{"id":2991,"date":"2026-03-07T09:01:42","date_gmt":"2026-03-07T09:01:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/?p=2991"},"modified":"2026-03-07T09:01:42","modified_gmt":"2026-03-07T09:01:42","slug":"chrysostomos-etna-san-gregorio-palamas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/chrysostomos-etna-san-gregorio-palamas\/","title":{"rendered":"Omelia per la domenica di San Gregorio Palamas"},"content":{"rendered":"<p>Omelia pronunciata dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/tag\/chrysostomos-di-etna\/\">Arcivescovo Chrysostomos di Etna<\/a>, durante la Grande Quaresima del 1998<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"2993\" data-permalink=\"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/chrysostomos-etna-san-gregorio-palamas\/gregorio-palamas\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gregorio-Palamas.jpeg?fit=919%2C1292&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"919,1292\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Gregorio Palamas\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gregorio-Palamas.jpeg?fit=213%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gregorio-Palamas.jpeg?fit=600%2C844&amp;ssl=1\" class=\"aligncenter wp-image-2993\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gregorio-Palamas.jpeg?resize=300%2C422\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gregorio-Palamas.jpeg?w=919&amp;ssl=1 919w, https:\/\/i0.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gregorio-Palamas.jpeg?resize=213%2C300&amp;ssl=1 213w, https:\/\/i0.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gregorio-Palamas.jpeg?resize=728%2C1024&amp;ssl=1 728w, https:\/\/i0.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gregorio-Palamas.jpeg?resize=768%2C1080&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Oggi, seconda domenica del Grande Digiuno, la Chiesa ortodossa di tutto il mondo celebra la memoria di San Gregorio Palamas, arcivescovo di Tessalonica del XIV secolo e tra pi\u00f9 grandi Padri della Chiesa ortodossa.<!--more--><\/p>\n<p>Fino a questo secolo, a causa dell&#8217;influenza dell&#8217;Occidente \u2013 i gesuiti nella Russia del XVIII e XIX secolo e i luterani che furono nominati ministri di culto sotto il primo re di Grecia, un luterano tedesco, salito al potere in Grecia dopo la liberazione dal giogo turco all&#8217;inizio del XIX secolo \u2013, San Gregorio Palamas era un vero e proprio mistero per i teologi ortodossi. Quest&#8217;uomo, che noi inneggiamo come <em>&#8220;ho phoster tes Orthodoxias&#8221;<\/em> (l'&#8221;Illuminatore dell&#8217;Ortodossia&#8221;) e <em>&#8220;to sterigma tes Ekklesias&#8221;<\/em> (il &#8220;Pilastro della Chiesa&#8221;), insegnava e viveva la nostra fede con una purezza che, eccetto che nei confini nascosti dei monasteri e nei cuori della gente semplice \u2013 che non sapeva esprimere ci\u00f2 che sapeva dell&#8217;Ortodossia \u2013, era andata perduta a causa del neo-papismo del patriarcato, delle nozioni occidentali di &#8220;ufficialit\u00e0&#8221; e del nazionalismo e dell&#8217;etnicit\u00e0, che non sono altro che un ritorno al paganesimo.<\/p>\n<p>Persino la vita di questo grande Santo \u00e8 oscurata dalle moderne idee occidentali. Uno dei pochi commentari sulla sua vita, in un libro dedicato ai \u201cPilastri dell&#8217;Ortodossia\u201d, si riferisce a lui come membro della famiglia &#8220;Palamas&#8221;, come se questo grande Santo fosse ricordato per la nobilt\u00e0 dei suoi genitori, che erano, in effetti, membri della corte imperiale bizantina. Molti cognomi all&#8217;epoca, naturalmente, non erano come i cognomi come li conosciamo oggi, e il nome &#8220;Palamas&#8221; era un titolo onorifico derivato non dalla stirpe di San Gregorio, ma dalla parola greca che significa &#8220;battere le mani&#8221;, a significare che la famiglia del Santo era lodata e onorata. E cos\u00ec, questo onore terreno fu trasformato da San Gregorio in onore spirituale, che commemoriamo quando ci riferiamo a lui come &#8220;Palamas&#8221;, applaudito per la sua statura spirituale. N\u00e9 San Gregorio Palamas fu influenzato dai Bogomili, come il teologo Padre John Meyendorff insegn\u00f2 cos\u00ec erroneamente. Non insegn\u00f2 una teologia innovativa, come insegnano molti teologi ortodossi moderni. Piuttosto, codific\u00f2 e descrisse la profonda e mistica teologia della Chiesa ortodossa, che \u00e8, in effetti, un insegnamento tramandato attraverso i Padri, sia per iscritto che oralmente, fin dal tempo degli Apostoli.<\/p>\n<p>L&#8217;Ortodossia, che \u00e8 un organismo vivente, si \u00e8 sviluppata ed \u00e8 maturata, sotto la guida del Santo Spirito, da un embrione che esiste nella Scrittura e che \u00e8 sbocciato nel corso dei secoli. Noi, infatti, come ortodossi, non onoriamo ci\u00f2 che \u00e8 antico \u2013 poich\u00e9 molte eresie sono antiche quanto l&#8217;Ortodossia \u2013 ma ci\u00f2 che \u00e8 maturo e che esprime pienamente lo spirito di quel cristianesimo donatoci dal Signore, come ci dice un Padre, predicato dagli Apostoli e preservato dai Padri. San Gregorio Palamas non era altro che un grande Santo che ci ha fatto riflettere sulla matura Ortodossia, su quella pienezza della Fede che si era manifestata ai suoi tempi, che aveva le sue radici nella Chiesa primitiva e che vive ancora oggi e si trova sotto le false aggiunte all&#8217;Ortodossia che dobbiamo cancellare, se vogliamo trovarla nella sua forma autentica. La sua non \u00e8 altro che la voce dell&#8217;intera Chiesa che parla con maturit\u00e0, al di l\u00e0 delle teologie, delle nazionalit\u00e0, delle nozioni amministrative della Chiesa, e dalla sua anima e dal suo cuore, che parla a tutti gli uomini, ortodossi o no, e che illumina, vivifica e trasforma noi ortodossi quando cerchiamo e realizziamo l&#8217;unione con Cristo.<\/p>\n<p>L&#8217;Ortodossia che conosciamo oggi, fatta eccezione per il suo nucleo, si \u00e8 discostata, nel complesso, dallo standard dell&#8217;Ortodossia pienamente sviluppata che San Gregorio Palamas ha caratterizzato e ha posto davanti a noi, e questo sia nel culto che nella nostra teologia: ancora una volta, a causa dell&#8217;influenza occidentale, ma anche a causa dell&#8217;elevatezza dell&#8217;Ortodossia che spesso oscuriamo con la nostra meschinit\u00e0 e debolezza umana.<\/p>\n<p>Liturgicamente, siamo giunti a pensare all&#8217;Ortodossia come a una religione incentrata sul culto rituale di Dio. Non adoriamo Dio nella nostra Chiesa in quanto tale; piuttosto, comunichiamo con Dio direttamente, attraverso la convergenza di Cielo e terra nei simboli del culto. Il nostro culto non \u00e8 semplice venerazione, ma \u00e8 partecipazione alla verit\u00e0 eterna e senza tempo di Cristo. In effetti, il culmine del culto \u00e8 la Divina Eucaristia, in cui siamo resi una cosa sola con Cristo. Quanto \u00e8 lontano questo dal nostro culto teatrale odierno: banchi, luci, proclami e canti ad alta voce, e tutte le altre cose che accompagnano questo teatro! Anzi, facendo appello, e falsamente, al passato, alcuni ortodossi sono persino giunti alla perversione del canto congregazionale, pensando che le pi\u00f9 antiche officiature della Chiesa primitiva \u2013 dove c&#8217;erano anche cantori ordinati, come molti dimenticano \u2013 possano in qualche modo sostituire il sistema di culto maturo che abbiamo ereditato dalla Chiesa matura. Lo vediamo anche nell&#8217;intimit\u00e0 personale, negli abbracci eccessivi ed emotivi, nei baci e cos\u00ec via, che sono inappropriati per il cristiano e che provengono dalle passioni e non dalla sobriet\u00e0.<\/p>\n<p>Lo scopo del culto \u2013 ascoltare la voce stessa di Dio in silenzio, con la mente e gli occhi resi ciechi al mondo, concentrarsi su quelle finestre sull&#8217;altro mondo che sono le nostre Icone; i sensi saturi di incenso; il nostro ego umilmente sottomesso in un atteggiamento pio e nella preghiera \u2013 \u00e8 stato vanificato. Oggi, avendo adottato le idee occidentali del culto, urliamo e cantiamo a Dio, producendo un tale frastuono da non sentirLo parlare a noi. San Giovanni Crisostomo ci dice che il canto, ad esempio, \u00e8 una doppia forma di preghiera. E poich\u00e9, nella preghiera, sentiamo Dio, quanto sono lontani il nostro canto e il nostro canto da un atto di ascolto! Quanto siamo lontani, in effetti, dall&#8217;esperienza di quella piccola voce interiore, attraverso la quale Dio parla ai nostri cuori, quando cerchiamo la cosiddetta partecipazione &#8220;attiva&#8221; agli Offici. La nostra partecipazione dovrebbe essere silenzio, sottomissione e stupore di fronte allo splendore di Dio. E le nostre preghiere e i nostri canti non dovrebbero essere dichiarazioni a Dio, ma suppliche affinch\u00e9 Dio ci parli e sia con noi. Ed \u00e8 cos\u00ec che, se ascoltiamo anche solo le preghiere che accompagnano l&#8217;inno che abbiamo appena cantato prima dell&#8217;Ingresso con il Vangelo, udiamo suppliche affinch\u00e9 i Santi Angeli ci accompagnino e siano con noi mentre riceviamo Cristo, che \u00e8 veramente presente tra noi e che ci parla attraverso i riti della nostra Chiesa.<\/p>\n<p>In teologia, pochi conoscono le profonde verit\u00e0 della nostra Chiesa. In effetti, lo scopo della vita cristiana \u00e8 diventare tutt&#8217;uno con Dio, anche in questa vita, e vincere e superare le nostre passioni sessuali, la nostra avidit\u00e0, la nostra invidia, la nostra gelosia e il peccato stesso \u2013 rimanendo sempre soggetti al peccato e, grazie alla nostra vicinanza a Dio, ancora pi\u00f9 consapevoli della nostra peccaminosit\u00e0; ma, ciononostante, rimanendo insensibili e resistenti alle azioni di peccato. La nostra unione con Dio, che inizia in questa vita, trasforma la nostra carne \u2013 come vediamo nelle reliquie dei Santi, che emanano una dolce fragranza e spesso non si deteriorano \u2013 e trasforma il mondo che ci circonda. Questa illuminazione \u00e8 salvezza, e la trasformazione del mondo alla Parusia, la Seconda Venuta, esprimer\u00e0, in parte, il potere che proviene da coloro che sono stati trasformati in Cristo e che hanno superato e trasceso questo mondo di peccato.<\/p>\n<p>San Gregorio Palamas ci richiama ai Padri della Chiesa, i quali insegnavano, con semplicit\u00e0, che Cristo si \u00e8 fatto uomo affinch\u00e9 gli uomini potessero diventare d\u00e8i. Con questo non intendiamo l&#8217;assurdit\u00e0 New Age secondo cui gli esseri umani diventerebbero Dio e ne usurperebbero il potere e l&#8217;Essere, poich\u00e9 Dio trascende tutto ci\u00f2 che possiamo essere; intendiamo piuttosto che, attraverso la lotta ascetica per trasformarci, diventando un popolo peculiare e separato dal mondo, assumiamo i tratti di Cristo e diventiamo, come ci dice la Scrittura, &#8220;partecipi della natura divina&#8221;. Dio rimane ci\u00f2 che \u00e8 quando siamo uniti a Lui, ma noi diventiamo ci\u00f2 che non siamo, ma anche ci\u00f2 per cui siamo stati creati: Ges\u00f9 Cristo in Ges\u00f9 Cristo, come scrive San Massimo il Confessore, figli di Dio nel Figlio di Dio. E ancora, questo lo realizziamo con l&#8217;umilt\u00e0, la morte dell&#8217;ego, il digiuno, l&#8217;assunzione di nomi cristiani, vivendo una vita incentrata sull&#8217;Eucaristia e dedicata alla purezza e all&#8217;Amore di Dio. Non \u00e8 qualcosa che affermiamo, come illusi seguaci della New Age, ma \u00e8 qualcosa che realizziamo e raggiungiamo attraverso la lotta ascetica in sinergia con la Grazia di Dio.<\/p>\n<p>Infine, San Gregorio Palamas ci ha parlato della natura della lotta, qualcosa di grande importanza in quest&#8217;epoca, in cui apprezziamo cos\u00ec poco il disagio e cerchiamo il conforto a tutti i costi. Nell&#8217;Ortodossia non c&#8217;\u00e8 gloria nella sofferenza. Queste sono idee latine amate dagli ortodossi moderni, ma estranee alla vera Tradizione della nostra Chiesa. Non c&#8217;\u00e8 &#8220;offerta&#8221; delle nostre sofferenze, come insegnavano i latini medievali. Tali cose sono un&#8217;offesa a Dio, che non desidera ricompensa dall&#8217;uomo, ma che ci raggiunge attraverso l&#8217;amore. Quando soffriamo, quindi, secondo la Tradizione esicasta della Chiesa, nella Tradizione interiore che San Gregorio Palamas ha espresso in concordanza con gli insegnamenti degli antichi Padri, non facciamo altro che affermare la Grazia di Dio in ogni cosa: nella felicit\u00e0 umana, nelle avversit\u00e0 umane, nel trionfo e nella sconfitta umana. Un vero cristiano diventa passivo nei confronti del mondo e tratta ogni cosa con una silenziosa accettazione. Questo \u00e8 un segno della nostra comunione con Dio, poich\u00e9, quando tocchiamo e viviamo nell&#8217;altro mondo, pur esistendo ancora sulla terra, acquisiamo una prospettiva che rende le cose di questo mondo meno minacciose e, certamente, meno allettanti. Cos\u00ec la morte non fa pi\u00f9 paura, poich\u00e9 abbiamo contemplato la vita che continua oltre la morte. Questa passivit\u00e0, che deve essere alla base delle nostre emozioni naturali, \u00e8 il nucleo della nostra fede; perch\u00e9 attraverso di essa, pur rimanendo abitanti della terra, diventiamo partecipi del Cielo.<\/p>\n<p>Ascoltiamo il messaggio di San Gregorio e viviamo la nostra fede nella sua profondit\u00e0, con sobriet\u00e0 e passivit\u00e0, accettando ogni cosa in modo positivo e cercando di elevarci al di sopra del momento fino all\u2019eterno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omelia pronunciata dall\u2019Arcivescovo Chrysostomos di Etna, durante la Grande Quaresima del 1998 &nbsp; Oggi, seconda domenica del Grande Digiuno, la Chiesa ortodossa di tutto il mondo celebra la memoria di San Gregorio Palamas, arcivescovo di Tessalonica del XIV secolo e tra pi\u00f9 grandi Padri della Chiesa ortodossa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[116],"tags":[105],"class_list":["post-2991","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-omelie","tag-chrysostomos-di-etna"],"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2991","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2991"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2991\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2994,"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2991\/revisions\/2994"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}