Ventiquattresima Domenica dopo Pentecoste

14 / 27 Novembre 2022

XXIV domenica dopo Pentecoste (Ottava Domenica di Luca)
Tono grave (settimo)

Santo Apostolo Filippo

Evangelo Mattutino II (Mc 16, 1-8)

Prochimeno
Il Signore darà forza al suo popolo, il Signore benedirà il popolo suo con la pace.
Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore gli agnelli. (Ps 28, 11. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (2, 14-22) – della Domenica
Fratelli, Cristo è la nostra pace, lui che di due popoli fece una sola unità abbattendo il muro divisorio, annullando nella sua carne l’inimicizia – la legge dei dogmatici precetti – per creare in se stesso, dei due popoli, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare con Dio entrambi – in un solo corpo – mediante la croce, dopo aver ucciso in se stesso l’inimicizia. E venne per annunciare pace a voi, i lontani, e pace ai vicini, perché, per suo mezzo, entrambi abbiamo libero accesso al Padre in un solo Spirito. Così dunque non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni edificio cresce in armoniosa disposizione come tempio santo nel Signore; in lui anche voi siete incorporati nella costruzione come dimora di Dio nello Spirito.

Lettura degli Atti degli apostoli (8, 26-39) – del Santo Apostolo
In quei giorni un angelo del Signore parlò a Filippo dicendo: “Alzati, e va’ verso mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta”. Egli si alzò e si mise in cammino. Ed ecco un etiope – un eunuco ministro di Candàce, regina degli Etiopi, sovrintendente di tutto il suo Tesoro – che era venuto a Gerusalemme per adorare. Egli tornava, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia. Lo Spirito disse a Filippo: “Va’ avanti, e raggiungi quel carro”. Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: “Capisci quello che leggi?” Quegli allora rispose: “E come potrei, se nessuno mi guida?” E invitò Filippo a salire e a sedersi con lui. La perìcope della Scrittura che stava leggendo era questa: Come pecora fu condotto per essere sgozzato e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nel suo abbassarsi si è innalzato il suo giudizio e chi narrerà la sua discendenza? Poiché la sua vita è tolta dalla terra. Rivoltosi a Filippo l’eunuco disse: “Ti prego, il profeta di chi dice queste cose? Di se stesso o di un altro?”. Filippo aprì bocca e gli evangelizzò Gesù partendo da questa Scrittura. Proseguendo lungo la strada, arrivarono all’acqua e l’eunuco disse: “Ecco l’acqua; cosa mi impedisce di essere battezzato?”. E Filippo disse: “Se credi con tutto il cuore, è possibile”. E quegli rispose: “Credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio”. Fece fermare il carro e scesero entrambi nell’acqua, l’eunuco e Filippo, e questi lo battezzò. Quando salirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo; l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia per la sua strada.

Alleluia
E’ bene confessare al Signore e salmeggiare al tuo nome, Altissimo,
per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità lungo la notte. (Ps 91, 2-3)

Evangelo
secondo Luca (10, 25-37) – della Domenica
In quel tempo un dottore della Legge, volendo metterlo alla prova, si alzò e disse a Gesù: “Maestro, cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù allora gli disse: “Che c’è scritto nella Legge? Come leggi?” Egli rispose e disse: “Ama il Signore, Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso”. Gesù gli disse: “Hai risposto esatto; fa’ questo e vivrai”. Ma quegli, volendo giustificare se stesso, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo?” Gesù rispose e disse: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, quando incappò nei briganti che lo spogliarono, lo coprirono di botte e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso scendeva per quella strada un sacerdote, lo vide e passò dall’altra parte. Allo stesso modo anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò dall’altra parte. Invece un samaritano che era in viaggio, venne presso di lui, lo vide e ne ebbe compassione. Si avvicinò e fasciò le sue ferite versandovi sopra olio e vino. Poi lo caricò sul proprio giumento, lo portò in una locanda e si prese cura di lui. L’indomani, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più te lo renderò al mio ritorno. Quale di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che si era imbattuto nei briganti?” Quello rispose: “Chi ha avuto misericordia di lui”. Gesù allora gli disse: “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.

secondo Giovanni (1, 44, 52) – del Santo Apostolo
In quel tempo Gesù volle partire per la Galilea; trova Filippo e gli dice: “Seguimi!” Filippo era di Vithsaidhà, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontra Natanaele e gli dice: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti; Gesù, il figlio di Giuseppe di Nazaret”. Natanaele gli disse: “Da Nazaret può essere qualcosa di buono?” Filippo gli dice: “Vieni e vedi”. Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, dice di lui: “Ecco davvero un Israelita, in cui non c’è falsità”. Natanaele gli dice: “Da dove mi conosci?” Gesù rispose e gli disse: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico”. Gli risponde Natanaele: “Ravvì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei re d’Israele!” Rispose Gesù e gli disse: “Perché ti ho detto che ti ho visto sotto il fico, credi? Vedrai cose più grandi di queste!” Poi gli dice: “In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.

 

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