Quarta Domenica di Quaresima

21 Marzo / 3 Aprile 2022
Domenica di San Giovanni Climaco
San Giovanni Climaco
San Giacomo il Confessore, vescovo, of the Studium (VIII sec)

Il menologhion di questo giorno

Tono plagale quarto (ottavo)

Evangelo Mattutino VIII (Giovanni 20, 11-18)

Prochimeno
Il Signore darà forza al suo popolo, il Signore benedirà il popolo suo con la pace.
Portate al Signore, figli di Dio, portate al Signore gli agnelli. (Ps 28, 11. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (6, 13-20)
Fratelli, quando Dio fece la promessa ad Abramo, poiché non poteva giurare per qualcuno superiore a sé, giurò per se stesso, dicendo: Certo, benedicendo ti benedirò e moltiplicando ti moltiplicherò. E così, avendo pazientato, ottenne la promessa. Gli uomini, infatti, giurano per uno maggiore di loro e il giuramento è per loro termine d’ogni controversia. Perciò Dio, volendo esibire agli eredi della promessa una prova più convincente dell’immutabilità della sua decisione, intervenne con un giuramento, affinché – mediante due atti immutabili nei quali è impossibile che Dio mentisca – noi, che ci siamo rifugiati in lui, avessimo un forte incoraggiamento a impadronirci della speranza che ci è proposta. In essa abbiamo per l’anima un’ancora sicura e solida, che entra all’interno della cortina, dove – come precursore – è entrato per noi Gesù, divenuto per l’eternità gran sacerdote secondo l’ordine di Melchisedek.

Alleluia
E’ bene confessare al Signore e salmeggiare al tuo nome, Altissimo;
per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità lungo la notte. (Ps 91, 2-3)

Evangelo
secondo Marco (9, 17-31)
In quel tempo un uomo si avvicinò a Gesù, si inginocchiò davanti a lui e disse: “Maestro, ho portato da te mio figlio che ha uno spirito muto. Quando lo afferra, lo agita, e schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di cacciarlo, ma non hanno potuto”. Egli allora risponde e dice loro: “O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Conducetelo da me”. E glielo portarono. Appena vide Gesù, lo spirito lo contorse convulsamente ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: “Da quanto tempo gli accade questo?” Egli rispose: “Dall’infanzia; e molte volte lo ha gettato nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, aiutaci ed abbi compassione di noi”. Gesù gli disse: “Se puoi credere! Tutto è possibile per chi crede”. Subito il padre del ragazzo gridò piangendo, e disse: “Signore, credo! Aiutami nella incredulità!” Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, sgridò quello spirito impuro, dicendo: “Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da lui e in lui non entrare più”. E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il ragazzo diventò come morto, sicché molti dicevano: “E’ morto”. Ma Gesù, presolo per mano, lo alzò ed egli risuscitò. Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in disparte: “Perché noi non abbiamo potuto cacciarlo?” Ed egli disse loro: “Questa razza di demoni non può uscire in alcun modo, se non con la preghiera e il digiuno”. Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: “Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni risusciterà”.

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