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«Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, sali sul monte a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava solo».
Per dare la ragione di questi fatti, bisogna fare distinzioni di tempo. Il fatto che è solo la sera, indica la sua solitudine nell’ora della passione, quando gli altri si sono dispersi per il panico. Il fatto che ordina ai suoi discepoli di salire sulla barca e di andare all’altra sponda, mentre egli congeda la folla, e congedatala, sale sul monte, significa che ordina loro di stare nella Chiesa e di attraversare il mare, cioè il mondo, fino al tempo in cui, ritornando nel suo avvento glorioso, egli stesso darà la salvezza a tutto il popolo, che costituirà il resto d’Israele. Lo libererà dei suoi peccati e, una volta liberato o piuttosto ammesso nel regno dei cieli, renderà grazie a Dio suo Padre e si siederà nella sua gloria e nella sua maestà.
Nel frattempo i discepoli sono sballottati dal vento e dal mare e sono scossi da tutte le agitazioni
del mondo, suscitate contro di loro dallo spirito immondo. Ma alla quarta vigilia il Signore venne: la
quarta volta cioè egli ritornerà verso la Chiesa errante e naufraga. L’espressione «quarta vigilia della notte» indica infatti il numero delle tappe della sua sollecitudine. La prima vigilia è stata quella della Legge, la seconda quella dei profeti, la terza quella della sua venuta nel corpo, la quarta infine sarà quella del suo ritorno glorioso. Ma egli troverà la Chiesa stanca e circondata dallo spirito dell’Anticristo e da tutte le agitazioni del mondo. Verrà infatti al colmo delle ansietà e dei tormenti. E poiché il modo di agire dell’Anticristo li renderà inquieti di fronte a ogni nuova specie di tentazione, essi si spaventeranno anche all’avvento del Signore, temendo le false immagini della realtà e le finzioni che s’insinuano nello sguardo. Ma il Signore, che è buono, subito parlerà loro, scaccerà la paura e dirà: «Sono io », dissipando, mediante la fede nella sua venuta, il timore del naufragio minaccioso.
Il fatto poi che Pietro, tra tutti quelli che stavano sulla barca, ardisce rispondere e chiede di ricevere il comando di andare incontro al Signore sulle acque, indica la disposizione del suo cuore al momento della passione, allorquando, andandogli incontro da solo e seguendo le orme del Signore, senza curarsi delle agitazioni del mondo, paragonabili a quelle del mare, lo segui con la stessa forza nel disprezzare la morte. Ma il fatto che ebbe paura manifesta la sua debolezza nella tentazione futura. Infatti, benché avesse osato mettersi a camminare, cominciò ad affondare. La debolezza della carne e la paura della morte lo spinsero fino alla conseguenza inevitabile del rinnegamento. Ma si mette a gridare e chiede al Signore di salvarlo. Questo grido è il gemito del suo pentimento. Si penti quando il Signore non aveva ancora sofferto e ottenne in tempo il perdono per il suo rinnegamento, poiché il Cristo avrebbe sofferto in seguito per la redenzione dell’umanità.
Il fatto poi che il Signore non gli concesse, nel suo smarrimento, la forza di giungere fino a lui, ma stese la mano e afferratolo lo sostenne, si spiega cosi. Certamente Pietro non era indegno di avvicinarsi al suo Signore (infatti tentò di avvicinarsi), ma anche in questa circostanza è stato osservato un ordine tipologico. Nessuno può prendere parte alla passione del Signore, che cammina sopra le agitazioni e le tempeste del mondo: lui solo infatti, che avrebbe sofferto per tutti, ha espiato i peccati di tutti. E ciò che è offerto per tutti da uno solo non è possibile che sia condiviso da qualcuno. Cosi, poiché lui è la salvezza di tutti gli uomini, anche Pietro doveva essere prima redento, poiché era stato riservato a testimoniare la fede di questa redenzione come martire di Cristo.
Bisogna considerare in Pietro anche il fatto che ha preceduto gli altri nella fede. Mentre gli altri infatti erano nell’ignoranza, egli fu il primo a rispondergli: «Tu sei il Figlio del Dio vivo ». Fu il primo a maledire la passione, pensando che fosse un male. Fu il primo a promettere che avrebbe dato la vita e non lo avrebbe rinnegato. Fu il primo a rifiutarsi di farsi lavare i piedi. Egli estrasse anche la spada contro coloro che catturavano il Signore.
Dopo che il Signore sali sulla barca, il vento e il mare si calmarono: questo indica la pace e la tranquillità della Chiesa eterna dopo il suo ritorno glorioso. E poiché allora egli verrà manifestandosi, giustamente meravigliati tutti esclamarono: «Tu sei veramente il Figlio di Dio». Allora infatti ci sarà la confessione chiara e pubblica da parte di tutti che il Figlio di Dio, non più nell’umiltà della carne, ma nella gloria del cielo, ha reso la pace alla Chiesa.
(Tratto da Ilario di Poitiers, Commentario a Matteo, Città Nuova, pp.173-176)