La Parabola della Grande Cena

di San Cromazio di Aquileia

1. Con molte e varie parabole il Signore e Salvatore nostro confuse i Farisei e i capi dei Giudei. Dopo la parabola del padre di famiglia che aveva affittato la sua vigna a dei coloni [Mt. 21, 33] ecco proposta nella presente lettura quella del re che fece una festa di nozze al suo figliolo, come avete appena udito, o miei cari. E mandò, dice il Vangelo, i suoi servitori a chiamare gli invitati alle nozze. Ma quelli, non volendoci venire, se ne andarono chi al proprio campo e chi al suo negozio; gli altri poi, presi i suoi servitori, li oltraggiarono ed uccisero. [Mt. 22, 3. 5-6] Continua a leggere

«Lucerna del corpo è l’occhio»

di San Cromazio di Aquileia

1. Dopo aver istruito i suoi discepoli con abbondanti e divini insegnamenti, il Signore e Salvatore nostro disse nella presente lettura, come avete sentito,miei cari: L’occhio è la lucerna del corpo. Quindi, se il tuo occhio è puro, tutto il tuo corpo sarà illuminato; se poi il tuo occhio è offuscato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre (Mt 6, 22-23). La lucerna del corpo sta a indicare le facoltà dell’anima e la fede del cuore. Continua a leggere

«Ritornate, figli traviati»

Omelia per la Domenica del Figlio prodigo
del p. Daniele Marletta

Per questa seconda domenica del Triodion, la Chiesa prescrive la lettura di un’altra parabola, un’altra indicazione per la via del Regno, quella del figlio dissoluto (detta da alcuni  “Parabola del padre misericordioso”). Anche questa domenica, come le altre domeniche prequaresimali, ha un senso mistagogico, facendoci penetrare nel significato più profondo della Grande Quaresima. Continua a leggere

Anfibi di carne e spirito

Omelia sulla parabola del servo spietato
(undicesima Domenica di Matteo)
del p. Daniele Marletta

Il Vangelo di questa Domenica vuole ricordarci una cosa fondamentale per la nostra vita spirituale: il fatto di essere noi tutti dei debitori insolventi. Di più: spesso noi siamo proprio quel debitore di cui si parla nella parabola, quello che prima supplica perché si abbia pazienza con lui ma che poi non è in grado di avere la tessa pazienza con il suo fratello.
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San Pietro tra fede e speranza

Omelia per la nona Domenica di Matteo
del p. Daniele Marletta

“Uomo di poca fede”. È così che il Signore chiama San Pietro. E ci sembra quasi ingiusto: tra tutti i discepoli San Pietro è quello con la fede più pronta, assoluta. È lui a confessare per primo questa fede: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente” (Mt 16, 16). C’è poi quella sua prima confessione di fede sul lago di Gennesaret: “Allontanati da me, Signore, poiché sono un uomo peccatore!” (Lc 5, 8). San Pietro è forse, tra i Dodici, il primo a credere veramente.
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«Noi predichiamo Cristo crocifisso»

Omelia per la festa della Processione della Preziosa e Vivificante Croce
del p. Daniele Marletta

La Santa Croce

La Santa Croce

«Cos’è diventata la croce per il cristiano di oggi?» Questa domanda mi torna in mente a tutte le feste della Croce. È la domanda che si poneva anni fa uno scrittore italiano, Ignazio Silone, in un suo romanzo, L’avventura di un povero cristiano. E questa domanda la mette in bocca a un uomo del tredicesimo secolo, quasi a significare che questo non è un problema recente, non è un problema della nostra era secolarizzata. È un problema che attraversa la storia della Chiesa. Cosa è diventata la croce per i cristiani? E cosa dovrebbe essere, invece? Continua a leggere

Tra Gadara e Gerusalemme

Omelia per la quinta Domenica di Matteo
del p. Daniele Marletta

L’episodio degli indemoniati gadareni ci mette davanti a due personaggi fondamentali: il primo di questi personaggi è il Maligno (i demoni che inabitano gli indemoniati); il secondo è Cristo. Ci sono poi gli abitanti della regione di Gadara (o Gerasa, secondo una diversa lezione). Sullo sfondo del racconto ci siamo noi. Continua a leggere

Sulla Festa dei Santi Pietro e Paolo

del p. Daniele Marletta

Quella dei Santi Protocorifei degli Apostoli Pietro e Paolo è una delle feste più importanti del menologhion. Ce ne rendiamo conto se consideriamo innanzitutto che questa festa è preceduta da un periodo di digiuno. Ci sono solo altre tre feste precedute da un digiuno simile: la Pasqua, la Natività e la Dormizione. Così, già da questo, possiamo vedere che questo giorno, pur non rientrando nel gruppo delle dodici Grandi Feste del Dodecaorto, ha una sua importanza. Infatti il “Digiuno degli Apostoli” è molto antico. Continua a leggere

San Massimo di Torino – Sulla Pentecoste

Sulla Pentecoste
Sermone 56 di San Massimo di Torino

1. Non vi riuscì spiacevole molti giorni or sono, come ricordate, fratelli, la nostra predicazione nella quale abbiamo narrato che la carne del Signore, risorta da morte, germogliò dal sepolcro come con lo splendore di un fiore; e questo sepolcro l’evangelista attestò che si trovava in un piccolo giardino (Gv 19, 41), motivo per cui non abbiamo parlato a sproposito. Continua a leggere