Archivio tag: Santo Sinodo

Messaggio Pasquale 2019

Chiesa dei veri Cristiani Ortodossi di Grecia
Il Santo Sinodo

La Discesa agli Inferi

Protoc. 2822

«Venite, prendete la Luce dalla Luce che non tramonta e glorificate il Cristo Risorto dai morti»
(Mattutino di Pasqua)

Cari Padri e Fratelli, figli nel Signore risorto,
in questa sublime Festa delle Feste e Solennità delle Solennità tutta inondata di Luce, il vincitore della morte, nostro Signore Gesù Cristo, ci concede la Luce senza tramonto della Resurrezione e della Vita. Ci invita gioiosamente, nella santa Chiesa, a non scoraggiarci, a non restare nelle gelide tenebre delle passioni e del peccato, ma ad accendere i nostri ceri alla Luce tangibile che scaturisce dal Suo Santissimo Sepolcro e soprattutto a ricevere nelle nostre anime l’illuminazione, partecipando con tutto il cuore alla Sua trionfante Resurrezione.
In altre parole, ci invita a lasciarci infondere dalla Luce che ha riempito tutta la creazione, il cielo, la terra e gli inferi, per illuminare anche la nostra interiorità con la Luce della Resurrezione:
«Oggi tutto è pieno di luce, il cielo, la terra e gli inferi» afferma con entusiasmo il santo Innografo. Poiché il nostro Sovrano, Cristo Risorto, ha colmato della Sua eterna e divina Luce anche il tenebroso Inferno dove Egli è disceso!
Perché? Perché, allorché un tempo, a causa del peccato, l’uomo giaceva nelle tenebre, il male dominava ovunque e noi eravamo consegnati alla schiavitù della morte tanto che il nostro nemico, il diavolo, «l’omicida» (Gv. 8, 44), era potente e si vantava di averci ingannato.
Ma il Cristo nostro Salvatore, la Vera Luce, ci ha riscattati da questa vergognosa schiavitù con la Sua morte senza peccato sulla Croce, e ci ha liberati da questa condizione insopportabile. Nella Sua immensa compassione per l’uomo e nel Suo ineffabile amore, ha assunto volontariamente la morte per discendere nel regno dell’Inferno e incontrare le anime incatenate dei morti delle ere passate. E là, ha ucciso l’Inferno con il bagliore della Sua Divinità, ha annientato il regno della morte e del peccato, ha abbattuto il nostro implacabile nemico, e come nuovo Adamo, ha portato la liberazione e la redenzione.
Il Nostro Signore pieno di bontà ha sopportato tutto, come scrive san Gregorio Teologo, «allo scopo di resuscitare la carne, assicurare la salvezza della Sua immagine e di rigenerare l’uomo» (Omelia VII, 23)
Per questo motivo, l’Apostolo Paolo, difendendosi davanti ai Giudei e ai Pagani, chiede: «perché vi pare incredibile che Dio risorga dai morti?» (Atti 26, 8) La Resurrezione per l’Apostolo è una certezza e una realtà tra le più evidenti, poiché, egli stesso, finché era Saulo il persecutore, si convertì alla fede quando fu illuminato da una Luce discesa dal cielo, più splendente del sole, e udì Gesù Risorto rimproverarlo di averLo perseguitato ma fu anche chiamato a risorgere lui stesso, per intraprendere la più grande e gloriosa missione, quella di «aprire gli occhi degli increduli, per ricondurli dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, affinché ricevano, per la fede in Me, il perdono dei peccati e una parte di eredità con quelli che sono stati santificati» (Atti 26, 18)
La fede nella Resurrezione vivificante di nostro Signore Gesù Cristo libera e illumina l’uomo, mentre l’incredulità e il peccato che ne è la conseguenza, lo asserviscono e lo colmano di tenebre.
Solo coloro che persistono «nelle opere cattive» (Col. 1, 21) dell’incredulità e dell’errore sono invasi dalle tenebre e diventano estranei a Dio, al punto di considerare il peccato come un bisogno naturale, come un fine e uno stile di vita, e di giungere ad una sua giustificazione, all’agnosticismo e all’ateismo.
Tuttavia è necessario sottolineare che anche i fedeli che cadono in peccati apparentemente insignificanti, ma li amano e li giustificano, divengono, secondo la definizione di San Basilio il Grande «infatuati dalle tenebre» privati della Luce e della Vita Eterna!

Figli nel Cristo Risorto,
Nella Chiesa di Cristo, per mezzo della fede ortodossa e delle buone opere, diveniamo «concittadini dei santi, membri della famiglia di Dio» (Ef. 2, 19), riceviamo la vita più alta, spirituale e carismatica e siamo «Luce nel Signore…Figli di luce» (Ef. 5, 8), figli della Resurrezione.
Questo dono ci sarà concesso fino alla fine e ci renderà degni dei beni divini e eterni, se partecipiamo alla Passione di Cristo, allo scopo di partecipare anche alla Resurrezione e alla deificazione, come, ispirato da un amore ardente per Cristo, ne esprime il desiderio San Gregorio Teologo: «Devo entrare nel sepolcro con Cristo, resuscitare con Cristo, divenire co-erede di Cristo, diventare figlio di Dio e dio io stesso».
Conseguentemente, i problemi e le difficoltà che incontriamo nella vita non devono farci paura né scoraggiarci. Non dobbiamo aver timore di lavorare con abnegazione al compimento delle virtù e dobbiamo dedicarci, con santo ardore e zelo gradito a Dio, a Cristo nostro Salvatore che ha sofferto ed è risorto per noi, alla preghiera, alla carità, alla continenza, alla speranza, alla mansuetudine, al perdono, alla misericordia, alla pazienza; e soprattutto alla partecipazione, nel pentimento, agli Immacolati Misteri. Senza cadere del tutto nell’inerzia o nella negligenza spirituale, considerandoci “arrivati”, compiuti e perfetti con sufficienza e vanto. Poiché siamo sempre dei debitori, «dei servi inutili» e «non abbiamo fatto altro che il nostro dovere» (Lc. 17, 10). Davanti a noi si aprono continuamente degli orizzonti luminosi e delle vette risplendenti di perfezione che ci chiamano a «essere in vista del premio della vocazione celeste di Dio in Cristo Gesù» (Fil. 3, 14)
Che la radiosa festività della Santa Pasqua su questa terra sia per noi un’anticipazione della divina Gloria e ineffabile illuminazione della Pasqua Celeste ed eterna. Amen!

Cristo è Risorto! È veramente Risorto!
L’Arcivescovo Kallinikos di Atene
e i membri del Santo Sinodo

Messaggio Pasquale 2018

Chiesa dei veri Cristiani Ortodossi di Grecia
Il Santo Sinodo

N° di Prot. 2698

Messaggio Pasquale 2018

“Non spaventarti; Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente.
Ero morto, e ora sono vivo per i secoli dei secoli”
(Apoc. I, 17-18)

 

Cari Padri e Fratelli, figli nel Signore risorto, Il nostro Signore cominciò la Sua predica chiamando alla Conversione, perché era arrivato il Suo “Regno” (Matt. IV, 23). Secondo il Suo comando, il Suo regno, ugualmente, predicavano i Suoi Santi Apostoli, e a noi raccomandò di chiederlo nella nostra preghiera: “che venga il Tuo Regno”.
Il Suo Regno è la Sua santa Chiesa che Lui ha guadagnata e riscattata con il Suo Sangue santissimo e santificata con lo Santo Spirito, essendo il Capo di Essa. La Chiesa Ortodossa continua l’opera salvifica del nostro Signore, predica la Verità divina e i fedeli vengono santificati nella loro lotta e nel loro cammino verso il Regno eterno del Dio Trinitario nei Cieli.
Il nostro Signore Gesù Cristo parlò dopo la Sua Risurrezione della fondazione e l’espansione della Sua Chiesa, ai Suoi Discepoli e Apostoli, “e apparve ad essi più volte, parlando del Regno di Dio” (Atti I, 3).

* * *

Attraverso la Chiesa fu rivelato al mondo “il mistero di Dio” (Apoc. X, 7), che giunse al suo apogeo sulla Croce, sul terribile Golgotha, quando il nostro Signore accettò volontariamente la morte la più infame, secondo i criteri umani, per vincere e distruggere definitivamente il diavolo, nostro nemico e donarci “la vita e l’incorruttibilità” con la Sua gloriosa Risurrezione.
L’immondo Satana fu ingannato: “Aveva preso un corpo, e si è trovato davanti a Dio. Aveva preso terra e ha incontrato il cielo. Aveva preso ciò che vedeva, ed è caduto su quel che non vedeva”, come afferma con voce sonora San Giovanni Crisostomo.
Cristo, all’interno della Sua Chiesa, ci dona guarigione e salvezza, tramite le sante Virtù e i santi Misteri, ma il diavolo e i suoi strumenti, gli infedeli e gli eretici, fanno una guerra senza pietà contro di Lei e contro i Suoi veri membri, per ostacolare o persino annullare la Sua opera salvifica. Questa guerra continuerà senza tregua fino al Secondo Avvento (del Signore), sempre più intensa; ma il Signore verrà, come trionfatore Forte e Potente, per portare la giusta restituzione e per chiarire completamente questo “mistero”. Assolutamente sicuro è il fatto che la vittoria definitiva appartiene a Lui e a coloro che sono con Lui. Per questo, Egli ci rianima e ci incoraggia, ripetendo con insistenza a ciascuno di noi: “Non spaventarti; Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente. Ero morto, e ora sono vivo per i secoli dei secoli” (Apoc. I, 17-18).

* * *

E noi, quali umili membri della nostra santa Chiesa Ortodossa, ci troviamo in una posizione particolarmente vantaggiosa in questo mondo: “noi siamo cittadini del cielo; è di là che aspettiamo il nostro Salvatore, il Signore Gesù Cristo” (Filip. III, 20). Noi, Cristiani Ortodossi, siamo legati attraverso i santi Misteri con il nostro Salvatore Che è nei Cieli, e aspettiamo che Lui ritorni come Giudice e Redentore. Non siamo come gli infedeli, i quali non si appoggiano sulla Verità, ma sulla loro forza terrestre; egli si ingannano in modo pietoso, pensando poter riuscire tutto da soli, come si immaginano, ottenebrati nel loro errore, nella loro menzogna e nella loro ingiustizia. Noi non siamo come le canne deboli e instabili, esposte al vortice dei venti di questo mondo e dei nostri persecutori infedeli. Abbiamo un Salvatore in Cielo, e anche degli Alleati invincibili, potentissimi e sempre pronti ad accorrere al nostro soccorso: la Tutta Santa Conduttrice di Schiere, gli Eserciti delle Forze Incorporee, i gloriosi Santi della nostra Fede! Loro possono intervenire, quando invochiamo con fede intensa la loro protezione in tutte le situazioni difficili.
E persino quando sembra che il Signore Risorto non interviene, allora dobbiamo sapere che ciò non è per debolezza o per indifferenza, ma perché così deve essere. Egli permette il forte aumento dell’iniquità e sembra che le forze dell’Anticristo vadano avanti: “I malvagi continuino pure a praticare l’ingiustizia e gli impuri a vivere nell’impurità” (Apoc. XXII, 11). E ciò, affinché noi, i fedeli, mostriamo la nostra pazienza e la nostra lotta fino alla morte, per ricevere la corona della Vittoria dal nostro Signore Gesù Cristo, il Quale ci incita a crocifiggerci assieme a Lui, per donarci la Vita eterna e il Regno.

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Figli nel Signore Risorto,
Non  lasciamoci piegare e intimorire da tutte le cose sgradevoli e minacciose che accadono attorno a noi; ma rinnoviamo invece la nostra fede e la nostra convinzione nella vittoria sulle passioni e su tutti i nemici visibili e invisibili, con l’invincibile e divina protezione e aiuto, gridando in tutte le direzioni: “Dio è con noi; sappiatelo, o genti, e siate vinte, perché Dio è con noi!”; e anche cantando continuamente l’inno pasquale della vittoria: “Cristo è risorto dai morti, con la morte ha calpestato la morte, ed ai morti nei sepolcri ha elargito la vita”!
Cristo è Risorto! È veramente Risorto!

L’Arcivescovo
† Kallinikos di Atene con i Membri del Santo Sinodo