La Chiesa dei nostri Padri

del Vescovo Silvano (Livi)

Introduzione

Mi sono trovato molte volte nella situazione di dover parlare del Cristianesimo Ortodosso a chi ortodosso non è o a chi, più semplicemente, travolto dal vortice della nostra società che sempre di più si dimentica di Dio e di Gesù Cristo, non si sente più nemmeno cristiano, eppure – per quella insaziabile sete di Verità che è nel cuore di ogni uomo e che neppure la scristianizzata società di oggi riesce a spegnere totalmente – non ha rinunziato ad una ricerca di una dimensione spirituale della vita e del mondo.

Queste persone rimangono sconcertate quando io, cristiano ortodosso, dico loro con semplicità:

  1. che solo Gesù Cristo ha la vera risposta alle inquietudini del cuore umano e che quindi soltanto nel cristianesimo egli può trovare pace interiore, la meta delle sue ricerche e l’appagamento dei suoi desideri.
  2. che soltanto nella Chiesa Ortodossa oggi si è conservato integralmente e senza alcuna modificazione l’autentico insegnamento di Gesù Cristo e dei suoi Apostoli e che tutte le altre confessioni cristiane – per vari motivi storici ed a causa dell’orgoglio degli uomini – lo hanno, più o meno, alterato.

Queste due affermazioni non possono non lasciare sconcertato l’uomo di oggi abituato a dubitare di tutto e di tutti, che si domanda se poi davvero esiste la Verità, e poi – ammesso che esista – perché questa verità debba essere in possesso della Chiesa Ortodossa che, a suo parere, sembra strana, ferma nelle sue tradizioni e nei suoi riti, forse un po’ pezzo da museo…

Allora io, cristiano ortodosso, monaco-sacerdote, ho il dovere di rendere ragione delle mie certezze dialogando con tutti con serenità e semplicità, rispettando tutti, ma insieme senza venir meno alla fede per la quale io so che Dio, nonostante la mia debolezza ed il mio peccato,mi ha donato se stesso attraverso Gesù Cristo e, nella sua Chiesa, la Chiesa Ortodossa, mi ha donato la Verità tutta intera. Questo non è orgoglio, né integralismo: la Verità infatti non è mia, non l’ho trovata con le mie forze, anche se con tutte le mie forze l’ho cercata, la Verità mi è stata donata, ed a questo dono corrisponde il dovere ed il compito di portarla a tutti quelli che incontro sul mio cammino.

Quando poi, dialogando con chi mi chiede spiegazioni della mia fede e, spesso, anche qualcosa da leggere, mi sono accorto che in commercio non esistono libri facili, non destinati a chi non si intende di teologia o che, almeno, ha una certa cultura su cose religiose. Questo breve scritto vuol essere un rimedio a questa mancanza.

Chi mi legge dovrà fare un atto di fiducia. Infatti, per non rendere questo libretto pesante e lungo, non ho potuto riportare le fonti delle mie affermazioni: per cui chi mi legge dovrà fidarsi che ciò che affermo si può sempre giustificare, e, se poi vuole approfondire, potrà fare riferimento a libri più specialistici tra i quali consiglio anzitutto quello di P. Evdokimov, L’Ortodossia, oggi pubblicato dalla casa editrice “EDB” di Bologna. In questo libro si potrà trovare un discorso più articolato e complesso. Qui gli unici riferimenti sono quelli della Bibbia che sicuramente ciascuno di voi avrà in casa e quindi facilmente potrà andare a cercarli .

Chi mi legge deve sapere che sia io, sia qualsiasi altro sacerdote ortodosso in Italia, siamo sempre disponibili a fornirgli tutti i chiarimenti che desidera.

  1. Gesù Cristo ha la sola vera risposta alle inquietudini del cuore umano

Il Beato Agostino, uno dei Padri della Chiesa Occidentale, autore fra l’altro di un libro famoso – Le Confessioni – dove racconta la sua storia, che da una vita non proprio esemplare ma sempre segnata da una profonda ricerca della Verità, lo portò ad essere cristiano e vescovo, afferma che “il cuore dell’uomo è inquieto finché non riposi in Dio.

Ciascuno di noi può trovare una verifica sperimentale di questo dentro se stesso. Solo se per un momento ci lasciamo dietro il frastuono del mondo, i rumori, le musiche assordanti, i ritmi frenetici… anche nei momenti apparentemente più felici abbiamo la sensazione che qualcosa non va. Se ci sentiamo amati abbiamopaura di poter perdere l’amore, se siamo in salute sentiamo che lamalattia potrebbe essere in agguato dietro l’angolo, se possediamo qualcosa siamo perfettamente consapevoli del fatto che nulla in questo mondo è eterno… e poi, al termine di tutto, ognuno di noi sa, fin da bambino, che un giorno, presto o tardidovrà morire. Questa certezza della morte non ci abbandona nemmeno nei momenti in cui – per esempio nei momenti della giovinezza – dovrebbe essere più lontana… eccolo davvero il grande problema, allontanato, nascosto, sommerso, eppur sempre presente: la Morte. Ce la richiama il momento in cui una persona cara ci lascia, il momento in cui leggiamo sul giornale notizie di sciagure, il momento in cui un carro funebre incontra casualmente la nostra strada… Allora, se ci ascoltiamo dentro, comprendiamo che ogni risposta che sia capace davvero di eliminare le nostre inquietudini profonde e le nostre paure, che possa davvero mettere il nostro cuore in pace, deve essere una risposta che comprenda la morte, che dia una spiegazione alla morte, che ci indichi come superare la morte. Attento:tutte le risposte che non fanno i conti con la morte sono risposte illusorie, false, come tutte le risposte del mondo:

*la salute: è la risposta più comune: “basta che ci sia la salute” si dice comunemente, ma sappiamo tutti che la salute fisica non c’è sempre e che, con tutti gli sforzi che la scienza possa fare, non ci assicurerà mai l’eterna giovinezza e l’eterna salute, perché ilmale, il dolore fan parte della nostra natura umana e della realtà stessa del cosmo.

* Il denaro: è uno degli idoli più adorati del nostro tempo. Si lavora per la casa, la carriera, per aver sempre di più: ma a che serve tutto questo se una macchina ci può investire da un momento all’altro, una tegola cadere in capo, una malattia inaspettata fare la sua comparsa nella nostra esistenza e condurci rapidamente alla morte?

*gli affetti: l’amore forse è, tra le risposte del mondo, quella che più si avvicina alla verità… l’amore ci protegge, la vicinanza della persona amata ci fa sentire sicuri come si sente sicuro il bambino quando è vicino alla mamma… eppure anche l’amore è illusorio, perché anch’esso è contrassegnato dalla fine e dalla morte… a meno che…

*a meno che non ci sia un AMORE che duri per sempre.

Se esiste un Amore che dura per sempre allora non solo abbiamo trovato la risposta alle nostre inquietudini, qualcosa capace di dare un senso alla nostra vita, qualcosa capace di mettere il nostro cuore nella pace, ma abbiamo trovato anche qualcosa capace di dare un senso a tutti gli amori che incontriamo ed abbiamo incontrato nella vita: i veri amori intendo dire, non tutto ciò che oggi si scambia per amore. Tutti i veri amori, se esiste unAMORE che dura per sempre, in questo AMORE trovano il loro significato più vero e più profondo.

Ebbene: c’è un Amore che dura per sempre e questo Amore è Dio. Ce lo dice l’Apostolo S. Giovanni che nelle sue lettere, bellissime, che puoi trovare e leggere nel Nuovo Testamento, sulla tua Bibbia, chiama Dio con il nome di Amore. Dio infatti ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio Gesù Cristo nel mondo. Nel Nuovo Testamento, nella Lettera dell’Apostolo S. Paolo ai Filippesi (cap.2), troverai scritto che Gesù pur essendo Dio non ha esitato a condividere la nostra sorte di uomini e si è fatto obbediente fino a fare, Lui, l’Immortale, l’esperienza della nostra morte. Questo e il più grande atto dell’amore di Dio verso di noi.

Ma attento: cosa accade nel momento in cui il Figlio di Dio, che è Dio come il Padre, condivide la morte dell’uomo?

Vorrei che tu facessi lavorare per un momento la tua immaginazione: pensa ad una stanza tutta buia, in completa oscurità… Ora immagina che una lampada luminosissima venga introdotta in questa stanza… cosa è accaduto? Dov’è il buio? Dov’è l’oscurità?…

Ora, Dio è la Vita e la Vita è la luce degli uomini (lo puoi leggere nella tua Bibbia, al cap. I del Vangelo di S. Giovanni). Immagina la Vita che entra nella Morte, la Luce nell’Oscurità dell’Oltretomba! Che cosa accade? La Vita vince la Morte, la Luce vince l’Oscurità: è per questo che l’Apostolo Paolo può esclamare che la Morte ha perso il suo pungiglione, cioè non fa più paura, come uno scorpione che non ha più il mezzo per inoculare il veleno (1° Lettera ai Corinzi, cap. 15).

La Risurrezione di Cristo dai morti è la riprova che l’Amore di Dio non può essere sconfitto nemmeno dalla morte, anzi vince la morte. Per questo l’Amore di Dio è un amore che dura per sempre.

Dal momento della Resurrezione di Gesù Cristo la morte non ci fa più paura perché, se crediamo in Lui, Egli ci ha detto che è il primogenito dei morti e che, se siamo morti con Lui, resusciteremo anche con Lui, anzi, misteriosamente, siamo già risorti il giorno del nostro Battesimo. Leggi quello che scrive l’apostolo S. Paolo nella 1° Lettera ai Corinzi: scrive che il Battesimo è una sepoltura a somiglianza della morte di Cristo ed una resurrezione a somiglianza della resurrezione di Cristo.

Questo, nel Battesimo come si fa nelle chiese cattolico-romane, si può vedere difficilmente, perché ormai si è ridotto più ad un gesto di lavaggio che ad un vero Battesimo. Attento: un adulto, quando viene battezzato, fa morire l’uomo vecchio con tutti i suoi peccati e fa nascere un uomo nuovo, ma un piccolo bambino non ha nulla da lavare: il peccato originale non è una colpa che lui si porta dietro e che deve essere cancellata, ma è la tragica situazione, di cui lui non è personalmente responsabile, è il fatto che anche un bambino nasce in una umanità ed in un mondo dove c’è il peccato, il dolore, la morte e questa è una realtà così evidente che basta girarsi un po’ intorno per comprenderla. Nella Chiesa Ortodossa si continua, come nella Chiesa degli Apostoli, a Battezzare con l’immersione in modo che si capisce subito che il Battesimo è Morte e Resurrezione a una vita nuova, non soltanto il lavaggio dei peccati .

Allora la risposta che Gesù Cristo dà alle nostre inquietudini è una risposta che tiene conto della Morte. Non è come le risposte del Mondo (salute, denaro, affetti…) che non tengono conto della Morte, l’allontanano, cercano di non guardarla in faccia… sono risposte vigliacche. La risposta di Gesù Cristo guarda in faccia la Morte, il Dolore, l’Angoscia… e le vince: “lo sono la Via, la Verità, la Vita” dice Gesù nel Vangelo, e ancora “chi crede in me anche se muore vivrà e chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno” (Vangelo di S. Giovanni, cap. I, 1).

Questo trionfo di Gesù Cristo sulla morte era talmente vivo e sicuro nell’anima dei primi cristiani che essi chiamarono il luogo dove seppellivano i loro morti “cimitero”, che in greco significa “dormitorio”. I cristiani, cioè, sanno bene che la morte non è la fine ma che chi muore in Cristo dorme, attendendo il giorno della resurrezione, nell’attesa del quale è aiutato dalle preghiere dei fratelli ancora in vita a purificarsi di ciò che potrebbe renderlo non bello e non pronto per comparire al cospetto del Dio della Bellezza e della Bontà (è questo il significato della preghiera per i morti). Così il cristiano è certo che vivrà in eterno con Cristo, non è come gli altri che non hanno speranza.

Come scrive l’apostolo S. Paolo nella 1° Lettera ai Tessalonicesi (cap.4) il cristiano sa di essere risorto con Cristo, non ha paura della morte, ogni Domenica – nella Divina Liturgia – mangia e beve il Corpo ed il Sangue di Cristo che sono la sola medicina capace di curare dalla morte, “ farmaco di immortalità ” come si esprime S. Atanasio, grande patriarca di Alessandria d’Egitto e Padre della Chiesa.

Ora mi aspetto una domanda: ma chi mi dice che solo Gesù Cristo ha la risposta al problema della morte? E le altre grandi Religioni dell’umanità? La domanda è seria, ma la risposta è più semplice di quello che non sembri: in ognuna delle grandi Religioni c’è un po’ di verità, di quella Verità che Dio ha seminato nel cuore dell’uomo in ogni epoca ed in ogni tempo. Alcune religioni hanno addirittura pensato che la salvezza poteva venire solo da un Dio che morisse e risorgesse (il Dionisio dei Greci, Bacco per i Romani, Osiride degli Egiziani ecc.), ma soltanto Gesù Cristo è morto e risorto davvero, in una precisa epoca storica, quando era Imperatore Romano Tiberio Cesare, in un preciso luogo, a Gerusalemme,mostrandosi a precisi testimoni, gli Apostoli e le donne che andarono al Sepolcro per imbalsamarlo con aromi, e molti altri a cui ha dato l’incarico di testimoniarlo “fino agli estremi confini della terra” (Vangelo di S. Matteo cap. 28). Pertanto noi non rigettiamo gli elementi buoni che ci sono nelle religioni venute prima di Cristo, ma sappiamo che in esse gli elementi di Verità sono mischiati a tanti elementi di errore, e sappiamo anche che solo Gesù Cristo dà spiegazione e compimento alle Verità contenute in quelle stesse religioni: solo in Lui tutti gli uomini religiosi della terra trovano la risposta esauriente a tutti i loro affanni.

Lui è il vincitore della morte, il vincitore del peccato, colui che dà, attraverso il suo Amore, un significato autentico alla nostra vita. Tutte le altre risposte che ci dà il mondo sono illusioni; il Risorto è la nostra vera e solida speranza.

  1. Soltanto nella Chiesa Ortodossa Orientale oggi si è conservato integralmente e senza alcuna innovazione o modificazione l’autentico insegnamento di Gesù Cristo e dei suoi Apostoli.

Quando Gesù, dopo aver compiuto la missione che il Padre gli aveva affidato, è salito al cielo, ha inviato ai suoi Apostoli riuniti nel Cenacolo, lo Spirito Santo. Gli Apostoli che già avevano visto il Cristo resuscitato dalla morte, e quindi erano i testimoni, in quel momento ricevettero forza dall’alto, perché lo Spirito è “l’altro Consolatore” di cui aveva parlato Gesù nel discorso dopo l’ultima Cena, che egli avrebbe inviato loro dal Padre “lo Spirito di Verità che procede dal Padre.

Questo Spirito trasforma i pescatori di Galilea negli araldi della testimonianza di Cristo. dei pellegrini instancabili per tutte le terre allora conosciute per annunciare la Parola della Salvezza, per dare speranza a tutti gli uomini. Quel giorno – il giorno di Pentecoste, nasce la Chiesa. Una sola Chiesa, come uno solo è Gesù Cristo Quindi Gesù ha fondato una sola Chiesa ed i vescovi delle antiche comunità cristiane che erano succeduti agli Apostoli nel governo di quelle stesse comunità, nell’anno 325 nel Concilio di Nicea proclamarono solennemente nel Credo di credere nella Chiesa“UNA SANTA CATTOLICA APOSTOLICA”. Si tratta ora di vedere dove è oggi questa Chiesa fondata da Cristo, instaurata dagli Apostoli, stabilita dall’insegnamento degli antichi Padri, molti dei quali, come gli stessi Apostoli, dettero valore al loro insegnamento con la testimonianza della morte per Cristo. Ebbene, io non solo credo che questa Chiesa è, oggi, la Chiesa Ortodossa Orientale, ma credo anche che questo si possa facilmente dimostrare. Se uno è sincero e riflette senza preconcetti può facilmente comprenderlo. Infatti la Vera Chiesa è quella che continua direttamente e fedelmente la Chiesa degli Apostoli e dei Padri. Tutte le confessioni, che si sono staccate da essa non sono né possono essere vere Chiese, anche se sono più numerose, più forti ed hanno più mezzi umani. Avranno mezzi umani ma non la Verità di Dio.

Facciamo ora un semplice ragionamento: immaginiamo di avere davanti a noi un televisore con il quale sia possibile tornare indietro nel tempo. Osserviamo nello schermo una mappa delle varie confessioni cristiane oggi: vediamo, in Occidente, la chiesa Cattolica -Romana, le chiese Protestanti e Riformate, la chiesa Anglicana ed un grande numero di piccole (o meno piccole) Confessioni spesso chiamate “Sette”: Testimoni di Geova, Mormoni, Bambini di Dio ecc; ad Oriente le Chiese Ortodosse (Grecia, Russia, Romania, Bulgaria, Serbia, parte del Medio Oriente, con Gerusalemme…) ed alcune altre antiche chiese Cristiane dette Ortodosse-precalcedonesi: Armeni, Siri, Copti ecc. Torniamo ora indietro di poco più di cento anni e guardiamo di nuovo la mappa sullo schermo: vedremo che sono sparite le Sette, le piccole Denominazioni nate nel secolo scorso per discussioni e litigio in seno al Protestantesimo: restano la chiesa Cattolica-Romana e le chiese Protestanti, Riformate e Anglicana in Occidente, ed in Oriente quello che abbiamo già visto più sopra. Da questo si deve subito capire, se si ha un minimo di intelligenza, che confessioni nate nel secolo scorso non possono certo essere la vera Chiesa di Gesù Cristo, che è stata fondata quasi 2000 anni fa a Gerusalemme dagli Apostoli! Se poi torniamo ancora indietro, mettiamo alla data della scoperta dell’America (1492) da cui si fa, di solito, iniziare l’era moderna, ci accorgiamo che la mappa si è ancora modificata: in Occidente c’è solo la Chiesa Cattolica Romana ed in Oriente il quadro è invariato. Infatti le Chiese nate dalla Riforma si erano staccate dalla Chiesa Cattolica-Romana nel XVI secolo per protesta contro le degenerazioni di questa Chiesa ed in particolare del Papato (lusso sfrenato della Curia Romana, decadimento della teologia, vendita delle indulgenze ecc.) ad opera principalmente di Lutero e di Calvino. Torniamo ancora un po’ indietro all’anno ‘800, quello dell’incoronazione di Carlo Magno: troviamo un’unica Chiesa in Oriente ed in Occidente oltre alle già dette Chiese Ortodosse-precalcedonesi: tornando ancora un po’ indietro vedremo scomparire anche queste ed essere presente l’Unica Chiesa. UNA. SANTA, CATTOLICA, APOSTOLICA. Da questa poco dopo si staccherà la Chiesa Cattolica – Romana , principalmente a causa del fatto che il Vescovo di Roma patriarca di Occidente (quello che oggi si chiama comunemente “il papa”) aveva cominciato a pretendere un’autorità su tutta la Chiesa che mai gli antichi cristiani gli avevano riconosciuto: avevano sì riconosciuto che il Vescovo dl Roma era il primo tra i Patriarchi perché Vescovo della capitale dell’impero, a cui si era poi equiparato quello di Costantinopoli dove era stata fondata la seconda capitale imperiale ad opera di Costantino, ma questo “essere primo” per la Chiesa antica voleva dire un primato di onore e di amore, non supremazia su tutti. Infatti per un tale tipo di supremazia non c’è posto nella Chiesa di Cristo: vai a leggere nel tuo Vangelo il capitolo 22 di S. Luca dal v. 24 e te ne convincerai facilmente: “i principi delle nazioni – dice Gesù – dominano su di loro ma tra di voi non deve essere così . Chi di voi vuol essere il primo deve essere 1′ ultimo di tutti ed il servo di tutti”. E quando diceva queste parole parlava ai suoi Apostoli che litigavano per stabilire chi fra di loro dovesse essere il più grande! Certo il papa si è dimenticato di questo discorso di Gesù quando ha cominciato ad affermare di essere il Vescovo dei vescovi che non rende conto a nessuno e non è giudicato da nessuno, anzi, come osò far proclamare in Vaticano il papa Pio IX, è “infallibile” quando definisce cose di fede e di morale. Eppure noi sappiamo che nella Chiesa antica il papa era giudicato come un qualunque altro Vescovo: esempio più lampante fu il Papa Onorio che insegnò l’eresia e venne condannato come eretico da un concilio Ecumenico, persino dopo morto: “condanniamo ancora la memoria dell’empio Onorio ” e che, se gli antichi santi ed ortodossi papi S. Silvestro, S. Leone I il Grande, S. Gregorio I il Grande… tornassero oggi in vita sarebbero i primi a condannarela superbia dei loro successori (successori nella sede però, non nella fede). Voglio fare un solo esempio: quando l’imperatore Bizantino attribuì al Patriarca di Costantinopoli il titolo di “Patriarca Ecumenico  (= universale) ” il Papa di Roma Gregorio Magnogli scrisse indignato: “Come osi!  Nessuno può chiamarsi Vescovo universale!” e pensare che quel titolo gli era stato dato solo in modo onorifico senza che vi corrispondesse nessun potere reale. Cosa direbbe oggi S. Gregorio Magno di fronte ai suoi successori che non solo portano un simile titolo ma che si compongano davvero come Vescovi a loro arbitrio e senza un giudizio sinodale, e che addirittura osano chiamarsi Vicari di Cristo in Terra!Cristo non ha bisogno di Vicari, perché Lui stesso, Risorto e vivo, governa la sua Chiesa per mezzo dello Spirito Santo, e tutti i Vescovi sono tra loro, e chi per ragioni di organizzazione della Chiesa riceve titoli e funzioni come quella di Patriarca, è soltanto un “primo tra pari”, sottoposto come gli altri al giudizio della Chiesa, e che può essere deposto qualora non compia il suo dovere conformemente alla volontà di Dio. I papi di Roma, forti del potere che si erano attribuiti, circa dall’anno 1000 hanno cominciato ad introdurre nella Chiesa tutta una serie diinnovazioni  sia nella dottrina che nella pratica della Chiesa e che non erano state volute da Cristo né introdotte dagli Apostoli.  E non mi riferisco a cose marginali ed esteriori, che possono benissimo mutare secondo i tempi ed i luoghi (anche se nella Chiesa ogni cambiamento va fatto con molta attenzione per non correre il rischio di alterare il patrimonio tramandato, e poi .sempre con l’approvazione collegiale di un Concilio), ma a cose essenziali: anzitutto la modifica del testo  del Credo che contiene il simbolo della nostra fede e che il Concilio Ecumenico di Calcedonia avesse dichiarato “immodificabile”, aggiungendo al te.sto approvato in modo del tutto arbitrario, il famoso “Filioque”.

In cosa consiste? I Santi Padri, conformemente  all’insegnamento di Gesù “ vi manderò un altro Consolatore lo Spirito di Verità che procede dal Padre”) avevano professato: “Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre. Con  il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato ed ha parlato per mero dei profeti ”; arbitrariamente la Chiesa Romana ha aggiunto”procede dal Padre e dal Figlio” (Filioque).Ora, se lo Spirito Santo procedesse anche dal Figlio, Gesù lo avrebbe detto, e non lo dice – dice invece che procede dal Padre – e poi questa aggiunta sconvolge tutta la dottrina della Santissima Trinità facendo del Figlio un a .specie di “Secondo Padre” dello Spirito Santo. Comunque anche senza addentrarci in un a questione profondamente teologica non c’è chi non veda che il .solo fatto di modificare unilateralmente il testo che contiene il riassunto fondamentale della nostra fede, approvato dai Concili Ecumenici, è un arbitrio che attenta all’unità della Chiesa. Infatti dopo questo, seguirono altre innovazioni unilaterali della Chiesa romana, basata sull’autorità del solo Papa e non .su un Concilio Ecumenico (come in modo comunitario si deve fare nella Chiesa .secondo il volere di Cristo) quali la modifica della concezione del peccato originale che farebbe anche i piccoli bambini responsabili di una colpa che non hanno loro commesso (“i loro Angeli – dice al contrario Gesù – vedono sempre il volto del Padre mio”) che rende poi necessario il dogma dell’immacolata Concezione dl Maria (il l’atto cioè che Maria sia nata priva di questa colpa da non confondere con il dogma della Concezione Verginale, il fatto cioè che Cristo sia nato da lei senza Padre umano perché Figlio del Padre celeste), il dogma dell’esistenza del Purgatorio come terzo stato delle anime dopo la morte di cui non c’è minima traccia in tutta la Sacra Scrittura né nell’insegnamento dei Santi Padri… e così via.

Vengono poi introdotte modifiche arbitrariamente nell’amministrazione dei Santi Sacramenti: i laici vengono, durante la santa Comunione, privati della Comunione al Santo Sangue (Gesù invece aveva detto “Prendete e bevetene tutti…”)  il Battesimo, cioè l’immersione a somiglianza della morte e resurrezione di Gesù viene sostituito con un lavaggio con poche gocce di acqua e la Cresima, fin dall’antichità unita al Battesimo (come nel Battesimo di Gesù: quando Gesù esce dall’acqua subito lo Spirito Santo scende su di lui) viene separata da questo e pian  panino subisce anche una modificazione del modo di essere concepita … e così via tutta una serie di modifiche e di modifiche a loro volta modificate… tutte cose che si introducono quando nella Chiesa si attribuisce ad un Vescovo (il papa) un potere smisurato che non risale certo a Cristo ed alla sua volontà.

*Ed il discorso “Tu sei Pietro e su questa Pietra…?

Questo capitolo del Vangelo di Matteo (capitolo 16) viene comunemente usato oggi dai cattolici-romani come prova del primato del papa, insieme a quello degli agnelli e delle pecorelle che chiude il Vangelo di Giovanni (cap.21).

Ora questa pretesa cattolica-Romana è insostenibile.

Infatti presuppone alcune cose che noi dimostreremo infondate:

  1. che con queste parole il Signore intendesse promettere a Pietro una autorità assoluta sulla Chiesa;
  2. che questa autorità sia trasmissibile;
  3. che questa autorità si sia trasmessa al papa in quanto Vescovo di Roma e successore di Pietro.

Esaminiamo i tre punti:

1. non è vero che con queste parole Gesù intendesse trasmettere a Pietro tale autorità: infatti dice a Pietro che lo aveva confessato poco prima come Figlio di Dio (il capitolo va letto tutto per capire anche quelle parole: “tu mi hai detto che io .Sol1o il Figlio di Dio – sottinteso – e non la carne ed il sangue te lo hanno rivelato ma il Padre mio che è nei cieli, ed io a te dico: tu sei Pietro (nome derivato da “Pietra”) e su questa Pietra (cioè su di me che tu hai riconosciuto come Figlio di Dio) io fonderò la mia Chiesa”. E’ sulla fede di Pietro che Gesù costruisce la sua Chiesa, non sulla sua persona: ed il Beato Agostino (Padre tanto caro agli occidentali) fa notare che se la avesse fondata su Pietro, la avrebbe fondata su una ben fragile pietra. visto che Pietro lo avrebbe rinnegato tre volte! Questa interpretazione ortodossa era l’interpretazione sostenuta in tutta l’antichità e mai nessuno si era in antico sognato di vedervi una prova del primato del Papa di Roma se S . Cipriano, grande Vescovo di Cartagine e Martire può scrivere: “Ogni Vescovo siede sulla cattedra di Pietro”, cioè ogni Vescovo trova il suo fondamento ed il fondamento della fede che insegna nella fede che Pietro ha professato, cioè che Gesù è il Figlio di Dio.

Se anche poi si volesse riferire a Pietro il significato della pietra su cui si fonda la Chiesa questo andrebbe sempre inteso nel senso che Pietro è la Pietra perché ha confessato Cristo. Infatti non può essere posto alla Chiesa nessun altro fondamento che non sia Gesù Cristo come si legge chiaramente nel Nuovo Testamento. Puoi leggere a questo proposito il Vangelo di S. Matteo cap.2 1 al v.42,  S. Marco cap. 12 al v. 10, S. Luca cap.20 al v. 17; e ancora gli Atti degli Apostoli cap.4 v. I e la prima lettera di S. Pietro cap.2 vv. dal 4 al 10 dove è proprio S. Pietro a parlare di Cristo come “pietra viva che gli uomini hanno gettato via ma che Dio ha scelto come Pietra preziosa pietra sulla quale se noi ci fondiamo diveniamo tutti (e non solo Pietro né il Papa) “pietra ~ a”, formata per il tempio dello Spirito Santo. Perché è solo Cristo la pietra principale del fondamento: e chi crede in esso non resterà deluso”.

Più tardi noi troviamo dei testi affascinanti del grande Origene, maestro di tutti i Padri negli studi delle Sacre Scritture, e così anche nel papa san Leone Magno.  Il primo afferma: “Se anche noi diciamo “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio Vivente, allora anche noi diventiamo Pietro… perché ciascuno che si rende simile a Cristo diviene Pietro ”. Ed il secondo afferma con chiarezza “la forma di Pietro, cioè una pietra fondata sulla fede è presente in ogni Chiesa locale, e non soltanto in quella di Roma ”

2 – Ma anche se si vuole interpretare questo passo “alla maniera romana ”  ossia attribuendo a Pietro una preminenza sugli altri Apostoli nel Nuovo Testamento – preminenza non certo autorità assoluta – (Al Concilio Apostolico di Gerusalemme fu infatti il capo della Comunità cittadina, S. Giacomo, a presiedere, e Paolo resistette a viso aperto alle erronee opinioni di Pietro, come egli stesso ci dice nella Lettera ai Galati al cap.2), non possiamo certo pensare che questa autorità sia trasmissibile. Essa non è trasmissibile più di quella di essere testimone del Cristo risorto, in quanto né nel Nuovo Testamento, né negli scritti dei Padri c’è nulla che possa lasciar pensare ad una simile possibilità.

3 – Non c’è poi nessun fondamento per pensare che tale autorità si sia di fatto trasmessa al Vescovo di Roma dove la Chiesa era stata fondata da Paolo.  Inoltre, prima di recarsi a Roma, Pietro aveva presieduto la Comunità di Antiochia ( là dove i seguaci di Gesù furono per la prima volta chiamati “Cristiani ” per distinguerli dai Giudei); ed allora, perché il “potere  ” di Pietro si sarebbe trasmesso al Vescovo di Roma e non a quello di Antiochia? Lo stesso  papa S. Gregorio Magno identifica tre “sedi Pietrine ” : Roma, Alessandria ed Antiochia, pari nell’essere la cattedra storica dell’Apostolo e tiene a sottolineare che quella di Roma non ha niente di più eminente delle altre due.

Come si vede, per questa strada i entra in un labirinto inestricabile. La Chiesa antica non aveva – fortunatamente – di questi problemi; essa, come anche ora la Chiesa Ortodossa, era articolata in Comunità locali ciascuna pienamente “CHIESA ” , ciascuna presieduta da un Vescovo. Le Chiese talvolta si riunivano a Concilio sotto la presidenza del vescovo della città più eminente (Metropolita da Metropoli), considerato “primus inter pares”, il cui posto di presidente alla Comunione è poi stato preso dai Patriarchi e dai Primati delle Chiesa Autocefale (che si governano con piena autonomia).

Un Vescovo di Antiochia, Sant’Ignazio detto Teoforo (portatore di Dio), discepolo degli Apostoli,  morto martire a Roma scrive in una sua lettera: : “state uniti al Vescovo, che tiene in mezzo a voi il posto di Cristo, ed al collegio dei presbiteri (preti) che è il senato degli Apostoli, ed ai Diaconi, a me carissimi ”. Dimostrando così dinon conoscere altra Gerarchia che quella di una Chiesa Locale la quale è l’UNA, SANTA CATTOLICA, APOSTOLICA .. Per lui il rapporto si stabilisce tra il Vescovo (Cristo) e i Presbiteri (Apostoli) e non come farà più tardi la chiesa cattolica-romana tra, il papa (Cristo) ed i vescovi (apostoli).

Io penso di aver così risolto la questione.  Senza dimenticare che a Roma, nel Medioevo sono sorti (probabilmente fabbricati dalla cancelleria papale) falsi documenti, come la “Donazione di Costantino ” e le “Decretali pseudo-Isidoriane”, inventati per fornire appoggi alle pretese papali. Non pensate che quando si costruiscono prove false è perché di vere non ve ne sono?

E la falsità di questi documenti è oggi universalmente ammessa da tutti anche dagli studiosi cattolico-romani.

CONCLUDENDO

La Chiesa Cattolica Ortodossa è oggi la vera Chiesa Cattolica Una, Santa, Apostolica, che, mentre l’Occidente deviava, forse anche travolto tra le continue lotte tra papato e impero per cui il papa tendeva sempre più ad affermarsi come sovrano e signore degli stessi re della terra ( “Signore dei Signori” e “Dominatore dei Dominanti”, gli si diceva incoronandolo con il Triregno), ha conservato fino al presente la dottrina autentica di Cristo e degli Apostoli:

* Essa crede in ciò che gli antichi Concili hanno definito basandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione Apostolica.

* Amministra i Santi Sacramenti nella forma  perfetta istituita da Cristo.

* Celebra il Culto Divino secondo le antiche tradizioni.

*Venera la Madre di Dio Maria sempre Vergine e ne invoca l’intercessione continuamente, anche se rifiuta i dogmi che sono stati introdotti tardivamente su di Lei, ne dipinge e ne venera le Sacre Icone, dipinte sui modelli che risalgono fino a S. Luca.

* Venera gli Apostoli, i Martiri, i Padri, gli Asceti e tutti i Santi, invocando le loro preghiere e la loro intercessione presso il Signore delle misericordie.

* Prega per tutte le necessità del corpo e dell’anima dei fedeli.

* Non si ingerisce nelle questioni politiche che non la riguardano direttamente, ma si impegna per la pace, la giustizia sociale e la promozione dei diritti di tutti gli uomini, specie i più deboli.

* Difende in ogni sua forma la Vita sul nostro pianeta.

* Attende con la preghiera e la speranza all’unica casa comune di tutti coloro che le vicende della storia hanno allontanato dall’Unico ovile di Cristo, Unico Sommo Pontefice e Salvatore delle nostre anime.

* Annuncia agli uomini, il perdono dei peccati, la beata speranza della Resurrezione ed ogni giorno prega per i vivi e per i morti.

* Mantiene inalterate le antiche tradizioni, per questo ammette un Clero celibe ed uno coniugato, crede nell’indissolubilità del matrimonio, eppure non rigetta per misericordia coloro che con sincerità chiedono le seconde nozze,  avendo fallito, per l’umana debolezza, le prime.

* Aiuta per mezzo dei Padri Spirituali, tutti quelli che a lei ricorrono per consiglio ed aiuto.

* Propone una morale basata sulla libertà cosciente del cristiano liberato da Cristo, piuttosto che sull’osservanza legalistica dei precetti.

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