto di vista di un presbitero della Chiesa “neocalendarista” di Grecia, il che è un interessante segno dei tempi

p. Gheorghios Metallinos (†2019) è stato un presbitero e teologo ortodosso greco, professore di storia ecclesiastica presso l’Università di Atene, noto per la sua difesa rigorosa della tradizione patristica e liturgica dell’Ortodossia. Le sue opere si concentrano in particolare sui rapporti tra Ortodossia e Occidente, sulla critica dell’ecumenismo inteso in senso ideologico e sulla distinzione tra teologia patristica ed elaborazioni scolastiche. Pastore e accademico insieme, Metallinos ha sempre insistito sul fatto che l’Ortodossia non è anzitutto un sistema dottrinale, ma un’esperienza terapeutica e liturgica della Chiesa, radicata nella continuità dei Padri. (altro…)

La parabola della Cena

Commento alla pericope evangelica dell’undicesima Domenica di Luca. (Luca 14, 16-24)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

16-20. Allora gli disse: Un uomo fece una gran cena, e invitò molti. E all’ora della cena mandò un suo servo a dire ai convitati, che andassero, perché tutto era pronto.
E principiarono tutti d’accordo a scusarsi. Il primo disse: «Ho comprato un podere, e bisogna, che vada a vederlo: di grazia, ritienimi scusato.» E un altro disse: «Ho comprato cinque gioghi di buoi, e vado a provarli: di grazia, ritienimi scusato.» E un altro disse: «Ho preso moglie, e perciò non posso venire.» (altro…)

La donna con uno spirito di infermità

Commento alla pericope evangelica della decima Domenica di Luca (Luca 13, 10-17)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

10-17. Egli stava insegnando in una sinagoga, ed era sabato. Ed ecco una donna che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità. Era curva e non poteva raddrizzarsi del tutto. Quando Gesù la vide, la chiamò e le disse: «Donna, sei slegata dalla tua infermità». Impose le mani su di lei e subito si raddrizzò e glorificava Dio. Intervenne allora il capo della sinagoga, adirato perché Gesù aveva curato di sabato, e disse alla folla: «Sono sei i giorni in cui si deve lavorare: venite dunque a farvi curare in quelli e non di sabato!» Il Signore gli rispose e disse: «Ipocriti! Ognuno di voi non scioglie forse di sabato il suo bue o l’asino dalla mangiatoia per portarli ad abbeverarsi? E costei, figlia di Abramo, che Satana teneva legata da diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?» Quando diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre tutta la folla si rallegrava per tutte le cose gloriose da lui compiute. (altro…)

«Vendi quello che hai»

Commento alla pericope evangelica della tredicesima Domenica di Luca. (Luca 18, 18-27)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

18-23. E un notabile gli chiese: «Maestro buono, che debbo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre.» Egli allora disse: «Tutto ciò l’ho osservato fin dalla giovinezza.» Gesù ascoltò, e gli disse: «Ancora ti manca una cosa sola: vendi tutti quel che hai, distribuisci ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi.» Ma quello, udito ciò, diventò molto triste perché era molto ricco.
Alcuni pensano che quest’uomo fosse astuto e cercasse di mettere alla prova il Signore con le parole. Ma non è così che appare; piuttosto, era un amante del denaro, e Cristo stesso lo rimproverò come tale. Marco dice che quell’uomo corse, si inginocchiò davanti a Gesù e gli fece la sua domanda, e che Gesù, guardandolo, lo amò. [Mc 10, 17-22] L’uomo è un amante del denaro e si avvicina a Gesù desideroso di sapere come lui, insieme alle sue ricchezze, avrebbe potuto ereditare la vita eterna. Poiché non c’è nessuno che ami la vita prolungata tanto quanto un uomo che ama il denaro. Perciò quest’uomo pensò che Gesù avrebbe potuto mostrargli un modo in cui avrebbe potuto vivere per sempre godendo del possesso delle sue ricchezze. Ma quando il Signore gli disse che proprio il non possesso è ciò che conferisce la vita eterna, se ne andò come se si pentisse sia della sua domanda che della risposta di Gesù. Nella sua mente aveva bisogno della vita eterna proprio perché aveva grandi ricchezze. Se avesse rinunciato ai suoi beni, perché avrebbe voluto la vita eterna, pensava, dal momento che quella vita sarebbe stata la vita di un povero? Si era avvicinato al Signore come se il Signore fosse semplicemente un uomo e un insegnante. Perciò il Signore gli mostra che non bisogna avvicinarsi a lui in questo modo, dicendo: “Nessuno è buono, se non Uno, cioè Dio”. Con questo vuol dire: “Tu mi chiami buono; perché allora mi chiami anche maestro? Sembra che tu pensi che io sia uno tra tanti uomini. Ma se così fosse, non sarei buono, perché nessun uomo è buono in sé e per sé. Solo Dio lo è. Se vuoi chiamarmi buono, devi chiamarmi buono perché sono Dio; allora non avvicinarti a me come se fossi semplicemente un uomo. Ma se pensi che io sia solo un uomo , non chiamatemi buono. Perché in verità soltanto Dio è buono, e fonte della bontà, e causa prima della bontà stessa.” Se un uomo è buono, non è buono in sé e per sé, ma solo perché riceve una parte della bontà di Dio. Inoltre, la bontà di un uomo è mutevole. (altro…)

Il ricco stolto

Commento alla pericope evangelica della nona Domenica di Luca. (Luca 12, 16-21)
Dal Commento al Vangelo secondo Luca del Beato Teofilatto, Arcivescovo di Ochrid e Bulgaria

16-21. Ed egli raccontò loro una parabola, dicendo: «Fu produttiva assai la campagna di un uomo ricco. Discorreva tra sé, dicendo: Non ho dove raccogliere i miei raccolti, come farò? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi, vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: Anima, hai molti beni messi da parte per molti anni. Riposati, mangia, bevi e sta’ allegra. Ma Dio gli disse: Stolto! questa stessa notte ti verrà richiesta l’anima, e a chi andranno le cose che hai preparato? Così accade a chi accumula tesori per sé stesso e non si arricchisce davanti a Dio.» (altro…)

Sull’inesistente eresia del “ciprianismo”

del metropolita Agatangelo (Pashkovskij) di Odessa e Tauride, primo gerarca della Chiesa Ortodossa Russa all’Estero (Sinodo di Agatangelo)
Nota del webmaster:  Alcuni continuano ad attaccare la nostra chiesa, soprattutto con l’accusa di “ciprianismo”, ed è chiaro che certe accuse, per quanto a volte originate da buona volontà, non fanno che minare l’unità dei veri ortodossi. In questo breve scritto, il Metropolita Agatangelo spiega il reale significato di alcune espressioni usate dal Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì, di santa memoria. Il Sinodo dei veri cristiani ortodossi di Grecia, attualmente, cerca di evitare queste espressioni, poiché possono indurre a fraintendimenti; ciononostante, ci sembra giusto condividere questo scritto, proprio perché esso mostra chiaramente come le parole del Metropolita Cipriano siano in realtà perfettamente ortodosse
“Un segno interiore generale che distingue questa Chiesa Celeste da quella terrena è che, mentre nella Chiesa terrena il bene convive con il male e la zizzania cresce insieme al grano, nella Chiesa Celeste si raccoglierà da tutti i popoli della terra solo ciò che è buono, puro e santo. Tutto ciò che è malvagio, corrotto e impuro, accumulatosi durante l’intera storia del mondo, verrà separato e come riversato in un unico fetido stagno, la cui impurità in alcun modo toccherà questa meravigliosa dimora di sole creature beate”.
Arcivescovo Avercio (Taushev). Commento a un gruppo di versetti: Apocalisse 21.
Il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì (+2013)
Nelle sue Tesi, il Metropolita Cipriano si rammarica, anzitutto, dell’adozione da parte della Chiesa greca ufficiale del nuovo calendario nel 1924. Egli scrive che, poiché il nuovo calendario non è stato condannato da un Sinodo generale della Chiesa di Grecia, si deve adoperarsi per la convocazione di tale Sinodo; e finché esso non si è riunito, consideriamo i seguaci del nuovo stile come “membra malate della Chiesa”, attendiamo il loro pentimento e ritorno, senza però avere con loro comunione di preghiera ed eucaristica. L’intero opuscolo è praticamente dedicato alla Chiesa greca, ai suoi problemi e alla speranza della sua unità. Analoghi sentimenti erano presenti anche tra noi nella Chiesa all’Estero, quando tutti speravano che il Patriarcato di Mosca, liberandosi dal potere del comunismo, si sarebbe pentito e sarebbe tornato all’ortodossia dei Santi Padri.

(altro…)

Il valore dell’ordine nella vita spirituale

Dell’archimandrita Akakios Aghiogrigoriatis

Quella che segue è la trascrizione di una conferenza tenuta da p. Akakios, del Monastero di San Gregorio Palamas a Etna, tenuta al Seminario teologico “San Fozio”.

P. Akakios, nato e cresciuto a San Bernardino, California, ha conseguito una laurea in Scienze Politiche presso la California State University di San Bernardino. Ha inoltre una licenza in teologia presso il Center for Traditionalist Orthodox Studies e un Dottorato in Ministero e Studi Pastorali Avanzati presso il San Francisco Theological Seminary, uno degli istituti membri del Graduate Theological Union di Berkeley. Oltre a questi risultati, P. Akakios ha seguito studi post-laurea in Scienze Politiche all’Università della California di Riverside e in Psicologia, Sociologia e Educazione presso la California State University di San Bernardino. Come insegnante qualificato nello Stato della California nell’ambito dell’educazione della prima infanzia, Padre Akakios ha insegnato in diverse scuole per alcuni anni fino a entrare in contatto con la Chiesa Ortodossa. Dopo il battesimo, entrò nella Fraternità del Monastero di San Gregorio Palamas nella sua prima sede a Highland, California, ricevendo la tonsura monastica nel 1978. Ordinato diacono presso la Chiesa dell’Annunciazione a Montreal, fu successivamente ordinato sacerdote nella seconda sede del Monastero di San Gregorio Palamas a Hazeville, Ohio, dal Metropolita Cipriano di Oropos e Filì, di beata memoria, nel 1982. Nel 1983, il Monastero di San Gregorio Palamas si trasferì nella sua terza e ultima sede a Etna, California. Padre Akakios servì con grande diligenza all’altare e in altre obbedienze monastiche per diversi anni fino al 1986, quando, appena un mese dopo la consacrazione dell’allora Archimandrita Chrysostomos all’episcopato, succedette a quest’ultimo come Abate del Monastero di San Gregorio Palamas ed fu elevato alla dignità di Archimandrita.

Qui è visibile il video originale della conferenza (altro…)

1925 – 2025 Anniversario dell’apparizione della Croce sul cielo di Atene

 

Esattamente un secolo fa, il 27 settembre del 1925 (14 settembre secondo il calendario ecclesiastico), durante la celebrazione della festa dell’Universale Esaltazione della Veneranda Croce, avvenne ad Atene un segno straordinario: una luminosa Croce apparve nel cielo, sopra il monastero di san Giovanni il Teologo a Imetto, sobborgo di Atene. Più di duemila fedeli, radunati per l’Agripnia, la contemplarono con timore e gioia per oltre mezz’ora, mentre essa irradiava luce su quanti pregavano.

Nella sezione biblioteca un resoconto dei fatti e una omelia del Vescovo Gherontios del Pireo: Apparizione della Croce sul cielo di Atene nel 1925 in formato pdf

È disponibile anche una versione “6 pollici” per smartphone: Apparizione della Croce su Atene 6 pollici

Cosa è necessario per la salvezza?

Dagli appunti dello ieromonaco atonita Arsenji

Fonte: Appendice di Лествица до врат небесных : Как читать «Лествицу» мирянину [La scala verso le porte del cielo: come un laico dovrebbe leggere la “scala”], dell’Igumeno Herman (Osetskji) (+1895), Mosca, 2003.

1. Essere saldi nella fede ortodossa, come insegna la nostra madre la Santa Chiesa: non seguire scismi o eresie, perché conducono alla perdizione. (altro…)

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