Domenica delle Mirofore

25 Aprile / 8 Maggio 2022
Terza Domenica di Pasqua
Santo Evangelista Marco
Gli altri santi di oggi
Tono secondo

Giunte al Tuo sepolcro, e non trovandovi
il Tuo corpo immacolato, le donne
dicevano con lacrime pietose:
«È stato forse rapito Colui che concesse
all’emorroissa di ghermire la guarigione?
È forse risorto Colui che già prima
della passione aveva predetto la resurrezione?
Sì Cristo è veramente risorto,
Lui che ai caduti dona la resurrezione.»

Da: Romano il Melode, “Inni”

Evangelo Mattutino terzo (Mc 16, 9-20)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore, e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore, ma non mi ha consegnato alla morte . (Ps 117, 14. 18)

Lettura degli Atti degli apostoli (6, 1-7) (della Domenica)
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, fra gli Ellenisti ci fu mormorio contro gli Ebrei, perché nel quotidiano servizio venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono la moltitudine dei discepoli e dissero: “Non si può accettare che noi abbandoniamo la parola di Dio per il servizio delle mense. Fratelli, prendete dunque in esame sette uomini tra di voi di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, che stabiliremo per questo bisogno. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della parola”. Il discorso piacque a tutti e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiochia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. La parola di Dio cresceva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti obbediva alla fede.

Lettura della prima epistola di Pietro (5, 6-14) (del Santo)
Fratelli, umiliatevi sotto la mano potente di Dio, affinché vi innalzi al suo tempo, riversando su di lui tutte le vostre preoccupazioni, poiché a lui importa di voi. Siate sobri, vegliate. Il vostro avversario, il diavolo, va in giro come un leone ruggente cercando qualcuno da divorare: resistetegli saldi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze sono inflitte ai vostri fratelli sparsi nel mondo. Il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, perfezionerà voi che per un breve periodo avete sofferto, vi consoliderà, v’irrobustirà, vi renderà stabili. A lui la potenza nei secoli dei secoli. Amin. Per mezzo di Silvano, che è fratello fedele, vi ho scritto brevemente, come credo, per esortarvi e attestarvi che questa è vera grazia di Dio: siate saldi in essa. Vi saluta la eletta in Babilonia e Marco, figlio mio. Salutatevi reciprocamente con un bacio d’amore. Pace a voi tutti in Cristo Gesù. Amin
Confesseranno i cieli le tue meraviglie, Signore, e la tua verità nell’assemblea dei santi.
Dio è glorificato nel consiglio dei santi; è grande e terribile su tutti quelli che lo circondano. (Ps 88, 6. 7)

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione. ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Signore, salva il re ed esaudisci noi nel giorno in cui ti invochiamo. (Ps 19, 2. 10)

Evangelo
secondo Marco (15, 43 – 16, 8) – della Domenica
In quel tempo venne Giuseppe di Arimatea, nobile Consigliere che aspettava anche lui il regno di Dio. Fattosi coraggio, andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che già fosse morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da molto tempo. Informato dal centurione, donò il cadavere a Giuseppe.
Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù, lo avvolse nel lenzuolo e lo depose nel sepolcro che era scavato nella roccia; poi fece rotolare una pietra sull’entrata del sepolcro. Intanto Maria Maddalena e Maria madre di Iosì stavano a osservare dove veniva deposto. Trascorso il sabato, Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Salome comprarono aromi per andare a ungerlo. Di buon mattino, il giorno uno della settimana, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: “Chi ci rotolerà via la pietra dall’entrata del sepolcro?” Ma, guardando in su, videro che la pietra era stata rotolata via, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, rivestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E` risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”. Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro piene di timore e spavento, e non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.

secondo Marco (6, 7-13) – del Santo
In quel tempo Gesù chiamò i dodici e cominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né bisaccia, né pane, né denaro nella cintura; ma, calzati i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: “Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro. In verità vi dico: nel giorno del giudizio quella città sarà trattata peggio di Sodoma e Gomorra”. E partiti, predicavano che la gente si convertisse, cacciavano molti demoni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

 

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