San Giovanni Maximovic: Sulla santità

SAN GIOVANNI (MAXIMOVIČ)
arcivescovo di Shanghai e San Francisco

Sulla santità
( Omelia pronunciata il 18 Marzo 1953)

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La santità è il frutto di sforzi umani e il dono del Santo Spirito. La santità è raggiunta da colui che porta una croce e nel nome di Cristo conduce una guerra contro gli ostacoli alla santità, gli ostacoli che impediscono di diventare come Cristo. Questi ostacoli sono i peccati, le cattive abitudini, profondamente radicati nell’anima. La lotta contro di essi è il principale lavoro di un cristiano, e nella misura in cui riuscirà a purificare la sua anima, riceverà lo Spirito Santo.

San Serafino ha insegnato l’acquisizione dello Spirito Santo, e veramente lo ha acquisito poiché la Santissima Madre di Dio, lo ha riconosciuto in quanto vicino a lei. E i fedeli, sinceri ricercatori della Verità e della Luce, come lo era Motovilov, in ragione della loro venerazione, hanno visto come questo essere fosse gradito a Dio per lo splendore della luce della santità.

Come sono diverse le vie dei santi! Presso il trono di Dio, davanti a tutti è la Santissima Madre di Dio, la più gloriosa dei serafini e tutti gli angeli e arcangeli che furono saldi, fedeli a Dio nella terribile lotta che è stata condotta contro di Lui, risplendendo per la maggior parte di loro, e Lucifero, che significa portatore di luce, che ora è il diavolo, in altre parole, è stato gettato nel buio più profondo. In questa lotta gli angeli luminosi sono giunti così vicino a Dio che è già impossibile per loro fare un passo indietro e quindi essere separati da Lui.

Tutti coloro che sono graditi a Dio sono come angeli colti nel loro amore e nella loro devozione. Sono come gli angeli che fecero guerra contro le forze delle tenebre e sono stati rinsaldati nell’amore di Dio. Tutti i profeti dell’Antico Testamento hanno vissuto lottando contro le tenebre. L’empietà prevaleva, la legge di Dio era stata dimenticata. Il mondo perseguitava i profeti perché interferivano con la vita del mondo immersa nel peccato. Si nascosero nelle “profondità della terra.” Il mondo li odiava. Il profeta Isaia fu segato in due da una sega di legno, il profeta Geremia fu calpestato in una palude. E, pur vivendo in un ambiente del genere, rimasero saldi nella fede e nella devozione. Tutti i giusti erano afflitti perché erano estranei al mondo peccatore. Tutti gli apostoli hanno sofferto in un modo o nell’altro. I giusti andarono nel deserto. Che cosa li ha resi santi? La sofferenza? Non è la sola sofferenza che rende santi, ma anche la tensione verso Dio, l’amore di Dio e lavorare per superare gli ostacoli alla santità, che è il frutto della fatica dell’uomo e il dono del Santo Spirito.

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