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Messaggio Sinodale per la Pasqua 2026

 

«Sei disceso nelle profondità della terra e hai spezzato le catene eterne,
che trattenevano i prigionieri, o Cristo, e il terzo giorno, come Giona dalla balena, sei risorto dalla tomba» (Irmos, Ode 6 del Canone della Santa Pasqua)

Cari Padri e Fratelli nel Signore Risorto,
Il nostro Signore Gesù Cristo, quando i farisei e i sadducei ipocriti gli chiesero «un segno dal Cielo» (Mt 16, 1) per metterlo alla prova, rispose a loro e agli empi loro simili di tutte le epoche, che nessun segno gli sarà dato, se non «il segno di Giona profeta» (Mt 16, 4).

Come egli rimase impassibile nel ventre della balena per tre giorni e poi ne uscì, così anche il Signore, dopo essere stato crocifisso ed aver esalato l’ultimo respiro secondo la natura umana, rimarrà per tre giorni nel ventre della grande balena della morte, e poi risorgerà.

San Gregorio Palamas scrive in modo significativo: «Lo stesso Verbo pre-eterno di Dio, di cui Giona era l’immagine, discese dai cieli sulla terra, come lui a Joppa. E dopo essersi sottomesso alle tentazioni e alle Passioni, come lui alle onde, scese attraverso la morte nei punti più bassi della terra, dopo essere stato inghiottito dall’Ade, come lui dal cetaceo. E dopo essere risorto da lì dopo tre giorni, ha promesso il Regno dei Cieli a coloro che si pentono, e ha reso manifesta e predicato a tutti le opere della conversione» (Omelia 39, Pronunciata a Lita, 11, EPE 10, p. 506).

La Resurrezione del Signore è stata, è e sarà in eterno il segno più grande, il miracolo più grandioso nella storia di questo mondo; perché si tratta della vittoria schiacciante sulla terribile morte e del trionfo e dello stabilimento della vita eterna e dell’immortalità!

***

Amati Fratelli,
Ciò che conoscono e compiono gli uomini senza Cristo è principalmente servire l’effimera vita biologica, che essi finiscono per contaminare e distruggere. Ciò che compie il nostro Signore Gesù Cristo, Amante degli uomini e pieno di benevolenza, nostra Vita e nostra Resurrezione, è principalmente perdonare, beneficare e vivificare.

Perché persino nell’Ade, nelle «profondità della terra», Lui ha schiacciato con potenza e autorità divine le sue leve eterne, per concedere la libertà ai suoi sventurati prigionieri e per riportare alla vita eterna coloro che hanno creduto in Lui, cioè i meritevoli, il progenitore Adamo e i suoi giusti discendenti.

Sant’Epifanio di Cipro sottolinea: «Dio, quando apparve nell’Ade, non salvò semplicemente tutti senza distinzione, ma anche lì, coloro che credettero; tutti i giusti, che da lì pregavano incessantemente e chiedevano la salvezza» (Discorso sulla divina Sepoltura del Salvatore, PG 43, p. 450, 453).

Per questo motivo, ormai le anime dei giusti non scendono più nell’Ade, come prima della Resurrezione, ma salgono al Signore e sono custodite «nelle mani di Dio» fino alla comune Resurrezione e al Giudizio Universale.

***

Cari Fratelli,
Esultiamo e facciamo festa in questo giorno straordinario di letizia. Ha inizio ora la nuova vita del secolo futuro.

San Gregorio di Nissa afferma che: «Dopo la Passione sono giunti i frutti della gioia. [Il Signore] è risorto e il Suo Corpo ha rivestito l’incorruttibilità e l’immortalità» (Discorso V, Sulla santa e luminosa Resurrezione, PG 46, v. 688).
Il Cristo Dio-uomo ci mostra ora l’«uomo nuovo» della nuova creazione e della rinnovazione e ci accorda, in quanto membri della Sua santa Chiesa, cioè del Suo Corpo, i doni della Sua Grazia:
– La Pace e la Benedizione evangeliche, in un mondo di guerre e di lamenti;
– La Speranza e la Gioia, in un mondo di disperazione e tristezza;
– La Luce e la Vita, in un mondo ottenebrato e interiormente dilaniato;
– Il Perdono e l’Amore infinito ed eterno, in un mondo pieno di antipatia, di odio e di rivalità.

Venerando con fede e amore sinceri il Cristo Risorto, chiediamo con spirito di pentimento la nostra guarigione spirituale, vittoria sulle passioni e sul peccato, intrepidezza e coraggio di fronte alle minacce e alla morte biologica.

Riceviamo con amore ardente i Suoi Santi Doni, il Suo Corpo e il Suo Sangue, per diventare portatori di Cristo e simili a Cristo; rimaniamo con pazienza e speranza nella Sua santa obbedienza, perdoniamo di cuore «tutto per la Resurrezione», e gridiamo con tutta la forza della nostra anima:

Cristo è Risorto! In verità è Risorto!
Santa Resurrezione 2026
L’Arcivescovo
+Kallinikos di Atene

E i Membri del Santo Sinodo
della Chiesa dei V.C.O. di Grecia


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