Messaggio del Metropolita Moses di Toronto, in Canada, per l’inizio del grande digiuno di Pasqua.

Amati fratelli e sorelle in Cristo,
Dio benedica voi e le vostre famiglie.
Il Lunedì Puro iniziamo il Grande Digiuno e da lontano scorgiamo la Festa delle Feste, il mistero della morte e resurrezione di Dio Incarnato. Come possiamo noi, uomini e donne del XXI secolo, avvicinarci a questo mistero?
Non si può separare la vita e la spiritualità cristiana da ciò che i russi chiamano podvig (che significa lavoro spirituale). C’è un passo negli scritti di Sant’Isacco il Siro che illustra questo punto, dove afferma: “La preghiera senza lavoro fisico è un aborto”.
Tutti comprendiamo il concetto di terapia fisica. Dovremmo tutti comprendere che, per il bene della nostra terapia spirituale, è essenziale per noi lottare secondo le nostre capacità per tutta la vita e soprattutto durante questo periodo di Quaresima. Mi vengono in mente le parole di un commentatore della vita di Sant’Atanasio il Grande: “Non fu come teologo, ma come anima credente bisognosa di un Salvatore, che Atanasio si avvicinò al mistero di Cristo”. Vale a dire, come anima bisognosa di una terapia salvifica in Cristo. L’autore di questa citazione ha fatto una saggia osservazione su Sant’Atanasio, ma ciò che gli è sfuggito è che questo è esattamente il modo in cui tutti i veri teologi nella storia della Chiesa si sono avvicinati al mistero di Cristo. La teologia e la vita spirituale non sono esercizi di speculazione astratta. La lotta e la purificazione spirituale sono un prerequisito per la conoscenza di Dio.
Il Grande Digiuno è un periodo speciale dell’anno per la purificazione spirituale e uno sforzo deliberato per raggiungere la percezione spirituale. Durante questo periodo, ci ritiriamo volontariamente dalle distrazioni del mondo per dedicarci più seriamente alla nostra vita in Cristo. Come scrisse il profeta Re Davide:
“Contemplavo sempre il Signore davanti a me, perché egli sta alla mia destra, perché io non vacilli.
Per questo si è rallegrato il mio cuore ed ha esultato la mia lingua; anche la mia carne dimorerà nella speranza” (Salmo 15).
Cerchiamo il volto di Dio attraverso la preghiera e il lavoro spirituale.
Ricordiamo le parole del nostro Salvatore riguardo al figliol prodigo che, dopo essersi separato dal suo Padre amorevole ed essere caduto nelle miserabili profondità del peccato, ebbe un buon pensiero e “rientrò in sé”. Il figliol prodigo era caduto nelle profondità del peccato e aveva perso la sua identità; ricordando il suo Padre Misericordioso, si ricordò di chi era, si allontanò dalle sue abitudini peccaminose e si rivolse a Dio. Iniziò umiliandosi e divenne povero in spirito, pianse, divenne mite e ebbe fame e sete di essere di nuovo nella casa del Padre. La sua via era la via delle Beatitudini. (Matteo 5, 1-12)
Tutti noi ci siamo smarriti e allontanati da Dio in un modo o nell’altro. Ora è il momento, durante il Grande Digiuno, di “rientrare in noi stessi” e tornare a Dio. La parola pentimento “μετάνοια” significa un allontanamento dall’errore, dal peccato e dalla morte, un volgersi verso il nostro Dio che ci concede la vita eterna in Comunione con Lui al Banchetto d’Amore.
Iniziamo il nostro ritorno a Dio attraverso le fatiche del Grande Digiuno con gioia e l’umile certezza che Dio desidera la nostra salvezza. Il nostro Dio non desidera ardentemente la morte di un peccatore, ma che ritorni e viva. Dio desidera la tua salvezza!
Prepariamoci per quella Settimana Santissima in cui sperimentiamo e adoriamo la Passione e la Morte volontarie del nostro Salvatore per noi, il grande mistero dell’amore sacrificale e sofferente del nostro Salvatore per noi. Prepariamoci alla Resurrezione del nostro Cristo, la Fonte della Vita Eterna, che è venuto a liberarci dal peccato e dalla morte.
Perdonatemi e possa Dio perdonare voi e possa Dio concedere a tutti voi una crescita spirituale; e che tutti possiate avere un’anima che tragga profitto dalla Grande Quaresima e da una Pasqua radiosa.
Il vostro fervente intercessore presso il Signore,
Mosè, di Toronto