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Category Archives: Omelie
«Sempre più si aggiungevano credenti»
Omelia sugli Atti degli Apostoli (5,12-20), II domenica di Pasqua: domenica di San Tommaso
di padre James Thornton

Il libro degli Atti degli Apostoli, inestimabile testimonianza storica della Chiesa Apostolica dal tempo della Risurrezione di Cristo all’attività missionaria di san Paolo a Roma, fu scritto dal medico San Luca, un gentile, e quasi certamente greco convertito al cristianesimo. Il libro può essere visto come una continuazione della narrazione del Vangelo secondo San Luca, che ne estende la narrazione al primo periodo dei tempi apostolici. (altro…)
Un uomo di nome Zaccheo
Un’omelia di San Cirillo di Alessandria

Ecco un uomo di nome Zaccheo.
Zaccheo era il capo dei pubblicani, un uomo totalmente abbandonato alla cupidigia, e la cui unica dedizione era quella di aumentare i propri guadagni: tale infatti era la pratica dei pubblicani, sebbene Paolo la chiami “idolatria”, forse perché adatta solo a quanti non hanno conoscenza di Dio. E poiché senza vergogna facevano aperta professione di questo vizio, il Signore molto giustamente li unì alle prostitute, dicendo ai capi dei Giudei: «Le prostitute e i pubblicani vi precederanno nel regno di Dio». Zaccheo però non rimase tra loro, ma fu considerato degno di misericordia dalle mani di Cristo: perché è lui che chiama vicino quanti sono lontani e illumina quanti si trovano nelle tenebre. (altro…)
«Oggi che la Parola è morta»
Omelia per il Santo e Grande Venerdì del Metropolita Filarete di Mosca

Cosa vorreste, fratelli, da noi ministri della parola, oggi che la Parola stessa morta?
Il Verbo coeterno al Padre e allo Spirito, nato per la nostra salvezza, l’Autore di ogni parola viva ed efficace (Ebrei 4,12), è silenzioso, morto, sepolto e sigillato. Più chiaramente e in modo convincente «per mostrare all’uomo il sentiero della vita» (Sal. 16, 11) questa stessa Parola discese dal cielo e si rivestì di carne; ma gli uomini non vollero dare ascolto alla Parola, strapparono la Sua carne, ed ecco, «Egli è tolto dalla terra dei viventi» (Is 53, 8). Chi dunque ci darà ora la parola di vita e di salvezza? (altro…)
Omelia per la Festa dell’Annunciazione
Il mistero che contempliamo in questo giorno non stupisce solo la mente umana; allo stesso modo stupisce tutte le menti angeliche. Anche loro sono stupite di come Dio, che è senza inizio, che è incircoscrivibile, inavvicinabile – si sia potuto abbassare allo stato di servo e diventare un uomo, senza cessare di essere Dio – e senza in alcun modo diminuire la sua gloria divina. (altro…)
Gesù e la samaritana

Incominciano i misteri. Non per nulla si stanca Gesù, non per nulla si stanca la forza di Dio. Ci troviamo di fronte a un Gesù forte e di fronte a un Gesù debole. La forza di Cristo ci ha creati, la sua debolezza ci ha ricreati. Ci ha creati con la sua forza, è venuto a cercarci con la sua debolezza.
«Troverete il bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia»
Omelia per la Natività del Metropolita Filarete di Mosca

Il significato del bambino Gesù avvolto in fasce ci viene spiegato da uno degli antichi dottori cristiani. Nelle sue fasce, Gesù predice la propria sepoltura. In realtà le fasce di un neonato e il sudario dei morti erano originariamente tessute da un artigiano; la culla e la bara hanno lo stesso artefice. Se il peccato non avesse dato origine alla bara e al lenzuolo avvolgente, non ci sarebbero state neppure le fasce e la culla. Proprio come i dolori del parto sono l’inizio della morte, così la culla è il precursore della bara, e le fasce sono il primo lembo del sudario che gradualmente si forma. (altro…)
Omelia sulla parabola del seminatore

Oggi, miei cari, è stata letta la parabola del Vangelo sul seminatore e la semente, sulla ineguale qualità del terreno su cui la semente è caduta e sui vari destini del seme. Il Signore stesso, al termine della lettura evangelica, su richiesta dei suoi stessi discepoli, spiegò la parabola (Luca 8, 5-15). (altro…)
L’esaltazione della Croce, esaltazione di Cristo

Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. E’ tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro. E la chiamo giustamente così, perché di nome e di fatto è il più prezioso di tutti i beni. E’ in essa che risiede tutta la nostra salvezza. Essa è il mezzo e la via per il ritorno allo stato originale. (altro…)
La Parabola degli invitati alle Nozze
di San Cromazio di Aquileia

1. Con molte e varie parabole il Signore e Salvatore nostro confuse i Farisei e i capi dei Giudei. Dopo la parabola del padre di famiglia che aveva affittato la sua vigna a dei coloni [Mt. 21, 33] ecco proposta nella presente lettura quella del re che fece una festa di nozze al suo figliolo, come avete appena udito, o miei cari. E mandò, dice il Vangelo, i suoi servitori a chiamare gli invitati alle nozze. Ma quelli, non volendoci venire, se ne andarono chi al proprio campo e chi al suo negozio; gli altri poi, presi i suoi servitori, li oltraggiarono ed uccisero. [Mt. 22, 3. 5-6] (altro…)
Per la Festa del Martire Lorenzo

Il diacono è ministro del sangue di Cristo. Il mistero della cena del Signore.
1. 1. La Chiesa di Roma affida al nostro ricordo questo giorno, giorno trionfale per il beato Lorenzo; in esso egli tenne sotto i piedi il mondo rumoreggiante minacce e lo disprezzò quando voleva sedurre e, nell’uno e nell’altro caso, riportò vittoria sul diavolo che provocava la persecuzione. Roma intera è infatti testimone di come sia gloriosa, quanto ricca di virtù simili a fiori, i più diversi, la corona del martire Lorenzo intessuta di tanti pregi. In quella Chiesa, poi, come di solito sentite dire, esercitava l’ufficio di Diacono. Ivi fu ministro del sacro sangue di Cristo: ivi, per il nome di Cristo, versò il proprio. Si era accostato con discernimento alla mensa del Potente. A quella mensa di cui ora ci parlavano i Proverbi di Salomone, che riportano: Quando siedi a mangiare alla mensa di un potente, considera bene che ti viene servito, stendi quindi la tua mano, consapevole che tu pure devi preparare vivande simili (Prv 23, 1-2). Il beato apostolo Giovanni espose chiaramente il mistero di questa cena dicendo: Come Cristo ha dato la vita per noi, così, anche noi, dobbiamo dare la vita per i fratelli (1 Gv 3, 16). Fratelli, san Lorenzo lo comprese, lo comprese e mise in pratica; e proprio quanto prese a quella mensa, quello stesso preparò. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte. (altro…)