{"id":241,"date":"2016-06-04T21:20:56","date_gmt":"2016-06-04T21:20:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/?p=241"},"modified":"2019-12-25T10:16:58","modified_gmt":"2019-12-25T10:16:58","slug":"kalomiros-unione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/kalomiros-unione\/","title":{"rendered":"Alcune modeste riflessioni sull\u2019unione delle Chiese"},"content":{"rendered":"<div class=\"autor\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/tag\/alexandros-kalomiros\/\">Alexandros Kalomiros<\/a><\/div>\n<h3 class=\"titolo\" style=\"text-align: center;\">Alcune modeste riflessioni sull&#8217;unione delle Chiese<\/h3>\n<figure id=\"attachment_244\" aria-describedby=\"caption-attachment-244\" style=\"width: 493px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"244\" data-permalink=\"https:\/\/www.orthodoxia.it\/wp\/kalomiros-unione\/the-church\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/The-Church.jpg?fit=493%2C333&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"493,333\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"The Church\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/The-Church.jpg?fit=300%2C203&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/The-Church.jpg?fit=493%2C333&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-244 size-full\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/The-Church.jpg?resize=493%2C333\" alt=\"Allegoria della Chiesa\" width=\"493\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/The-Church.jpg?w=493&amp;ssl=1 493w, https:\/\/i1.wp.com\/www.orthodoxia.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/The-Church.jpg?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-244\" class=\"wp-caption-text\">Allegoria della Chiesa<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"indented\"><em>Pubblichiamo un noto scritto del teologo greco Alexandros Kalomiros, tratto dalla sua opera Contro la falsa unione. Nonostante il tono, forse eccessivamente antintellettualistico, il saggio \u00e8 di estrema utilit\u00e0 per la comprensione dell&#8217;attuale sete indiscriminata di &#8220;dialoghi&#8221; di ogni genere e tipo e per un&#8217;attenta disamina dei problemi sorti con il movimento ecumenico.<\/em><!--more--><\/p>\n<h4>1. La via della conoscenza<\/h4>\n<p>L\u2019Ateismo, cos\u00ec come la Riforma, possono levarsi oggi contro l\u2019Ortodossia, il loro attacco per\u00f2 \u00e8 fondato sul disprezzo. Attaccano l\u2019Ortodossia perch\u00e9 la osservano secondo la loro ottica, secondo la loro mentalit\u00e0 e la considerano una variante del Cattolicesimo.<br \/>\nQuesto fatto non \u00e8 dovuto ad un atteggiamento cattivo, ma ad una totale incapacit\u00e0 di giudicare con criteri diversi e di pensare con una mentalit\u00e0 diversa.<\/p>\n<p>Il Cattolicesimo, il Protestantesimo e l\u2019Ateismo sono allo stesso livello. Sono i prodotti della stessa mentalit\u00e0; tutti e tre sono sistemi filosofici, prodotti del razionalismo, cio\u00e8 della regola che fa della ragione umana il fondamento della certezza, la misura della verit\u00e0, la via della conoscenza.<br \/>\nL\u2019ortodosso \u00e8 ad un altro livello e la sua mentalit\u00e0 \u00e8 del tutto differente. Per lui la filosofia \u00e8 una via senza uscita che non ha mai portato alla certezza, alla verit\u00e0, alla conoscenza. L\u2019ortodosso rispetta la ragione umana pi\u00f9 di ogni altro e non la trasgredisce; essa \u00e8 per lui uno strumento utile per svelare la menzogna, per scoprire l\u2019errore, ma non \u00e8 mai sufficiente per dare la certezza, per illuminare e mostrare la Verit\u00e0 e per condurre alla conoscenza.<br \/>\nLa conoscenza \u00e8 la visione di Dio e della sua creazione in un cuore purificato dalla grazia divina e dalle preghiere dell\u2019uomo: \u201cBeati i puri di cuore perch\u00e9 vedranno Dio\u201d.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 non \u00e8 una serie di definizioni, ma Dio stesso concretamente rivelato nella Persona del Cristo che ha detto: \u201cIo sono la Verit\u00e0\u201d.<br \/>\nLa certezza non \u00e8 un\u2019armoniosa costruzione intellettuale, ma un sentimento profondo del cuore. Viene nell\u2019uomo, in seguito alla visione inferiore, e l\u2019accompagna il calore della Grazia divina. Mai un\u2019armoniosa costruzione intellettuale prodotta da un ordinamento razionale \u00e8 seguita da questo sentimento.<\/p>\n<p>La filosofia \u00e8 caratterizzata dalla schematizzazione. Il pensiero umano non pu\u00f2 accettare la realt\u00e0 come essa si presenta. Prima la cambia in simboli che poi esamina. Questi simboli imitano schematicamente la realt\u00e0. Ora, gli schemi sono lungi dalla realt\u00e0 quanto un pesce dipinto da un pesce vivo. La \u201cverit\u00e0\u201d del filosofo \u00e8 una serie di schemi e di immagini. Questi schemi presentano un grande vantaggio: essendo comprensibili sono alla misura dell\u2019uomo e soddisfano il suo pensiero; nascondono per\u00f2 un grande inconveniente, quello di non avere alcun rapporto con la realt\u00e0 viva.<br \/>\nLa realt\u00e0 viva non entra nelle macine del pensiero umano perch\u00e9 \u00e8 uno stato al disopra della ragione. La filosofia \u00e8 il tentativo di cambiare, di sottomettere alla ragione ci\u00f2 che \u00e8 al di sopra della ragione, questa \u00e8 una contraffazione, \u00e8 un\u2019impostura. Ecco perch\u00e9 l\u2019Ortodossia rifiuta la filosofia e non ammette che essa possa essere una via che porti alla Conoscenza.<\/p>\n<p>La sola via che conduce alla Conoscenza \u00e8 la purezza del cuore; questa sola permette l\u2019abitazione della Santa Trinit\u00e0 nell\u2019uomo. In questo modo Dio solo, e con lui tutta la creazione, viene conosciuto senza essere schematizzato. Colui che \u201c\u00c8\u201d si fa conoscere senza diventare comprensibile. Egli si fa conoscere senza con ci\u00f2 sminuirsi per essere contenuto nei limiti soffocanti del pensiero umano. Cos\u00ec l\u2019intelletto umano, vivente e informale, entra in contatto col Dio vivente e informale.<\/p>\n<p>La Conoscenza \u00e8 il contatto vivente del reciproco amore tra l\u2019uomo, il suo Creatore e la sua Creazione.<br \/>\nL\u2019esperienza della conoscenza \u00e8 un qualcosa che non \u00e8 possibile esprimere con parole umane. Quando l\u2019Apostolo Paolo giunse alla conoscenza, disse di aver udito parole ineffabili, cose che l\u2019uomo non poteva esprimere.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 la profondissima teologia cristiana: inesprimibile. I dogmi sono delle formulazioni ausiliarie, non sono la conoscenza reale; sono solo guide e parapetti. Si pu\u00f2 possedere la Conoscenza senza conoscere i dogmi, cosi come si pu\u00f2 ugualmente conoscere tutti i dogmi e ammetterli senza per questo possedere la Conoscenza. \u00c8 per questa ragione che, al di l\u00e0 della teologia catafatica o positiva, i Padri hanno posto il profondo mistero della teologia apofatica o negativa, nella quale non vi \u00e8 posto per nessuna defi\u00adnizione, l\u2019intelligenza tace immobile, il cuore apre le sue porte per accogliere il Grande Visitatore \u201cche sta sulla porta e bussa\u201d e l\u2019intelletto vede Colui che \u201c\u00c8\u201d.<\/p>\n<p>Nessuno pensi che tutto ci\u00f2 sia vero solo per la conoscenza soprannaturale che \u00e8 in realt\u00e0 un movimento di Dio verso l\u2019uomo.<br \/>\nL\u2019uomo non pu\u00f2 conoscere nulla con la logica e non pu\u00f2 essere sicuro di nulla, n\u00e9 di se stesso, n\u00e9 del mondo, n\u00e9 delle cose normali e quotidiane.<br \/>\nChi mai aspettava in verit\u00e0 il sillogismo di Cartesio, \u201cPenso, dunque sono\u201d per assicurarsi di esistere veramente? Chi aspettava che i filosofi gli provassero che il mondo circostante era reale per crederci? D\u2019altra parte una prova del genere non \u00e8 mai stata fornita n\u00e9 lo sar\u00e0 mai e tutti coloro che si occupano di filosofia lo sanno bene. Mai nessuno ha potuto veramente dimostrare con la logica che sia noi stessi sia i nostri pensieri ed il mondo che ci circonda non siano immaginari e fantasmatici. Anche se qualcuno lo dimostrasse logicamente &#8211; cosa impossibile &#8211; la dimostrazione logica non convincerebbe nessuno.<\/p>\n<p>Se noi siamo certi di esistere, se siamo certi che i nostri amici non sono dei prolungamenti di noi stessi, ma che esistono realmente, noi non dobbiamo ci\u00f2 alle dimostrazioni dei filosofi, ma alla conoscenza interiore, a un senso interiore che senza sillogismi e senza dimostrazioni ci assicura di ogni cosa.<br \/>\nLa conoscenza naturale, la conoscenza del cuore e non del cervello, \u00e8 il fondamento solido di ogni pensiero. Su di essa la logica pu\u00f2 costruire senza temere la demolizione, senza di essa la logica costruisce sulla sabbia.<\/p>\n<p>Questa conoscenza naturale conduce l\u2019uomo sulla via del Vangelo che lo fa discernere fra la verit\u00e0 e la menzogna, fra il bene ed il male. Da essa sono costituiti i primi gradini che elevano l\u2019uomo fino al trono di Dio. Quando l\u2019uomo nella sua libera volont\u00e0 ha percorso questi primi passi della conoscenza naturale, allora Dio si china su di lui e gli rivela la conoscenza dei misteri celesti \u201cche l\u2019uomo non pu\u00f2 descrivere\u201d.<br \/>\nLa predicazione degli Apostoli e dei Padri, i profeti ed il Vangelo, le parole del Cristo stesso si rivolgono alla conoscenza naturale dell\u2019uomo; \u00e8 questo il campo dei dogmi, il campo della teologia positiva o catafatica; \u00e8 il presepio nel quale nasce la fede. L\u2019inizio della fede \u00e8 quando il cuore sente che in quel libretto che si chiama Vangelo, parla la verit\u00e0, e che nella tua chiesa ove si radunano degli uomini poveri, ma fedeli, Dio discende e dimora in mezzo a loro; \u00e8 ancora quando la paura ti invade perch\u00e9 la terra che calpesti \u00e8 stata stabilita dalla mano di Dio, perch\u00e9 il mare che tu contempli \u00e8 grande e vasto, perch\u00e9 tu cammini, perch\u00e9 tu respiri, quando cominciano dai tuoi occhi a sgorgare le lacrime, le lacrime del pentimento, le lacrime dell\u2019amore, le lacrime della gioia e allorquando tu senti le prime carezze degli ineffabili misteri.<\/p>\n<p>La conoscenza naturale si trova in tutti gli uomini, ma non in tutti essa \u00e8 pura. La brama del piacere ha la forza di oscurarla, le passioni sono come una nebbia, ecco perch\u00e9 pochi uomini trovano il cammino della Verit\u00e0. Quanti si sono smarriti nel dedalo della filosofia mentre cercavano quel po\u2019 di luce che non vedranno mai?<\/p>\n<p>In questo dedalo non ha pi\u00f9 nessuna importanza l\u2019essere cristiani o atei, protestanti o cattolici, platonici o aristotelici. C\u2019\u00e8 un punto comune in tutti gli uomini: l\u2019oscurit\u00e0. Colui che si inoltra nell\u2019antro del razionalismo cessa di vedere. Quale che sia il suo vestito, assume lo stesso colore oscuro. Quando discutono, si comprendono benissimo l\u2019un con l\u2019altro, perch\u00e9 tutti usano le stesse definizioni: quelle del l\u2019oscurit\u00e0. E\u2019 loro inoltre impossibile comprendere coloro che si trovano fuori dal dedalo e vedono la luce. Tutto ci\u00f2 che possono dire coloro che ne sono fuori, essi lo vagliano secondo le definizioni che hanno imparato, e non vedono in che cosa questi le possono sorpassare.<\/p>\n<h4>2. I tremendi misteri<\/h4>\n<p>La discussione tra l\u2019ateismo ed il cattolicesimo \u00e8 possibile, perch\u00e9 essi discutono sullo stesso piano filosofico con argomenti dello stesso genere. Al contrario la discussione tra l\u2019ateismo e l\u2019Ortodossia \u00e8 impossibile perch\u00e9 l\u2019Ortodossia parla un linguaggio totalmente incomprensibile all\u2019ateismo. L\u2019Ortodossia certamente comprende molto bene il linguaggio dell\u2019ateismo, ma se essa si servisse di questo linguaggio, cesserebbe di essere l\u2019Ortodossia.<\/p>\n<p>Prendiamo ad esempio la discussione sull\u2019uomo. Il cattolicesimo afferma che l\u2019uomo \u00e8 composto di anima e di corpo. L\u2019ateismo non ammette l\u2019esistenza dell\u2019anima e insegna che l\u2019uomo \u00e8 solo corpo. Questa negazione \u00e8 una risposta alla concezione cattolica dell\u2019uomo.<br \/>\nNel loro sforzo per esprimere in un semplice schema il profondo mistero della natura umana, i cattolici hanno preso a prestito i concetti filosofici greci di anima e di corpo che erano mirabilmente schematici, e hanno definito l\u2019anima ed il corpo in modo che questi due concetti fossero perfettamente comprensibili. Come gli antichi, essi hanno descritto l\u2019anima come un\u2019entit\u00e0 indipendente ed autoesistente, come la parte assolutamente primaria dell\u2019uomo e hanno deprezzato il corpo al livello di un peso inutile che, come credevano i greci antichi, imprigiona l\u2019anima e non la lascia sviluppare liberamente.<\/p>\n<p>Il mistero dell\u2019essere umano fu dunque ridotto al livello semplicistico delle definizioni filosofiche nel quale l\u2019Ateismo lo doveva trovare e lo doveva cominciare a discutere perch\u00e9 anch\u2019esso si muove al livello delle definizioni filosofiche. Cos\u00ec \u00e8 cominciata una diatriba interminabile di argomentazioni filosofico-scientifiche che continuer\u00e0 fino alla fine del mondo ovviamente senza poter provare nulla dato che la dimostrazione viene cercata nel cerchio della logica pura e non nei temi che la superano; l\u2019importanza pertanto di questa diatriba \u00e8 del tutto secondaria perch\u00e9 da sola essa non pu\u00f2 condurre n\u00e9 alla conoscenza n\u00e9 alla certezza.<\/p>\n<p>Come avrebbe potuto l\u2019Ortodossia partecipare ad una discussione del genere di un ingenuit\u00e0 bambinesca senza anch\u2019essa cadere allo stesso livello semplicistico? L\u2019Ortodossia si rifiuta di definire filosoficamente la natura umana, il corpo e l\u2019anima. Essa sa molto bene che l\u2019uomo non \u00e8 solo quello che appare; sa inoltre molto bene di non poter descrivere e definire l\u2019anima, di non poter considerare il corpo e la materia come cose comprensibili per il cervello umano. Questo, anche se analizzasse il pi\u00f9 possibile gli esseri, avrebbe un bel cercare di farlo, perch\u00e9 non potr\u00e0 studiare null\u2019altro se non gli schemi che il cervello stesso avr\u00e0 fabbricato e non la vera essenza di essi. Ecco che cosa dice dell\u2019uomo San Gregorio Nisseno: \u201cLa creazione dell\u2019uomo mi appare come un qualcosa di tremendo e di molto difficile da spiegare, perch\u00e9 essa riassume in s\u00e9 tanti misteri e tanti segreti di Dio\u201d.<br \/>\nL\u2019Ortodossia utilizza i termini \u201ccorpo\u201d, \u201canima\u201d, \u201ccarne\u201d, \u201cmateria\u201d, \u201cspirito\u201d senza intendere sempre, con la stessa parola, le stesse cose. Essa utilizza i termini del lessico umano perch\u00e9 deve esprimersi. Non permette per\u00f2 mai di racchiudere, negli stretti limiti di un concetto umano, tutto quel mistero che gli angeli stessi non possono comprendere, non di pi\u00f9 di quanto essa accetti di racchiudere l\u2019uomo nei compartimenti stagni del corpo e dell\u2019anima n\u00e9 come certi eretici moderni di corpo, anima e spirito. L\u2019Ortodossia non d\u00e0 assolutamente alla carne un valore vile, ma spesso parla della carne come se fosse tutta la natura umana; \u201ce il verbo si \u00e8 fatto carne\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Ortodossia \u00e8 vita vissuta, un seguito di contatti ontologici e non un seguito di ragionamenti umani. Essa ha alcuni suoi propri ragionamenti, che sono pi\u00f9 che logici, ma che sono soltanto ausiliari. I suoi fondamenti non sono fondamenti fatti di sillogismi e di teoremi filosofici, ma esperienze dell\u2019azione divina nei cuori puri dei santi. Come pu\u00f2 allora l\u2019ateismo discutere con essa?<\/p>\n<h4>3. La Luce<\/h4>\n<p>Tuttavia si sono visti degli \u201cortodossi\u201d discutere con l&#8217;ateismo e con la filosofia. Dei saggi di diverse organizzazioni religiose del nostro paese (la Grecia N.d.T.) si sforzano da anni di dimostrare che \u201cla scienza ammette l&#8217;esistenza di Dio\u201d, ma ci\u00f2 che hanno dimostrato con tutte le loro discussioni \u00e8 il loro attaccamento alla scienza e alla filosofia e la loro grande ignoranza dell&#8217;Ortodossia. Esempi viventi dell&#8217;europeizzazione del nostro paese, essi non hanno voluto n\u00e9 potuto attingere nell&#8217;Ortodossia la forza di ridurre al silenzio ogni filosofare e sono rimasti, malgrado la loro ortodossia teorica, degli occidentali puri.<\/p>\n<p>L&#8217;Ortodossia ha la forza di dimostrare logicamente ai filosofi che la filosofia, se vuol restare logica con la ragione come unica risorsa, non pu\u00f2 finire che nell&#8217;agnosticismo, cio\u00e8 nella negazione di ogni conoscenza. Ogni altro suo argomentare \u00e8 assurdo e, bench\u00e9 possa apparire logico, nondimeno \u00e8 fondato sul l&#8217;immaginazione.<br \/>\nPer la conoscenza non vi \u00e8 che una strada, quella tracciata da Dio nel corso dei secoli, che non \u00e8 una strada fatta di ragionamenti, ma di vita. La verit\u00e0 non \u00e8 un sistema di teorie filosofi che, ma una Persona: \u201cIo sono la Via, la verit\u00e0 e la vita\u201d.<\/p>\n<p>Per percorrere questa via, non basta dire che crediamo e che siamo cristiani: \u201cNon chi dice: Signore! Signore!, entrer\u00e0 nel regno dei cieli.\u201d Un&#8217;altra cosa \u00e8 necessaria: la lotta di tutta la vita del cristiano per raggiungere la purezza del cuore che lo rende degno di ricevere l&#8217;illuminazione dello Spirito Santo. A raggiungere questa purezza di cuore, il cui scopo \u00e8 di far abitare nell&#8217;uomo la Santa Trinit\u00e0 sono dedicate tutte le lotte morali ascetiche del cristianesimo. \u201cColui che mi ama custodir\u00e0 la mia parola e il Padre mio lo amer\u00e0 e noi verremo da lui e porremo la nostra casa in lui\u201d.<br \/>\nQuesto contatto diretto con la Santa Trinit\u00e0, questa unione con la divinit\u00e0, questa visione di Dio \u00e8 la Conoscenza. Questa sola illumina l&#8217;uomo; questa sola gli fa comprendere Dio e la sua creatura; questa sola gli fa penetrare le ragioni degli esseri e gli insegna che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo al di l\u00e0 delle apparenze e ben lungi dalle definizioni filosofiche.<\/p>\n<p>Di fronte a questa Conoscenza che cosa possono dire i filosofi e gli atei? Negarla? Non possono farlo. Il cieco che non ha mai visto la luce, pu\u00f2 certamente negare l&#8217;esistenza della luce, ma la sua negazione non preoccuper\u00e0 nessuno di coloro che vedono.<br \/>\nColui che vede non pu\u00f2 provare al cieco l&#8217;esistenza della luce. Se il cieco \u00e8 ben disposto, creder\u00e0 a colui che vede e andr\u00e0 di corsa a prostrarsi davanti al Cristo e a pregarlo di dargli la Sua luce. Se non gli crede, rester\u00e0 cieco per sempre e nessuno gli potr\u00e0 far misurare l&#8217;immensit\u00e0 della sua miseria.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il rapporto dell&#8217;Ortodossia con i filosofi, il rapporto che ci pu\u00f2 essere tra un vedente e un cieco. Colui che vede non pu\u00f2 discutere con dei ciechi della bellezza del mondo, dei colori, della luce; allo stessa modo l&#8217;Ortodossia non pu\u00f2 discutere con i filosofi sulla magnificenza della Conoscenza.<br \/>\nLa Conoscenza \u00e8 qualcosa che si deve gustare per sentirla. Senza immagini adeguate, non si pu\u00f2 n\u00e9 parlare n\u00e9 trasmettere ci\u00f2 che si vuole dire. Allora deve essere interrotto ogni dialogo tra Ortodossi e razionalisti? No di certo. Il dialogo deve continuare perch\u00e9 ciechi e vedenti vivono insieme. I ciechi parleranno sempre da ciechi. Ci\u00f2 che importa invece \u00e8 che i vedenti non parlino come i ciechi affinch\u00e9 i ciechi scoprano la loro cecit\u00e0. Coloro che vedono devono continuare a parlare da vedenti, anche se non possono essere compresi. Potranno almeno comprendersi tra loro e forse chiss\u00e0 certi ciechi ascoltandoli scopriranno che senza gli occhi non si pu\u00f2 conoscere la luce.<\/p>\n<h4>4. La Salvezza<\/h4>\n<p>Un buon numero di \u201cortodossi\u201d, ciechi in mezzo ad altri ciechi, prendono parte con gioia alle discussioni tra cattolici e protestanti.<br \/>\nPrendiamo ad esempio le discussioni sulla giustificazione: l&#8217;uomo \u00e8 salvato dalla fede o dalle buone opere?<br \/>\nI cattolici insegnano che l&#8217;uomo \u00e8 salvato dalla quantit\u00e0 e dalla qualit\u00e0 delle buone opere che presenter\u00e0 alla fine della sua vita. Ci fu anche un tempo in cui i Papi proclamavano che le buone opere dei santi superavano il numero necessario alla loro salvezza e che le ricompense per questi loro meriti, detti surrogatori, potevano essere date ai peccatori se, beninteso, questi ultimi avessero dato una contropartita.<\/p>\n<p>I protestanti, rigettando la tesi dei cattolici, insegnavano che le opere non avrebbero nessuna importanza perch\u00e9 \u201cl&#8217;uomo non \u00e8 giustificato dalle opere della Legge\u201d, e che solo la fede salverebbe l&#8217;uomo. Questa disputa continua fino ad oggi con un moltiplicarsi di argomenti che non convincono nessuno perch\u00e9 continuano a girare a mo&#8217; di \u201cgatto che si morde la coda\u201d, nel cerchio vizioso dei concetti puramente umani propri del razionalismo.<br \/>\nQual&#8217;\u00e8 la posizione degli \u201cortodossi\u201d di fronte a questa disputa degli occidentali ? Un sentimento di inferiorit\u00e0 e un senso di disorientamento regnano in questi nostri teologi che restano in ammirazione, quasi in estasi, davanti alla complessit\u00e0 dei sillogismi dei loro colleghi occidentali. Non sanno che dire e, nel loro intimo, rimproverano l&#8217;Ortodossia perch\u00e9 non ha preso una posizione chiara su questo problema. Gli uni si alleano ai cattolici, sia pur con certe riserve, gli altri cercano di conciliare i due punti di vista. Gli Apostoli e i Padri non vengono in loro aiuto; sembra che si contraddicano fra di loro e anche con loro stessi. A che oscurit\u00e0 conduce il razionalismo! Come possono i razionalisti comprendere gli Apostoli e i Padri che non erano dei razionalisti e che hanno usato un linguaggio ben estraneo a costoro?<\/p>\n<p>Per i razionalisti la Sacra Scrittura che \u00e8 il libro pi\u00f9 semplice che esista al mondo, \u00e8 piena di contraddizioni. Per loro ogni parola, ogni espressione, non ha che un solo ed unico significato definito in anticipo. L&#8217;Apostolo Paolo ha ragione quando insegna che la giustificazione viene dalla fede o ha ragione l&#8217;Apostolo Giacomo che scrive ; \u201cChe giova, fratello mio, se tu dici di avere la Fede, ma non hai le opere? Pu\u00f2 la fede salvarti?&#8230; Anche i dem\u00f2ni credono e tremano.\u201d Molti teologi hanno definito l&#8217;epistola di Giacomo una \u201cfalla\u201d e la considerano indegna di essere enumerata tra i Libri del Nuovo Testamento, ma anche lo Stesso Apostolo Paolo sembra contraddirsi quando parla di una giustificazione per fede e di una in cui \u201cciascuno ricever\u00e0 secondo le sue opere\u201d. Da ci\u00f2 alcuni protestanti hanno cominciato a parlare di due \u201cgiustificazioni\u201d.<\/p>\n<p>Il pensiero degli Apostoli e dei Padri cos\u00ec chiaro e cos\u00ec semplice si trova oscurato come se si trovasse in una fitta nebbia, tra le mani dei teologi protestanti; costoro vogliono un Cristianesimo che sia un sistema di tipo filosofico; per loro ogni cosa deve essere al suo posto e bene ordinata. Nella ristrettezza del loro pensiero ogni antitesi \u00e8 una contraddizione, bench\u00e9 la realt\u00e0 sia piena di antitesi. Non \u00e8 che dopo aver accettato le antitesi cos\u00ec come sono e senza cercare di appianarle, che ci si avvicina alla verit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli ortodossi dovrebbero render gloria a Dio perch\u00e9 mai un tal problema si \u00e8 posto nella Chiesa Ortodossa. La disputa sulla giustificazione, che continua da secoli in Occidente, \u00e8 vuota di contenuto. La salvezza non \u00e8 la ricompensa per la fede, per un opera, per una cosa benfatta; la salvezza non \u00e8 una ricompensa pi\u00f9 di quanto la perdizione non \u00e8 una punizione. Questa concezione, come tutte le concezioni razionaliste \u00e8 a misura umana; \u00e8 il prolungamento nel mondo spirituale di ci\u00f2 che accade nella vita quotidiana degli uomini, nella societ\u00e0 nella quale una parola buona o un&#8217;opera buona sono ricompensate e una parola cattiva o un&#8217;opera cattiva sono punite dalle leggi decretate dagli uomini.<\/p>\n<p>Come i greci dell&#8217;antichit\u00e0, gli occidentali hanno costruito un Dio a immagine dell&#8217;uomo. Lo vedono come un giudice che condanna e punisce secondo delle leggi vigenti, ma la giustizia di Dio non ha un senso vendicatore e giuridico. Dio non punisce per soddisfare la sua Giustizia; questa \u00e8 una dottrina anticristiana. Dio non punisce nessuno, non fa altro che istruire, come un padre che castiga i suoi figli per educarli; anche la Geenna non \u00e8 un luogo di punizione, ma un luogo di esilio volontario lontano dalla presenza di Dio; \u00e8 uno stato di cecit\u00e0 volontaria, un luogo che non riceve mai i raggi del Sole. Dio \u00e8 Giusto, cio\u00e8 Buono, ecco perch\u00e9 non sta vicino agli ingiusti cio\u00e8 ai cattivi, non perch\u00e9 non vuole avvicinarsi a dei peccatori, ma perch\u00e9 i cattivi deviano dalla Giustizia di Dio e non vogliono alcun contatto con Lui. \u201cNon \u00e8 Dio che odia, siamo noi che odiamo. Dio non odia mai.\u201d dice san Giovanni Crisostomo.<\/p>\n<p>La salvezza, come la conoscenza, \u00e8 una questione di rapporti con Dio. Le opere, la fede, le virt\u00f9 e i dolori aprono al Signore la porta del nostro cuore. A procurare la salvezza non sono le opere, la fede, le virt\u00f9 o le sofferenze e nemmeno tutte queste cose insieme, perch\u00e9 non si pu\u00f2 avere tutto questo e non gustare le caparre dello Spirito, non avere dimorante in noi la Santa Trinit\u00e0. La salvezza, come la conoscenza, \u00e8 l\u2019uomo reso vivo dalla grazia di Dio, \u00e8 la visione di Dio di cui i cuori puri sono degni gi\u00e0 dalla vita presente secondo la misura della loro purezza e non la ricompensa forzata delle pene e delle fatiche che forse non hanno del tutto purificato il cuore, n\u00e9 il coronamento di una fede intellettuale che pu\u00f2 non aver cambiato la vita dell&#8217;uomo.<\/p>\n<h4>5. Il Grande Abisso<\/h4>\n<p>Il cattolicesimo, il protestantesimo e l\u2019ateismo, come d\u2019altronde tutte le filosofie, parlano la stessa lingua; l\u2019uno comprende gli argomenti dell\u2019altro e, malgrado ogni loro discordanza, si comprendono tra loro. Un grande abisso separa l\u2019Ortodossia da tutti questi sistemi perch\u00e9 \u00e8 da questi differente nella sua essenza.<br \/>\nTutte le cattive opinioni dell\u2019Occidente e l\u2019inaridimento della sua spiritualit\u00e0 hanno avuto per conseguenza fondamentale il razionalismo. Gli Europei giudicano le cose celesti con misure terrestri e vivono la religione nelle prospettive e con i criteri di questa vita. Si potrebbero moltiplicare gli esempi e riempirne libri interi, ma i due esempi che abbiamo dato sono sufficienti per comprendere che la differenza tra la Chiesa Ortodossa e le Chiese occidentali non \u00e8 una differenza di caratteristiche, ma di natura.<\/p>\n<p>Anche supponendo negli occidentali le migliori disposizioni per accostarsi all\u2019Ortodossia e viverla, queste disposizioni non sono sufficienti per renderli capaci di sentire e di vivere l\u2019Ortodossia. Tanti anni di apostasia non sono passati senza lasciare tracce nelle anime; l\u2019impronta \u00e8 cos\u00ec profonda che non pu\u00f2 essere cancellata se non in cuori umili e solo dalla grazia di Dio&#8230; Molti hanno preso il nome di ortodossi in questi ultimi tempi in Europa e sono stati crismati con il Santo Crisma della Chiesa Ortodossa, ma pochi lo sono diventati veramente. La maggior parte di essi hanno abbracciato l\u2019Ortodossia gnoseologicamente, posseduti dalla ricchezza delle conoscenze che questa loro offriva e sedotti da un aspetto del cristianesimo visto per la prima volta che veniva a colmare l\u2019abisso scavato nel loro cervello dal cristianesimo ristretto dell\u2019Occidente. Ma anche prima di essersi comunicati, prima di aver pianto i loro peccati, prima anche di aver domandato nel silenzio e nell\u2019ascosi la grazia del Cristo, hanno considerato un dovere imperioso insegnare l\u2019Ortodossia agli ortodossi. Scandalizzati dall\u2019ignoranza degli ortodossi nelle questioni teoriche in cui essi eccellono, hanno disprezzato il popolo ortodosso che vive naturalmente l\u2019Ortodossia dei suoi Padri ed \u00e8 pronto a morire per essa. Dio per\u00f2 non abita nel cuore degli orgogliosi. La loro -formazione teorica non li ha custoditi dallo smarrirsi e sono ritornati alle loro primitive usanze.<\/p>\n<p>Per comprendere i Santi ed i Padri della Chiesa, non \u00e8 sufficiente leggerli. I Santi hanno parlato e scritto dopo aver vissuto i misteri di Dio dei quali avevano un\u2019esperienza personale. Per comprendere i Santi e i Padri, bisogna aver raggiunto personalmente con il proprio gusto, il proprio olfatto, la propria vista un certo grado di iniziazione ai misteri divini.<\/p>\n<p>Si possono leggere i libri dei Santi, si pu\u00f2 essere formati intellettualmente da essi, senza con ci\u00f2 aver gustato, nemmeno minimamente, quanto essi hanno gustato prima di scrivere la loro esperienza. Per comprendere nella sostanza e non intellettualmente i Santi bisogna aver gustato e vissuto nell\u2019ambiente ricco dell\u2019Ortodossia, essere cresciuti in esso, aver gustato l\u2019ascesi, il dolore e lo sforzo mirato alla perfezione cristiana. Ci si deve abbassare profondamente per superare la porta bassa e stretta che conduce al Regno dei cieli, umiliarsi, scaricarsi dei fardelli dei beni di questo mondo, staccare il proprio cuore da tutto ci\u00f2 che gli uomini considerano grande e degno di interesse, aver versato le lacrime del pentimento per la vanit\u00e0 in cui si \u00e8 vissuti, le lacrime della supplica ardente al Signore perch\u00e9 ci tiri fuori dalle tenebre e ci faccia discendere nel cuore il raggio dello Spirito.<\/p>\n<p>Ci vuole tutta una creazione del mondo nel cuore per poter sentire almeno in piccola misura l\u2019Ortodossia. Come \u00e8 possibile umiliarsi e diventare semplici come fanciulli quando, gi\u00e0 dalla culla, si \u00e8 respirata l\u2019aria arida del razionalismo e adorata come un idolo l\u2019intelligenza umana? Come \u00e8 possibile evitare gli scogli del turbamento quando si \u00e8 appreso, gi\u00e0 dall\u2019infanzia, a correre dietro a ci\u00f2 che gli uomini chiamano \u201cgrande\u201d, dietro a ci\u00f2 che \u00e8 un \u201cabominio davanti a Dio\u201d, quando si \u00e8 imparato a guardare come gli \u201cadoratori dell\u2019ombelico\u201d il ritorno dell\u2019uomo all\u2019interno di se stesso?<br \/>\nChe cosa hanno fatto in realt\u00e0 il cattolicesimo ed il protestantesimo per proteggere il mondo dal turbine senza -fine che lo sta trascinando? Non \u00e8 stata forse la religione dell\u2019Occidente che ha spinto gli uomini a correre affannati verso ci\u00f2 che il Cristo chiama vanit\u00e0? Il monachesimo che \u00e8 il cuore della religione, \u00e8 stato soppresso o cambiato in \u201cordini\u201d attivi, l\u2019azione ed il pensiero dei quali hanno per missione di servire il benessere terreno degli uomini e la conoscenza secondo le regole di questo mondo \u201cproclamata folle da Dio\u201d. L\u2019Occidente ha fatto della politica un campo di azione \u201ccristiana\u201d influenzando di conseguenza i regni e versando sangue per guadagnare potenza e denaro. Ha utilizzato le \u201cmissioni\u201d come un\u2019esca per sottomettere le genti di colore all\u2019inumana dominazione dell\u2019Europa. Ha cercato il \u201ccomfort\u201d ed il benessere e ha insegnato che la ricchezza \u00e8 un dono di Dio. Si \u00e8 dato alla dottrina cristiana uno scopo di utilit\u00e0 sociale facendo credere agli uomini che il Cristo \u00e8 stato un maestro di morale che si interessava soprattutto al buon funzionamento della societ\u00e0 e che la Chiesa \u00e8 la custode per eccellenza delle leggi umane e la teorizzatrice dell\u2019organizzazione politica. Si \u00e8 creato un modello di cristiano fariseo, di cittadino buono e fedele, che ha l\u2019impressione di aver raggiunto la perfezione per il fatto di non aver nuociuto a nessuno e per aver dato del denaro alle opere di beneficenza. Come pu\u00f2 una civilt\u00e0 governata dalla ricerca del benessere umano, caratterizzata dall\u2019orgoglio luciferino per gli \u201cexploits\u201d della propria scienza, produrre degli uomini umili, degli uomini che sospirano con dolore e lacrime alla luce celeste?<\/p>\n<p>Come pu\u00f2 una civilt\u00e0 in perenne movimento, rivolta verso l\u2019esteriore, dare degli uomini chini verso le profondit\u00e0 del loro cuore per trovare, nel silenzio e nell\u2019immobilit\u00e0 del loro \u201ctesoro\u201d, la \u201cperla preziosa\u201d, ci\u00f2 che sarebbe un miracolo raro e incommensurabile.<br \/>\nSe per un individuo \u00e8 difficile gustare l\u2019Ortodossia, come potranno gustarla la Chiesa Cattolica o le Chiese Protestanti messe insieme? La grande maggioranza degli Occidentali giunge a ignorare persino l\u2019esistenza dell\u2019Ortodossia. Com\u2019\u00e8 allora possibile che in seguito ad una o pi\u00f9 conferenze di rappresentanti di diverse chiese, dei gruppi d\u2019anime, da secoli nella oscurit\u00e0, ritornino alla verit\u00e0?<br \/>\nTutti coloro che parlano di unione delle Chiese si comportano come dei politici o dei capi di Stato che conducono le masse alla guerra o alla pace, dimenticando che non si va al Cristo e alla sua Chiesa come masse, ma come persone libere&#8230;<br \/>\nL\u2019Ortodossia non \u00e8 soltanto una serie di dogmi n\u00e9 un insieme di usanze, ma qualcosa di pi\u00f9 profondo e di pi\u00f9 sostanziale; \u00e8 un orientamento di vita e di pensiero, un soffio, il soffio della tradizione che non si riceve coi libri, ma che si trasmette da un essere vivente a un altro essere vivente, di padre in figlio, di madre in figlia, da fratello a fratello, da amico ad amico, da prete a prete, da monaco a monaco, da padre spirituale a figlio spirituale, non tramite l\u2019inchiostro e la carta, ma da bocca a bocca, da anima ad anima, nella pratica misterica della Chiesa, nell\u2019atmosfera dello Spirito Santo, col tempo, pian piano, secondo la lentezza della crescita di un organismo.<\/p>\n<p>Coloro che parlano di \u201cunione\u201d non sono degli ingenui. Sanno molto bene che i cattolici e i protestanti non diventeranno in massa ortodossi, ma ci\u00f2 non li preoccupa; non si interessano del ritorno delle pecorelle smarrite dall\u2019ovile del Cristo; speculano piuttosto su di un compromesso e si contenteranno di un accordo formale; d\u2019altra parte da molto tempo, essi hanno cessato di essere ortodossi. Essi non si interessano per nulla alla Verit\u00e0, n\u00e9 alla vita in Cristo. In essi agisce gi\u00e0 il mistero dell\u2019Anticristo e non mutano fino a che questo non sia compiuto!<\/p>\n<h4>6. Il declino<\/h4>\n<p>Povero popolo ortodosso! Tu che hai dato tanti Padri e tanti santi alla Chiesa del Cristo, tu che hai illuminato tanti popoli barbari e ne hai fatto dei figli di Dio, Tu che hai irrigato delle rocce con le lagrime della contrizione e dell\u2019umilt\u00e0 e hai piantato su di esse il giardino dell\u2019Ortodossia, tu che con le tue preghiere hai -fatto camminare Dio sulla terra, come puoi rivolgere il tuo sguardo verso l\u2019occidente dove il sole non si leva mai, e cadere servilmente sulle ginocchia per adorare, o vecchio servitore di Dio, l\u2019idolo del \u201cPortatore dell\u2019aurora\u201d?<br \/>\nI prodigi e le imprese del progresso ti hanno fatto sbigottire ed eccoti pronto a prosternarti per adorare questa statua di legno dorata ma vuota? Non vedi le tenebre che si nascondono dietro la pirotecnica? Non vedi la disperazione della morte nascosta sotto il suo sorriso artificioso? Non vedi la povert\u00e0 sotto l\u2019apparente opulenza? Che cosa invidi? La potenza papale? Ma allora la potenza di Dio che ha conservata inalterata la tua fede fino ad oggi, l\u2019hai forse dimenticata?<\/p>\n<p>Cosa desideri? La conoscenza? Certo, la conoscenza tu devi desiderarla, perch\u00e9 essa ha cominciato a mancarti, a mancarti pericolosamente. Ma l\u00e0 dove tu la cerchi, la conoscenza non esiste. L\u00e0 ci sono solo dei succedanei della conoscenza e cio\u00e8 .quelle filosofie e quelle teologie scientifiche che hanno riempito il tuo stomaco senza nutrirti perch\u00e9 non portano in s\u00e9 la vita, sono lettere morte, sono lo studio dell\u2019ombra degli esseri e non lo studio di Dio e della sua creazione, sono lo studio dell\u2019idea che ci si fa di Dio e della sua creatura, lo studio degli schemi concepiti dal nostro intelletto.<br \/>\nSe tu hai desiderato il benessere, sedotto dalle promesse e dai piaceri dell\u2019Europa, vacci allora; essa ti dar\u00e0 senz\u2019altro le comodit\u00e0 e i piaceri e con questi il vuoto e la morte, la morte che essa gusta oggi.<\/p>\n<h4>7. La cima della torre<\/h4>\n<p>Non ci stiamo sbagliando. Il popolo ellenico, come d\u2019altronde gli altri popoli, sta facendo la sua strada e questa sar\u00e0 quella della massa. La strada della massa \u00e8 sempre pi\u00f9 facile e conduce sempre al far niente e al piacere. Avremo un bel dire e fare, non otterremo niente, al punto in cui si trova il mondo il male \u00e8 irreversibile.<br \/>\nLa cosa pi\u00f9 tragica \u00e8 che il male \u2022finisce con l\u2019essere considerato bene agli occhi degli uomini. La condanna che non \u00e8 imposta da Dio, ma che l\u2019uomo sceglie da solo, non sar\u00e0 un disastro o una catastrofe, come si pensa. La morte del corpo sarebbe stata un male minore per l\u2019umanit\u00e0. Ci\u00f2 che sta per arrivare sar\u00e0 qualcosa di molto pi\u00f9 duro, di molto pi\u00f9 inumano di quanto ci si possa immaginare. Sar\u00e0 il capolavoro dell\u2019immaginazione diabolica, il pi\u00f9 grande scherno mai visto fino ad oggi. La catastrofe verso la quale l\u2019umanit\u00e0 si sta dirigendo, sembrer\u00e0 una grande realizzazione, sar\u00e0 la cima della torre di Babele, il punto culminante della vanit\u00e0 umana, il coronamento dell\u2019orgoglio degli uomini.<br \/>\nLa catastrofe sar\u00e0 il compimento dei desideri delle masse ove saranno passioni e vizi liberi senza ostacoli. Questo porter\u00e0 il vuoto perfetto del cuore e cio\u00e8 la morte spirituale ed eterna.<br \/>\nNel cuore degli uomini non ci sar\u00e0 pi\u00f9 posto per Dio. \u201cE perch\u00e9 l\u2019iniquit\u00e0 si sar\u00e0 moltiplicata, la carit\u00e0 dei pi\u00f9 si raffredder\u00e0\u201d (Matteo 24, 12). La sorgente della vita non avr\u00e0 pi\u00f9 posto nella massa degli uomini. Il Vangelo sar\u00e0 stato predicato a tutta l\u2019umanit\u00e0 come \u201ctestimonianza in mezzo agli uomini\u201d. Tutti l\u2019avranno ascoltato e quasi tutti l\u2019avranno rigettato.<br \/>\nNel lusso delle citt\u00e0, in mezzo alle invenzioni del cervello umano, segni e prodigi dell\u2019Anticristo, circoleranno degli esseri umani senza vita, dei morti che crederanno di vivere la vita pi\u00f9 intensa che mai ci sia stata, ma che in verit\u00e0 morderanno con -furore la propria carne&#8230;<\/p>\n<h4>8. Il progresso<\/h4>\n<p>Che rapporto ha il cristianesimo con il progresso? Quale rapporto pu\u00f2 avere la religione che dice: \u201cNon abbiamo citt\u00e0 permanente quaggi\u00f9, ma attendiamo quella che deve venire\u201d, con il progresso che \u00e8 lo sforzo degli uomini per installarsi il pi\u00f9 confortevolmente possibile nella citt\u00e0 terrestre?<br \/>\nSe si presta per\u00f2 attenzione alle dichiarazioni e alle aspirazioni della maggioranza dei \u201ccristiani\u201d, si scoprir\u00e0 che ci\u00f2 che essi desiderano non \u00e8 tanto la gloria di Dio e della Chiesa, quanto quella del progresso.<\/p>\n<p>Il mondo ama questi \u201c cristiani\u201d e li accoglie perch\u00e9 hanno le stesse ambizioni, Gli altri, tutti quelli che parlano di monachesimo, di ascesi, di preghiera, il cui pane quotidiano \u00e8 lo sguardo fisso sulla citt\u00e0 futura, il mondo li odia perch\u00e9 sa che non sono suoi. Il mondo qualifica i primi come \u201cveri uomini religiosi\u201d, i secondi li chiama \u201cbigotti\u201d, \u201cfanatici\u201d, \u201cnegatori della vita\u201d.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una stupefacente somiglianza di vedute tra gli \u201cortodossi\u201d che parlano di progresso e i papisti: stessa mentalit\u00e0, stesse ambizioni, stessa indifferenza verso la Verit\u00e0 e la vita mistica. Il loro \u201ccristianesimo\u201d \u00e8 una copertura, una teoria cosmologica per riempire il loro vuoto e rendere pi\u00f9 confortevole la vita terrestre.<\/p>\n<p>Di questi \u201ccristiani\u201d ce ne sar\u00e0 sempre, pronti in ogni momento al compromesso per avere la massa con loro.<br \/>\nSono ottimisti circa l\u2019avvenire dell\u2019umanit\u00e0 e hanno ragione; gli uni e gli altri lavorano per l\u2019edificazione del progresso che si costruisce ogni giorno e sempre meglio con loro grande gioia. Sar\u00e0 una civilt\u00e0 che rispetter\u00e0 i valori, perch\u00e9 non ci potr\u00e0 mai essere una civilt\u00e0 senza valori in quanto questi sono preziosi per la civilt\u00e0. Soltanto per\u00f2, dei valori non potranno impedire alla morte di riempire i cuori degli uomini, perch\u00e9 i valori sono dei sacrifici offerti all\u2019idolo \u201cuomo\u201d e non un culto reso a Dio.<\/p>\n<h4>9. La via stretta<\/h4>\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 scritto qui non \u00e8 rivolto al mondo n\u00e9 ai \u201ccristiani\u201d, ma a qualche eletto che anch\u2019egli rischia di essere fuorviato fino alla fine dei tempi.<br \/>\nNelle organizzazioni cristiane, tra i cattolici e i protestanti, ci sono delle anime che desiderano veramente Dio e che aspirano alla citt\u00e0 eterna, ma il loro ambiente e i loro maestri non permettono loro di trovare la via che desidera il loro cuore&#8230; Che questi pochi eletti facciano attenzione, molta attenzione. Il diavolo non agisce sempre da diavolo; nella maggior parte dei casi si presenta come un angelo di luce. Predica un \u201ccristianesimo\u201d di poco differente dal vero e con questo inganno prende nei suoi lacci molti pi\u00f9 uomini di quanti potrebbe guadagnarsi scatenando un intero esercito di atei o di Diocleziani.<\/p>\n<p>Chiama i fedeli intolleranti, ristretti di mente, fanatici, formalisti e suscita in questo modo contro la Chiesa del Cristo la pi\u00f9 terribile delle persecuzioni. Gli uomini hanno pi\u00f9 paura degli epiteti che riducono il loro onore e la loro reputazione, che della spada dei persecutori. Troppo pochi sono quelli che hanno il coraggio di farsi trattare da imbecilli. Nel mondo d\u2019oggi per\u00f2 ogni vero cristiano non pu\u00f2 evitare di essere considerato un imbecille o un ristretto di mente. Pochi hanno inoltre il coraggio di considerare una tale prospettiva che rasenta il martirio. Ecco perch\u00e9 la maggior parte preferir\u00e0 sempre la via facile dei compromessi e affermer\u00e0 questo con fanatismo.<\/p>\n<p>Giammai i pagani hanno odiato i cristiani come fa oggi il mondo \u201ccristiano\u201d. La tolleranza formale inganna. Il mondo tollera solo i \u201ccristiani\u201d che camminano con esso, quelli che applicano un \u201ccristianesimo\u201d sociale e si curano di essere sempre \u201calla moda\u201d. Detesta invece coloro che rifiutano di alterare la loro fede. Questo odio del mondo \u00e8 un criterio per sapere se noi siamo dei veri cristiani. \u201cSe essi mi hanno odiato, odieranno anche voi\u201d.<\/p>\n<p align=\"right\">Tratto da \u201c<em>La Lumiere du Tabor<\/em>\u201d n. 14 \/ 1987<br \/>\nTraduzione di Daniele Umberto Gandini,<br \/>\npubblicata su <em>La Pietra<\/em> n.1 \/2001, pp. 18-38<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alexandros Kalomiros Alcune modeste riflessioni sull&#8217;unione delle Chiese Pubblichiamo un noto scritto del teologo greco Alexandros Kalomiros, tratto dalla sua opera Contro la falsa unione. 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